Dolore

Terapia orale con ossicodone cloridrato, miglior controllo del dolore post cesareo

Il controllo del dolore post-operatorio dopo taglio cesareo attraverso il trattamento orale con ossicodone cloridrato a rilascio controllato più paracetamolo e tramadolo cloridrato è preferibile al trattamento con oppioidi attraverso l’analgesia epidurale, produce anche meno effetti collaterali e maggiore soddisfazione materna. Questi risultati sono stati riportati sulla rivista Genetics and Molecular Research.

L’analgesia è fondamentale negli interventi di taglio cesareo, in quanto, oltre alla componente del controllo effettivo del dolore bisogna considerare il bisogno materno di accudire il prima possibile il neonato. Il trattamento generalmente utilizzato in questi casi è la somministrazione di oppioidi parenterali o intratecali meglio se tramite analgesia controllata dal paziente (PCA). Tale trattamento risulta efficace nel controllo del dolore ma non è scevro da effetti collaterali quali nausea, vomito, ritenzione urinaria, prurito e depressione respiratoria. Inoltre, questa metodica è costosa e poco maneggevole, richiede personale specializzato e potrebbe interferire con il neonato. La somministrazione orale di oppioidi consente l’eliminazione di molti di questi effetti indesiderati e soddisfa anche la madre.

L’ossicodone è un agonista oppioide semi-sintetico; deriva dalla tebaina ed ha grande affinità con il recettore kappa che è implicato nella percezione del dolore viscerale. Nel controllo del dolore viscerale l’ossicodone è più efficace della morfina. Inoltre, la combinazione con il paracetamolo permette un risparmio dell’oppioide diminuendo gli effetti avversi collegati all’uso degli oppioidi. La combinazione del paracetamolo insieme al tramadolo è molto usata vista la complementarietà tra le due molecole nei meccanismi d’azione e nella farmacocinetica.

Inoltre, alcuni studi precedenti a questo hanno messo in evidenza la non esposizione a rischi per il neonato con l’utilizzo dell’ossicodone.

L’obiettivo di questo studio è stato, pertanto, quello di confermare se il trattamento con ossicodone a rilascio controllato fornisce un’analgesia migliore rispetto all’epidurale controllata dal paziente (0.1% di ropivocaina e 0.1 microg/mL di sufentanil).  Lo schema terapeutico relativo al trattamento con ossicodone è il seguente: 15 mg per 2 somministrazioni nelle prime 24 ore dopo l’intervento; 10 mg per 2 volte nelle 24 ancora successive insieme a 325 mg di paracetamolo e compresse di tramadolo cloridrato (1 compressa da 37.5 mg per 8 volte nelle 48 ore dopo l’intervento).

Nello studio sono stati arruolati 60 pazienti con cesareo programmato che sono state divise in due gruppi: le pazienti del gruppo denominato E sono state trattate attraverso analgesia controllata dal paziente con 0.1% ropivocaina più 0.1 microg/mL di sufentanil (nelle 48 ore dopo l’intervento) più petidina intramuscolare a richiesta; le pazienti del secondo gruppo, denominato O, sono state trattate con lo schema terapeutico sopra illustrato e petidina a richiesta.

Il dolore è stato quantificato attraverso la scala analogico visiva in cui il valore 0 corrisponde all’assenza di dolore e 100 al dolore massimo immaginabile. Sono stati valutati tre tipi di dolore: il dolore della ferita a riposo; dolore della ferita evocato; dolore da crampi uterini. Il dolore evocato è stato valutato durante due attività delle pazienti: cambiare posizione nel letto e camminare fino al bagno. Il dolore da crampi uterini è stato definito come dolore intermittente, sordo, associato alle contrazioni uterine e avvertito dentro la cavità addominale, mentre, il dolore a riposo era costante e bruciante.

I risultati hanno mostrato che le pazienti del gruppo E hanno lamentato dolore evocato e crampi uterini durante tutto il periodo postoperatorio. Le pazienti che hanno ricevuto il trattamento analgesico orale hanno provato meno  dolore a riposo dopo 6, 12, 24 e 36 ore dall’intervento.
A due pazienti del gruppo E è stata iniettata petidina alla dose di 150 mg durante l’infusione di ossitocina, invece, nessuna paziente del gruppo O ha avuto bisogno di tale trattamento.

Il più comune effetto collaterale, avvertito principalmente nel gruppo E, è stato il prurito (p<0.05). La soddisfazione materna nei confronti del regime di analgesia è stata più bassa nel gruppo E ( 90.0±9.8 gruppo O vs 82.0±10.0 gruppo E, p<0.01) e la degenza ospedaliera è stata di circa 5 giorni in entrambi i casi.

Non ci sono state differenze tra i due gruppi nell’incidenza di nausea, vomito, vertigini e nella stanchezza.
In conclusione, questo studio ha dimostrato la maggior efficacia della combinazione dell’ossicodone cloridrato con il paracetamolo ed il tramadolo cloridrato nel controllare il dolore post-cesareo, nel diminuire gli effetti collaterali tra cui il prurito e nel dare una maggiore soddisfazione alla madre.

Emilia Vaccaro


Zhong TD et al. A randomized trial to compare pain control using oral analgesia with epidural analgesia after cesarean section following combined spinal-epidural anesthesia. Genet Mol Res. 2014 Mar 19;13(AOP).
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