Uno studio recentemente pubblicato online ahead-of-print sulla rivista Arthritis & Rheumatism ha dimostrato la superiore efficacia di tanezumab vs placebo nel ridurre la sintomatologia algica, migliorare la funzione fisica e lo stato di salute percepita legato all’osteoartrite (OA) in pazienti affetti da osteoartrite dolorosa dell’anca.

Come è noto, le opzioni di trattamento a disposizione per l’OA dolorosa dell’anca prevedono l’impiego di FANS e di analgesici oppioidi nella maggior parte dei casi, a fronte di eventi avversi (AEs) a carico degli apparati gastrointestinale, cardiaco e renale e, in alcuni casi, di una risposta terapeutica non soddisfacente.
In questa situazione, il ricorso a potenti analgesici ben tollerati potrebbe aiutare ad evitare o ritardare il ricorso all’intervento chirurgico di artroplastica.

Tanezumab, noto anche con il nome in codice RN624) è un anticorpo monoclonale diretto contro il Nerve Growth Factor (NGF o Fattore di crescita dei nervi). Il farmaco viene somministrato ogni 8 settimane per infusione endovenosa.
Il Nerve growth factor è una proteina segnale coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso nei vertebrati. Indirizza e regola la crescita degli assoni, tramite meccanismi di segnalazione cellulare.
Negli adulti, NGF modula mediante sensibilizzazione delle terminazioni nocicettive l’elaborazione della percezione dolorosa e i livelli di questa proteina sono elevati in presenza di stati infiammatori o di dolore cronico.

Studi precedenti avevano documentato l’efficacia analgesica sostenuta di tanezumab a dosaggi compresi tra 100 e 300 μg/kg. Tuttavia, i risultati degli studi di farmacocinetica e di farmacodinamica e quelli dose-risposta hanno mostrato la superiorità del regime di somministrazione a dose fissa del farmaco rispetto alla posologia adattata in relazione al peso corporeo. Di qui l’impiego di una dose fissa di tanezumab impiegata negli studi di Fase III per ridurre il rischio posologico, tra i quali uno studio che ha valutato l’efficacia del farmaco nell’alleviare il dolore associato all’OA del ginocchio.

Scopo del nuovo studio è stato quello di valutare la sicurezza e l’efficacia di tanezumab in pazienti con OA dell’anca.
Il trial ha randomizzato 621 pazienti con OA all’anca a ricevere tre dosi tre dosi di tanezumab endovena (2,5, 5, o 10 mg) o placebo per un periodo di 32 settimane. I pazienti avevano un punteggio WOMAC (Western Ontario and McMaster Universities OA Index) per il dolore e la funzione fisica, rispettivamente ≥5 e ≥4., un punteggio PGA (Patient's Global Assessment of Osteoarthritis) ≥3, al basale.
Gli endpoint principali dello studio erano il cambiamento dei punteggi WOMAC e PGA dopo 16 settimane di terapia.

I pazienti assegnati a ricevere tanezumab hanno mostrato un miglioramento significativo di tutti e due gli endpoint dello studio, rispetto ai controlli (P≤ 0,005).
L’incidenza di eventi avversi era pari al 55-58% nel gruppo assegnato all’anticorpo monoclonale e del 44% nei controlli. La sostituzione dell’articolazione è stata necessaria in 8 pazienti: 1 (10 mg), 2 (5 mg), 2 (2,5 mg), e 3 (placebo).

A seguito di una richiesta dell'Fda, Pfizer aveva sospeso gli studi in corso su pazienti con artrosi trattati con tanezumab a causa di alcuni report di peggioramento della malattia tale da rendere necessaria la protesizzazione dell'anca. In studi preliminari tanezumab era risultato molto efficace nel ridurre il dolore dell’artrosi. Si ipotizza che il suo notevole effetto analgesico potrebbe aver indotto i soggetti che soffrono di questa patologia a svolgere attività non adatte alle proprie condizioni, accelerando così il decorso della malattia e peggiorando il danno articolare.
Recentemente, un panel di esperti dell’Fda si è espresso in maniera unanimemente favorevole sul proseguimento della ricerca clinica sui farmaci antinerve growth factors (NGF), anche se andranno prese una serie di precauzioni a salvaguardia della sicurezza dei pazienti.
“Tanezumab verrà sviluppato come opzione terapeutica contro il dolore nei pazienti con OA dolorosa di grado moderato-severo e potrebbe essere utile in pazienti con OA intolleranti o non responsive alla terapia non oppioide – si legge nelle conclusioni dello studio”.

Brown MT et al. Tanezumab reduces osteoarthritic hip pain: Results of a randomized, double-blind, placebo-controlled phase 3 trial. Arthritis Rheum. 2013 Apr 1. doi: 10.1002/art.37950. [Epub ahead of print]
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