Dolore

Sindrome della bocca urente, clonazepam è efficace nella pratica clinica italiana

La sindrome della bocca urente (Burning Mouth Syndrome-BMS) è definita come una sensazione di bruciore o disestesia intraorale che si ripresenta ogni giorno per più di due ore al giorno per più di tre mesi, senza cause identificabili. Non esiste ad oggi un trattamento univoco e alcuni farmaci sono in fase di studio. In un lavoro, che ha approfondito la letteratura in merito oltre a mostrare un caso clinico, presentato all'ultimo congresso AISD (Associazione Italiana Studio Dolore), 44^ edizione, è stata valutata l'efficacia di clonazepam a somministrazione locale che è parso efficace e sicuro.

La sindrome della bocca urente (Burning Mouth Syndrome-BMS) è definita come una sensazione di bruciore o disestesia intraorale che si ripresenta ogni giorno per più di due ore al giorno per più di tre mesi, senza cause identificabili. Non esiste ad oggi un trattamento univoco e alcuni farmaci sono in fase di studio. In un lavoro, che ha approfondito la letteratura in merito oltre a mostrare un caso clinico, presentato all’ultimo congresso AISD (Associazione Italiana Studio Dolore), 44^ edizione, è stata valutata l’efficacia di clonazepam a somministrazione locale che è parso efficace e sicuro.

Nella gestione del BMS è obbligatoria la necessità di individuare cure efficaci perché la malattia è di natura invalidante.
Lo scopo del presente lavoro è stato quello di rivedere le ultime evidenze sull'efficacia del clonazepam locale nella gestione della BMS. Viene ulteriormente descritto un caso clinico significativo trattato nel Centro di Dolore Orofacciale del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Cagliari, per supportare l'uso di clonazepam e la sua titolazione nel corso dei mesi, e per evidenziare le conseguenze disabilitanti della BMS.

La BMS ha una prevalenza stimata di 1:1000 individui. È definita come una condizione intraorale, ricorrente, bruciante in assenza di segni obiettivanti nel cavo orale. i pazienti riferiscono di avere. Le donne in postmenopausa sono maggiormente colpite, tra il 18% e il 33%. La maggior parte dei pazienti riferisce dolore bruciante cronico da lieve a moderato a carico della mucosa orale, a volte con xerostomia e disgeusia che definiscono come  “sensazione perenne di peperoncino in bocca”.

E’ generata da una attivazione spontanea del recettore TRPV1, sensibile alle elevate temperature e alla capsaicina.

Attualmente non esiste in letteratura un protocollo univoco per il trattamento della BMS. In considerazione della possibilità di assorbimento sistemico e delle preoccupazioni sulla dipendenza da benzodiazepine, l'uso di clonazepam nella gestione della BMS non è stato studiato approfonditamente.
In uno studio del 2016, la somministrazione locale di clonazepam è risultata superiore al placebo nella riduzione del dolore sia a breve termine, cioè 14 giorni, sia nel follow up a 3-6 mesi con poca sonnolenza e nessun segno di dipendenza.

Caso clinico
Il caso descritto riguarda un paziente di 56 anni, donna, affetta da Lupus eritematoso sistemico che ha sviluppato dolore orale nel novembre 2020 dopo un'esacerbazione orale della malattia.
Nonostante la stomatite si fosse risolta in poche settimane, il bruciore persisteva e si manifestava la disgeusia.

Nel febbraio 2020, quando la paziente è stata inviata al centro di Cagliari, ha riferito di aver perso 9 kg e che il peso corporeo era sceso a 46 kg. I livelli di emoglobina misurati erano pari a 7 g/dL e il livello del dolore è stato valutato 8/10 secondo la scala VAS.

Alla paziente è stata diagnosticata la BMS e gli è stato prescritto 0,5 mg di clonazepam in pillole da assumere ogni 3 ore, succhiare per 2 minuti e poi sputare, ogni giorno in modo da massimizzare l’effetto locale e ridurre l’effetto sistemico.
Dopo 1 mese, i sintomi sono migliorati. Nell'aprile 2021 il dolore è stato valutato 0/10 sulla scala VAS e il gusto è completamente guarito. L'emoglobina è tornata a livelli normali e il peso corporeo è aumentato fino a 51 kg.

Alla paziente è stato quindi raccomandato di ridurre l'assunzione di clonazepam a una pillola ogni 5 ore per il mese successivo e poi di interromperla. Nel giugno 2021 la paziente era libera da dolore e disgeusia senza alcun farmaco.
Dunque, considerando le evidenze riportato in letteratura e questo caso clinico, gli autori concludono che la somministrazione locale di clonazepam sembra efficace nel trattamento della BMS e non produce effetti avversi sistemici.

Ulteriori studi ben progettati dovrebbero essere promossi per migliorare le prove sul suo promettente uso clinico per intervenire prontamente evitando gravi conseguenze e seguire adeguatamente i pazienti nel tempo.

Storari M. et al. Efficacy of local clonazepam in the treatment of burning mouth syndrome. Review of current evidence with a case report. Premio abstract AISD 2021 leggi

Headache Classification Committee of the International Headache Society (IHS). The International Classification of Headache Disorders, 3rd edition. Cephalalgia 2018;38(1):1-211.

McMillan R, Forssell H, Buchanan JAG, Glenny AM, Weldon JC, Zakrzewska JM. Interventions for treating burning mouth syndrome (Review). Cochrane Database of Systematic Reviews 2016: CD002779


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