Sindrome dolorosa del grande trocantere, il sito di iniezione dei corticosteroidi influenza l'outcome

Dolore
Uno studio pubblicato sulla rivista American Journal of Roentgenology ha dimostrato come, nel trattamento della sindrome dolorosa del grande trocantere (una volta descritta come borsite trocanterica), l’iniezione di corticosteroidi a livello della borsa del grande trocantere possa essere più efficace delle iniezioni a livello della borsa del medio sub gluteo, a suggerire come il sito di iniezione dei corticosteroidi influisca sull’outcome di trattamento.

La sindrome dolorosa a carico del grande trocantere è un termine utilizzato per descrivere la condizione di dolore cronico sovrastante la parte laterale dell’anca. Si stima che questa condizione colpisca ogni anno 1,8 pazienti su 1.000, con una prevalenza maggiore nel sesso femminile e nei pazienti con dolore lombare concomitante, osteoartrite e obesità (2).
La sintomatologia associata a questa condizione è caratterizzata da dolore persistente a livello della parte laterale dell’anca che si irradia lungo la coscia fino al ginocchio e talvolta sotto il ginocchio e/o le natiche. L’esame fisico permette di rivelare la presenza di punti dolorosi alla palpazione a livello dell’area postero-laterale del grande trocantere. In molti casi la sindrome regredisce  mediante l’adozione di misure conservative, quali la fisioterapia, la perdita di peso, l’impiego di FANS. Altre modalità di trattamento prevedono il ricorso ad iniezioni a livello della borsa o della parte laterale dell’anca  a base di corticosteroidi ed anestetici locali (2).
In questo caso, le iniezioni di corticosteroidi non sono necessariamente guidate da tecniche di imaging, per quanto l’anatomia della zona considerata sia molto complessa.

Nel valutare l’efficacia dell’iniezione di corticosteroidi in due siti diversi, i ricercatori hanno considerato retrospettivamente le schede cliniche relative a 183 pazienti sottoposti ad iniezione (149 di sesso femminile e 34 di sesso maschile, aventi un’età mediana di 53 anni) per il trattamento della borsite. Si è fatto ricorso alla scala VAS per valutare l’intensità del dolore percepito prima dell’iniezione e 14 giorni dopo l’esecuzione della stessa, mentre le iniezioni di corticosteroidi nei due siti previsti sono state condotte mediante tecnica assistita con ultrasuoni.

Dopo analisi delle schede in base ai criteri di inclusione, sono stati considerati i dati relativi a 65 pazienti (56 di sesso femminile, 9 di sesso maschile, ed un’età mediana di 53 anni). Di questi, 41 erano stati sottoposti ad iniezione di corticosteroidi a livello della borsa del grande trocantere e 24 ad iniezione di corticosteroidi a livello della borsa del medio sub gluteo.

I risultati hanno chiaramente mostrato l’esistenza di differenze significative in termini di riduzione del dolore a seconda del sito di iniezione considerato: tra i pazienti che erano trattati con iniezioni di corticosteroidi a livello della borsa del grande trocantere, è stato osservato un miglioramento significativo dell’intensità di dolore percepito a 14 giorni (+3 punti sulla scala VAS da 0 a 10; p<0,01) a fronte di un miglioramento pari a zero osservato tra i pazienti trattati a livello della borsa del medio sub gluteo.
Lo studio, invece,  non è stato in grado di documentare l’esistenza di associazioni statisticamente significativa tra l’effetto analgesico e le variabili demografiche (età, sesso, storia di iniezioni pregresse), a suffragare la tesi che il sito di iniezione (e niente altro) rappresenti il fattore determinante per il successo del trattamento di questa sindrome algica.

1.    McEvoy JR et al. Ultrasound-Guided Corticosteroid Injections for Treatment of Greater Trochanteric Pain Syndrome: Greater Trochanter Bursa Versus Subgluteus Medius Bursa
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2.    Williams BS et al. Greater Trochanteric Pain Syndrome: A Review of Anatomy, Diagnosis and Treatment. A & A May 2009 vol. 108 no. 5 1662-1670
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