L’impiego di ropivacaina per infiltrazione locale nella risoluzione del dolore post-tonsillectomia rappresenta un’opzione di trattamento dei pazienti operati efficace quanto bupivacaina ma più sicura della combinazione bupivacaina-epinefrina in ragione della minore incidenza di potenziali eventi avversi derivanti dall’associazione di questi ultimi. Sono queste le conclusioni di uno studio di recente pubblicazione sulla rivista International Journal of Pediatric Otorhinolaryngology, condotto da un gruppo di ricerca turco.
L’intervento di tonsillectomia, associato o meno a rimozione delle adenoidi, rappresenta una delle pratiche chirurgiche di più comune esecuzione in età pediatrica. 
A fronte degli indubbi vantaggi in termini di miglioramento della qualità della vita nei pazienti sottoposto ad intervento, la tonsillectomia si associa spesso a complicanze, tra le quali abbiamo emorragia, dolore, nausea, vomito e deidratazione e varie terapie adiuvanti perioperatorie a base di anestetici, steroidi, analgesici, antibiotici ed antiemetici sono state implementate per migliorare gli outcomes post-operatori.


Una soluzione proposta per combattere il dolore post-operatorio e le emorragie intraoperatorie consiste nella somministrazione di un anestetico locale a livello dello spazio peritonsillare, che assicura l’effetto analgesico a fronte di un rischio minimo di eventi avversi.
Gli anestetici locali possono bloccare la  trasmissione degli impulsi elettrici se applicati alla fossa tonsillare. Bupivacaina, lidocaina e ropivacaina sono gli anestetici utilizzati allo scopo, spesso associati ad un vasocostrittore (epinefrina) per diminuire il flusso sanguigno locale e, di conseguenza, rallentare il trasporto dell’anestetico locale al di fuori del sito di iniezione.


La combinazione farmacologica finora tradizionalmente impiegata per l’anestesia locale durante la tonsillectomia è costituita da bupivacaina 0,25% con 1:200.000 di epinefrina. Altre combinazioni testate, invece, prevedono l’impiego di 0,5% di lidocaina con 1:100.000 di epinefrina e ropivacaina con o senza clonidina.
Ropivacaina è un anestetico locale 2-3 volte meno liposolubile, con un volume di distribuzione più piccolo, una clearance maggiore e un’ emivita di eliminazione più breve della bupivacaina, considerata l’analgesico standard per questo tipo di operazione.
Obiettivo di questo studio, pertanto, è stato quello di mettere a confronto l’efficacia dell’iniezione peritonsillare di ropivacaina, bupivacaina e lidocaina in un setting pediatrico.


A tal scopo sono stati reclutati 120 piccoli pazienti (66 maschi e 54 femmine) di età compresa tra i 4 e i 13 anni. Dopo aver ottenuto il consenso informato dei loro genitori, sono stati randomizzati in 4 gruppi: il primo gruppo, costituito da 31 pazienti di età media superiore agli 8 anni, è stato trattato dopo tonsillectomia con lidocaina per via topica associata a 1:100.000 di epinefrina. Il secondo e il terzo gruppo, rispettivamente di 29 e 31 pazienti con un’età media superiore ai 7 anni e mezzo e agli otto anni, sono stati trattati invece con bupivacaina 0,25% in associazione con 1:200.000 di epinefrina o con 0,5% di ropivacaina. Il quarto gruppo, infine (29 pazienti di età superiore agli otto anni) è stato trattato con soluzione fisiologica, salina.


I pazienti sono stati seguiti fino a 3 settimane dall’intervento, e gli outcomes valutati erano dati dal tempo dell’operazione, dal dolore post-operatorio, dal tasso di perdita ematica intraoperatoria e dalla presenza di emorragie post-operatorie e di complicanze. L’intensità del dolore, inoltre, è stata valutata mediante punteggio sulla scala VAS.
In tutti i casi, il trattamento anestetico locale ha ridotto in modo statisticamente significativo la durata dell’intervento (p<0,001). La perdita ematica intraoperatoria rilevata nel gruppo trattato con lidocaina era invece significativamente inferiore rispetto a quella rilevata negli altri gruppi (compreso il gruppo di controllo). Nessuno dei pazienti appartenenti ai 4 gruppi ha sperimentato episodi di emorragia primaria e secondaria, mentre l’intensità di dolore osservata nel gruppo trattato con ropivacaina era ridotta in modo similare nel gruppo trattato con bupivacaina e in modo significativo rispetto al gruppo trattato con lidocaina e soluzione fisiologica (p<0,001).
Se l’efficacia del trattamento con ropivacaina è simile a quella del trattamento con bupivacaina, gli autori suggeriscono, tuttavia, come il trattamento con questo anestetico sia più appropriato nel trattamento del dolore postoperatorio da tonsillectomia dal momento che basse concentrazione di questo principio attivo sono in grado di determinare vasocostrizione clinicamente rilevante, non influenzata da aggiunta ulteriore di epinefrina. Inoltre è stato osservato come l’incidenza di effetti avversi cardiotossici sia inferiore con ropivacaina rispetto a bupivacaina.


Ozkiris M, Kapusuz Z, Saydam L. Comparison of ropivacaine, bupivacaine and lidocaine in the management of post-tonsillectomy pain. Int J Pediatr Otorhinolaryngol 2012; 76(12):1831-4.
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