I risultati preliminari di uno studio in aperto hanno mostrato che un singolo trattamento di stimolazione non invasiva del nervo vago (nVNS) risolve completamente il 44.8% delle emicranie entro 30 minuti, con un ulteriore 11.4% di pazienti che sperimentano benefici moderati (risoluzione incompleta dei loro mal di testa) di 2 ore. Questi risultati sono stati presentati a settembre all’International headache meeting a Copenhagen (EHMTIC).

Il dispositivo di stimolazione vagale, utilizzato dal gruppo di ricerca coinvolto in questo lavoro, si chiama Gammacore ed è uno strumento di stimolazione esterna portatile che invia microimpulsi elettrici al nervo vago che poi li invia al cervello dove riducono la quantità di una sostanza, denominata glutammato, associata ai sintomi dell'emicrania. Lo strumento è di facile utilizzo per cui non serve uno stretto controllo medico ma lo stesso paziente può utilizzarlo da sé.
Questo studio sull’emicrania in aperto è stato condotto presso il Centro per il mal di testa presso l'Istituto Neurologico di Milano. Lo studio ha coinvolto una trentina di pazienti, tra i 18 e i 65 anni, che avevano l'emicrania senza aura e soffrivano di 5-9 attacchi al mese.

I pazienti sono stati trattati per 3- 6 episodi di emicrania con il gammaCore. Novantasei attacchi di emicrania sono stati trattati con una singola dose. Quarantatre attacchi sono stati risolti completamente entro 30 minuti (44.8%); per 42 attacchi (43.7%) l'applicazione non ha mostrato alcun beneficio nelle prime due ore per cui i pazienti ricorrevano al farmaco di salvataggio; in 11 attacchi (11.4%) il risultato è stato incerto: nessuna risoluzione di attacco, solo un moderato sollievo del dolore.

Sono stati registrati eventi avversi; in particolare, i pazienti che utilizzano gammaCore associato a farmaci tradizionali hanno ottenuto una riduzione del 43.4% del numero di attacchi di cefalea a grappolo settimanali rispetto al 12.5% (p=0.002) nei pazienti trattati con i migliori standard disponibili di cura.
E’ stato inoltre rilevato che i pazienti avevano una maggiore riduzione del numero di attacchi erano i soggetti rimasti più a lungo in trattamento.

La Dr. Licia Grazzi, dell’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano e autore principale, ha commentato: "I risultati sembrano molto promettenti e i pazienti hanno trovato la terapia di facile applicazione oltre che ben tollerata."
Studi sul gammacore presentati all'American Headache Society lo scorso giugno avevano raggiunto l’endpoint primario di sicurezza, e dimostrato una riduzione del numero di giorni di cefalea al mese per pazienti con il dispositivo attivo.

Anche in questo caso, lo studio suggerisce che i pazienti che sono rimasti in terapia per periodi di tempo più lunghi, godono di una diminuzione progressiva nei giorni di mal di testa.
Gli studi su questo dispositivo fanno parte dei più ampi programmi di sperimentazione sul mal di testa nel mondo; a breve si avranno i risultati di due nuovi studi clinici controllati; uno studio degli Stati Uniti sul trattamento acuto della cefalea a grappolo episodica e cronica, e un test europeo sul trattamento acuto di cefalea a grappolo episodica e cronica.

Emilia Vaccaro