Sclerosi multipla, il dolore limita lo svolgimento delle attività quotidiane

Dolore

Nei pazienti affetti da sclerosi multipla, il dolore associato alla malattia e il timore di provare dolore hanno un effetto limitante sulla capacità di queste persone nel prendere parte ad attività di vario tipo, in particolare quelle da svolgere fuori casa. Sono i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Multiple Sclerosis and Related Disorders.

Nei pazienti affetti da sclerosi multipla, il dolore associato alla malattia e il timore di provare dolore hanno un effetto limitante sulla capacità di queste persone nel prendere parte ad attività di vario tipo, in particolare quelle da svolgere fuori casa. Sono i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Multiple Sclerosis and Related Disorders.

«Come molte condizioni croniche, il dolore può interferire con la capacità delle persone con sclerosi multipla (SM) di svolgere le attività di vita quotidiana», hanno scritto Elizabeth Gromisch e colleghi del Mandell Center for Multiple Sclerosis presso il Mount Sinai Rehabilitation Hospital di Hartford, nel Connecticut. «Possono per esempio svolgere meno attività fisica temendo che il loro dolore possa peggiorare ma, con il tempo, questa mancanza di coinvolgimento tende a causare un dolore maggiore a causa del decondizionamento e della riduzione della funzione fisica».

Impatto del dolore associato alla malattia
Per valutare quanto il dolore associato alla malattia fosse invadente nel limitare il coinvolgimento dei malati di SM in varie attività quotidiane, tramite il North American Research Committee on MS i ricercatori hanno identificato 161 pazienti che provavano un dolore almeno lieve e lo hanno misurato con l’llness Intrusiveness Rating Scale.

I partecipanti hanno utilizzato una scala Likert che va da 1 (non molto) a 7 (molto), per valutare quando il dolore impattasse su 10 aree: salute, lavoro, ricreazione attiva, finanziaria, relazioni con persone significative, sesso, relazioni familiari, altre relazioni sociali, espressione di sé/auto-miglioramento e impegno nella comunità/civico.

Hanno anche completato il West Haven Yale Multidimensional Pain Inventory per indicare il coinvolgimento nelle attività, usando una scala da 0 (mai) a 6 (molto spesso) per mostrare con quale frequenza avevano preso parte a 18 attività divise in quattro sottoscale: attività fuori casa (es. fare un viaggio), faccende domestiche (es. fare la spesa, pulire), attività sociali (es. visitare amici) e lavoro all'aperto.

Maggiore impatto del dolore sulle attività fuori casa
L'ingerenza del dolore associato alla malattia è risultato correlato in misura significativa alle attività fuori casa (p<0,001), a quelle sociali (p=0,001) e alle faccende domestiche (p<0,05). Dopo aver controllato la disabilità fisica in base ai Patient Determined Disease Steps e la gravità dei sintomi depressivi con la Hospital Anxiety and Depression Scale, il dolore correlato alla malattia risultava avere un impatto significativo solo sulle attività da svolgere fuori casa.

Dai risultati è emerso che i soggetti che percepivano il loro dolore come più invadente avevano meno probabilità di prendere parte ad attività al di fuori della prpria casa mentre, al contrario, quanti avevano utilizzato strategie di coping positive (come la distrazione), piuttosto che strategie negative (come evitare il problema), avevano hanno maggiori probabilità di impegnarsi in attività fuori casa.

In psicologia il termine coping indica l'insieme dei meccanismi psicologici adattativi messi in atto da un individuo per fronteggiare problemi emotivi e interpersonali per gestire, ridurre o tollerare lo stress e il conflitto.

Utilizzando le sottoscale della MS Resiliency Scale, le strategie di coping correlate in modo significativamente positivo alle attività fuori casa sono risultate essere le strategie emotive e cognitive e il supporto da parte di familiari e amici (p<0,001 per entrambi)

«Nelle persone con sclerosi multipla, l’esperienza del dolore è associata in modo significativo con l'impegno profuso nelle attività, tenendo conto che l’ingerenza del dolore associato alla malattia risulta essere un predittore del grado di coinvolgimento nelle attività da svolgere fuori di casa» hanno concluso gli autori. «Gli effetti indiretti delle strategie emotive e cognitive su questa relazione indicano un contributo delle strategie di coping sul coinvolgimento nelle attività».

«È importante sottolineare che questo studio è stato in grado di identificare le attività specifiche che sono influenzate dal dolore, in particolare quelle fuori casa, suggerendo che alcune strategie potrebbero influire sulla relazione dolore-attività», ha commentato Kathleen Costello della National Multiple Sclerosis Society. «Aiutare i pazienti a identificare e utilizzare le strategie che possono migliorare le loro capacità di resilienza può aiutarli a continuare a svolgere le loro attività, anche quando devono affrontare il problema del dolore».

Bibliografia

Gromisch ES et al. Pain-related illness intrusiveness is associated with lower activity engagement among persons with multiple sclerosis. Mult Scler Relat Disord. 2020 Feb;38:101882.

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