Un recente lavoro di revisione della letteratura pubblicato sul database Cochrane ha analizzato numerosi studi sulla “skin to skin care” per mettere in luce la sicurezza e l’efficacia di tale approccio verso procedure a cui possono essere sottoposti i neonati negli ospedali e che spesso generano stress nel nascituro.

I neonati, soprattutto quelli che passano diverso tempo nelle unità di cura intensiva neonatale, vengono sottoposti a diversi test e procedure che fanno parte di terapie finalizzate a trattare problemi riscontrati sin dalla nascita. Il dolore provocato da questi trattamenti viene generalmente alleviato attraverso l’utilizzo di analgesici che però possono a loro volta generare problemi di vario ordine.

Si cerca sempre di più di ricorrere a trattamenti alternativi per alleviare il dolore nei neonati.

La “skin to skin care” (SSC) meglio conosciuta come “Kangaroo care” o terapia marsupiale, per la sua similarità al comportamento con cui le mamme canguro curano i loro piccoli, è un intervento non farmacologico per il controllo della temperatura corporea del neonato prematuro ma anche per il controllo del dolore nei nascituri.

Il bambino viene posizionato sul petto della mamma per favorire il contatto pelle contro pelle, in una posizione a rana con il capo girato da un lato per appoggiare l’orecchio nell’incavo del seno materno ed ascoltarne il battito. Questa posizione agevola la trasmissione di calore dalla madre al figlio; in questo modo si ottiene anche un’influenza positiva sullo sviluppo neurologico e psicologico del piccolo.

Gli obiettivi primari del lavoro erano il determinare l'effetto della SSC sul dolore da procedure mediche o infermieristiche nei neonati sottoposti a procedure dolorose rispetto a nessun intervento, ma anche rispetto al trattamento con saccarosio o altri analgesici, o all’ aggiunta del dondolio alla semplice SSC. Sono stati valutati anche gli effetti della quantità di SSC (durata in minuti).

Gli obiettivi secondari erano focalizzati a determinare l'incidenza di effetti indesiderati dovuti alla SSC e per confrontare l'effetto della SSC in diversi sottogruppi.

Al tal fine sono stati raccolti i risultati derivanti da studi randomizzati o quasi randomizzati coinvolgenti neonati a termine (gestazione superiore alle 37 settimane), neonati entro la settimana 44 e neonati pretermine (nati prima delle 37 settimane) che avevano ricevuto la terapia marsupiale come procedura contro il dolore.

Nel dettaglio, sono stati inclusi diciannove studi per un totale di 1.594 neonati. Quindici studi (n = 744) avevano utilizzato la puntura del tallone come procedura dolorosa, uno studio aveva combinato la puntura venosa e lo stick al tallone (n = 50), due studi l’iniezione intramuscolare, ed infine uno aveva usato  la 'vaccinazione' (n = 80).

Gli obiettivi primari sono stati misurati valutando : indicatori comportamentali (es. durata del pianto, espressioni facciali di dolore, movimenti del corpo); indicatori fisiologici (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, saturazione di ossigeno); indicatori ormonali (cortisolo salivare, beta endorfine nel siero); punteggi compositi derivanti da combinazioni di indicatori comportamentali, fisiologici e contestuali); valutazione del profilo di dolore nel neonato prematuro (PIPP); valutazione della scala “comfort” che tiene conto della tranquillità del neonato, del pianto, della risposta respiratoria, della tensione dei muscoli facciali; combinazione di indicatori di dolore che tengono conto della durata del sonno e dello stato di veglia, azioni facciali e delle mani (BIIP); valutazione della scala NIPS che include le espressioni facciali, il pianto e lo stato di eccitazione ed infine della scala N-PASS che misura il dolore acuto attraverso la valutazione dell’irritabilità e di alcuni segni vitali.

La maggior parte delle informazioni sono state catturate da studi su neonati pretermine.

Nel confronto tra la SCC e il gruppo controllo senza trattamento, la SCC emerge come una terapia efficace e preferita soprattutto a seguito della valutazione tramite PIPP per gli obiettivi primari. Emerge che la SCC è favorita dopo 30 secondi (MD -3.21, 95% Cl -3.94/-2.48), dopo 60 secondi (MD -1.85, 95% Cl -3.03/-0.68) e dopo 90 secondi (MD -1.34, 95% Cl -2.56/-0.13) mentre dopo 120 secondi non sono state osservate differenze rispetto a nessun trattamento.

Non ci sono stati risultati sufficienti per fare un confronto tra la SCC e altri interventi per limitare il dolore; il confronto col destrosio evidenzia il maggiore effetto dovuto alla SCC, così anche per il confronto col glucosio sulla frequenza cardiaca ma non per la saturazione di ossigeno. Non sono stati evidenziate differenze tra il trattamento con SCC e l’allattamento al seno mentre le due procedure combinate potenziano l’effetto della SCC.

In nessuno degli studi analizzati sono stati riportati effetti avversi.

In conclusione, la SCC sembra essere efficace, misurata con indicatori compositi di dolore compresi gli indicatori sia fisiologici che comportamentali. Indicatori puramente comportamentali tendono a favorire la SSC, mentre gli indicatori fisiologici non differiscono molto tra le condizioni.

Gli autori sottolineano che sono necessari nuovi studi per esaminare la durata ottimale della SSC, l'uso ripetuto, e gli effetti a lungo termine

Emilia Vaccaro

Johnston C, Campbell-Yeo M, Fernandes A, Inglis D, Streiner D, Zee R. Skin-to-skin care for procedural pain in neonates. Cochrane Database Syst Rev. 2014 Jan 23;1:CD008435.
leggi