Sciatalgia, scarso sollievo con iniezioni epidurali di corticosteroidi

Dolore

Le iniezioni epidurali di corticosteroidi per il trattamento del dolore sciatico forniscono solo un sollievo modesto, limitato nel tempo e clinicamente irrilevante, secondo quanto emerso da un recente aggiornamento di una precedente Cochrane review su trial randomizzati e controllati con placebo.

Le iniezioni epidurali di corticosteroidi per il trattamento del dolore sciatico forniscono solo un sollievo modesto, limitato nel tempo e clinicamente irrilevante, secondo quanto emerso da un recente aggiornamento di una precedente Cochrane review su trial randomizzati e controllati con placebo.

«Sono sorpreso che, otto anni dopo la pubblicazione della nostra prima review, siamo stati in grado di identificare soltanto pochi nuovi studi randomizzati e controllati verso placebo che abbiano valutato un trattamento così comune», ha affermato l’autore senior Rafael Zambelli Pinto della Universidade Federal de Minas Gerais a Belo Horizonte, in Brasile. «È interessante notare come le nuove evidenze non abbiano modificato l'effetto terapeutico riscontrato in precedenza, che risulta essere ancora modesto e con una durata che non sembra superare i 3 mesi».

Il dolore radicolare lombosacrale (comunemente chiamato sciatica) è una sindrome che coinvolge i pazienti che lamentano un dolore radiante agli arti inferiori. È determinata dall’infiammazione del nervo sciatico, il più complesso e voluminoso dell’organismo. La sciatica indica che è in corso un’irritazione di una radice nervosa nella parte bassa della schiena. Infatti tipicamente il dolore ha origine nella zona lombare e scende lungo il nervo sciatico, passando lungo il gluteo e la gamba, fino a raggiungere il piede, con un’intensità che varia da lieve a lancinante. Nella maggior parte dei casi è legato a una protrusione o a un’ernia del disco.

Efficacia modesta
Nonostante la mancanza di evidenze a sostegno della loro efficacia -hanno scritto i ricercatori- le iniezioni epidurali di corticosteroidi sono la procedura non chirurgica più diffusa per il dolore radicolare lombosacrale, allo scopo di ridurre il processo infiammatorio locale e, di conseguenza, alleviare il dolore spesso disabilitante.

Il team coordinato da Pinto ha valutato, rispetto al placebo, l'efficacia e la sicurezza di questa procedura in pazienti con dolore radicolare lombosacrale riportate in 25 trial clinici, che hanno coinvolto un totale di 2.470 partecipanti con un follow-up di durata variabile da 12 ore a un anno.

Sulla base di evidenze di qualità moderata, le iniezioni epidurali di corticosteroidi si sono rivelate solo lievemente più efficaci del placebo nel ridurre il dolore alle gambe al follow-up a breve termine, con una differenza media rispetto al placebo di soli -4,93 punti su una scala da 0 a 100. Come sono state di poco più efficaci del placebo nel ridurre la disabilità al follow-up a breve termine, con una differenza media di -4,18 punti.

Un approccio terapeutico con un ruolo limitato
«Non siamo certi che le iniezioni epidurali di corticosteroidi non abbiano comportato nessuna differenza nella frequenza degli effetti collaterali minori rispetto al placebo» hanno scritto. Eventi avversi che includevano dolore durante o dopo l'iniezione, mal di testa non specifico, mal di testa a seguito dell’iniezione, puntura durale accidentale, dolore toracico, rash non locale, sinusite, risposta vasovagale, ipotensione, nausea e acufeni.

«Direi che il ruolo di questo tipo di intervento invasivo in questo momento è limitato», ha affermato Pinto. «I nostri risultati hanno mostrato che i pazienti con dolore radicolare lombosacrale che hanno ricevuto iniezioni di corticosteroidi epidurali hanno riportato, in media, una riduzione dell'intensità del dolore di meno di 10 punti in una scala da 0 a 100, rispetto a quanti hanno ricevuto solo placebo. Quindi, un effetto terapeutico così ridotto potrebbe non essere considerato clinicamente importante dai pazienti e dai medici».

«I clinici sostengono spesso che un approccio più moderno all'iniezione epidurale, come il transforaminale o l'uso dell’imaging per guidare l'iniezione, siano aspetti importanti da considerare quando si somministra questo tipo trattamento. Abbiamo valutato con attenzione anche questi aspetti, ma i risultati cha abbiamo ottenuto non hanno supportato nessuna di queste affermazioni» ha aggiunto.

«Quando discutono o prescrivono iniezioni di corticosteroidi epidurali, i medici possono utilizzare questi dati per informare i pazienti in merito sull'efficacia modesta (differenza media inferiore al 10%) di questo tipo di trattamento invasivo», ha concluso. «Queste sono informazioni cruciali per i pazienti, per aiutarli a decidere se accettare o meno questo tipo di terapia».

Negli studi presi in esame, la qualità delle evidenze variava da molto bassa a moderata, suggerendo che ulteriori trial potrebbero svolgere un ruolo importante nel chiarire l'efficacia e la tollerabilità di questo approccio terapeutico.

Bibliografia

Oliveira CB et al. Epidural corticosteroid injections for lumbosacral radicular pain. Cochrane Database Syst Rev. 2020 Apr 9;4:CD013577.

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