SNRIs parzialmente efficaci nel dolore da fibromialgia

Dolore
Secondo i risultati di una metanalisi Cochrane di recente pubblicazione, due inibitori per il reuptake selettivo della serotonina e della noradrenalina (SNRIs), duloxetina e milnacipran, sarebbero moderatamente efficaci nell’alleviare il dolore dei pazienti affetti da fibromialgia.
Tuttavia, gli SNRIs considerati non si sono rivelati superiori al placebo in termini di riduzione dell’astenia  e dei problemi legati al sonno o nel migliorare la qualità della vita di questi pazienti, e sembrano dar luogo ad una maggiore incidenza di eventi avversi.

La fibromialgia è una sindrome caratterizzata da dolore muscolare cronico diffuso associato a rigidità. Al dolore cronico, che si presenta a intervalli, si associano spesso disturbi dell'umore e in particolare del sonno, nonché astenia.

Serotonina e noradrenalina sono due neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione del dolore, del sonno e dell’umore: basse concentrazione di serotonina sono state riportate in soggetti affetti da fibromialgia.

Gli SNRIs rappresentano una nota classe di antidepressivi che aumentano le concentrazioni cerebrali di serotonina e noradrenalina.
In particolare, duloxetina e milnacipram, sono state approvate dalla Fda ma non dall’Ema nella gestione della fibromialgia in ragione di un diverso giudizio sull’efficacia e la sicurezza di entrambi i farmaci in questo set di pazienti.

Scopo della metanalisi, pertanto, è stato quello di dirimere la questione valutando il rapporto rischio-beneficio dei due SNRIs considerati rispetto al placebo in pazienti affetti da fibromialgia.

E’ stata condotta un’analisi sistematica della letteratura sull’argomento: questa ha permesso l’individuazione di 10 articoli che sono serviti come base della metanalisi, per un totale di 6038 pazienti. In particolare, 5 studi avevano messo a confronto milnacipran con placebo, e i rimanenti 5 duloxetina vs placebo, per un periodo di osservazione superiore a 6 mesi.
La maggior parte dei pazienti, di età compresa tra 47 e 51 anni, era di sesso femminile, un dato non sorprendente in ragione della prevalenza di questa condizione nel sesso debole.

I risultati hanno documentato un piccolo effetto sulla sintomatologia dolorifica vs placebo (differenza media standardizzata (SMD) -0,23; IC 95%= -0,29 to -0,18; 6,1% percentuale di miglioramento relativo).

Centonovantadue pazienti su 1000 trattati con placebo hanno sperimentato una riduzione del dolore pari almeno al 50% rispetto a 280 su 1000 trattati con SNRIs  (Risk ratio (RR) 1,49; IC 95%: 1,35 to 1,64; numero pazienti necessari da trattare per avere un beneficio (NNTB) = 11;  IC 95%: 9 a 15).

I due SNRI, invece, rispetto al placebo, non hanno ridotto in modo sostanziale la condizione di astenia  (SMD -0,14; IC 95%= -0,19 a -0,08; 2.5%= percentuale miglioramento relativo; NNTB= 17; IC 95%= 12 a 29) né migliorato in modo significativo la Qualità della Vita (QoL) (SMD -0,20; IC 95%= -0,25 a -0,14; 4.6%= percentuale di miglioramento relativo; NNTB= 12; IC 95%= 9 a 17).

Infine, non sono state documentate differenze statisticamente significative tra l’impiego dei due SNRI rispetto al placebo in relazione alla riduzione dei problemi legati alla sfera ipnica (SMD -0,07; IC 95% =  -0,16 to 0,03; 2.5%= percentuale di miglioramento relativo).

Il tasso di abbandono del trattamento a causa di eventi avversi è stato significativamente più elevato con duloxetina e milnacipran rispetto al placebo (196 per 1000 vs 107 per 1000; RR= 1,83; IC 95%= 1,53 a 2,18). Nausea, xerostomia, costipazione, cefalea, vertigini e insonnia sono stati i sintomi più frequenti che hanno portato alla sospensione del trattamento.

Comunque, non vi sono state differenze statisticamente significative tra i 2 SNRIs e il gruppo placebo in merito all’incidenza di eventi avversi seri (RR 0,78; IC 95%= 0,55 a 1,12).

Hauser W et al. Serotonin and noradrenaline reuptake inhibitors (SNRIs) for fibromyalgia syndrome. Cochrane Library. 2013, Issue 1.
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