Il dolore acuto nei Pronto Soccorso italiani non è considerato e trattato in maniera adeguata. E’ quanto emerge da un’indagine della SIMEU (Società Italiana di Medicina dell’Emergenza e Urgenza) che svolge campagne di sensibilizzazione riferite a tale problema dal 2010 con corsi di formazione per medici e infermieri dei reparti d’urgenza e che a breve renderà note le nuove linee guida intrasocietarie.

La prima indagine è stata effettuata sulla base dei registri degli stupefacenti di ogni reparto d’emergenza; in prima istanza avevano risposto una cinquantina di pronto soccorso italiani per un totale di 3 milioni di accessi. L’obiettivo era il verificare l’impiego di oppiacei rispetto al numero di accessi. Il calcolo di tale indice è abbastanza singolare ma, in realtà, è utilizzato similmente anche dall’ OMS.

Il dato numerico della prima indagine è stato rivisto successivamente con il proseguo negli anni della stessa,  e i nuovi dati verranno resi noti a breve. In linea di massima, gli analgesici più efficaci sono usati pochissimo.

Per tale motivo la SIMEU ha pensato e istituito dei corsi denominati “Sedazione ed Analgesia in Urgenza” in cui spiegare la necessità dell’utilizzo di farmaci contro il dolore acuto in Pronto Soccorso e come utilizzarli.

La campagna formativa è cominciata a luglio 2012 con un corso pilota a Sanremo e man mano il corso è cresciuto come numero di partecipanti e come argomenti, arrivando alla durata di 7-8 ore, in unica giornata. Ad oggi hanno partecipato 1100 discenti in 1 anno e mezzo, di cui 900 nel 2013 coprendo 20 città italiane, per tale motivo la campagna è stata ribattezzata come “Campagna d’Italia” dagli stessi medici della SIMEU.

Quest’anno riparte la stessa indagine riferita al 2013 e ancora più estesa. Le campagne di sensibilizzazione, con corsi dedicati a chi lavoro nei pronto soccorso ed ai soci SIMEU, ha dichiarato ai microfoni di Pharmastar il Dr. De Iaco, responsabile Faculty Sau Simeu, “hanno dato maggiore consapevolezza del dolore in urgenza e si spera che il centro studi raccolga sempre più dati con l’adesione di un numero sempre più elevato di unità d’emergenza”.

“Per quanto concerne la metodica di raccolta dati - continua il Dr. De Iaco – in questa prima prima fase si è svolta via email, mentre la nuova campagna utilizzerà una piattaforma dedicata che sarà attiva fino alla presentazione dei risultati, in occasione del IX congresso nazionale SIMEU, al Lingotto di Torino, dal 6 all'8 novembre 2014”.
Anche la società Europea di medicina d’urgenza, di cui è socio il Dr. De Iaco ha scelto Torino per il prossimo congresso nel 2015.

La campagna è supportata dalla casa farmaceutica Angelini; “Il corso nasce da un'esigenza forte di intervento sulla gestione del dolore dei pazienti, rilevata dagli operatori di Pronto Soccorso, ed è stato “abbracciato” immediatamente da Angelini, che ha supportato l'iniziativa senza mai intervenire sui contenuti”.

Nel dettaglio, il programma del corso è per la maggior parte incentrato sugli oppiacei e sul loro utilizzo nel dolore acuto, come nel caso della lussazione della spalla.
Vengono, inoltre, descritte diverse procedure di sedazione che sono state inserite nella routine di diversi pronto soccorso, come pratiche da adottare nella sutura della ferita nel bambino. Viene affrontato anche il problema del trauma pediatrico, in quanto, non sempre negli ospedali italiani c’è un’unità di emergenza pediatrica e spesso vengono indirizzati all’unità d’urgenza per l’adulto.

La SIMEU ha ultimato le nuove linee guida, che sono in fase di pubblicazione su Minerva Anestesiologica, per la stesura delle quali la SIMEU ha collaborato attivamente con altre società nel campo dell’analgesia del dolore in urgenza come SIAARTI, SIARED, SIS118, IRC, SICUT e AISD. “E’ stato un lavoro approfondito, di due anni di condivisione di diverso materiale. Il documento, il primo nel suo genere in Italia, comprende una revisione della letteratura e indicazioni sugli oppiacei più usati in urgenza e da valutare a seconda della problematica in essere”.

Uno degli aspetti più specifici del corso è la somministrazione del farmaco. Sull’argomento continuano ad uscire pubblicazioni e a fronte di tali lavori viene consigliato al medico del pronto soccorso l’utilizzo di somministrazioni sempre più efficaci nel breve periodo come la somministrazione intranasale con nebulizzazione del farmaco che come metodica nasce negli Stati Uniti ma ultimamente viene utilizzata anche in Italia per alcuni farmaci sul dolore acuto come il fentanyl ed il midazolam.

Tale somministrazione evita numerosi problemi come l’accesso venoso che non è sempre necessario ed agevole ma anche la traumaticità dell’evento che, se pensiamo ad un bambino, potrebbe condizionare a lungo la sua visione dell’Ospedale e restare come ricordo traumatico. Anche nell’adulto questo tipo di somministrazione può essere sufficiente; a volte, come nel caso delle fratture angolate dell’avambraccio del bambino, vengono coniugati fentanyl e midazolam e si ottiene un’ottima analgesia sotto continuo monitoraggio.

Alcune unità di 118 hanno adottato questa pratica, come nel caso del 118 di bologna, soprattutto per quei pazienti non facilmente raggiungibili, ad esempio nei casi di incidente stradale, ma anche nei casi di accesso venoso complicato.

Un altro elemento di novità, inserita nel corso, è l’introduzione del protossido d’azoto che è una molecola già utilizzata in passato per procurare anestesia ed analgesia ma che ora viene presentata in una nuova veste con una somministrazione premiscelata al 50% con ossigeno che impedisce la somministrazione eccessiva del farmaco.

Bombole premiscelate vengono utilizzate da 15 anni in Francia e in Italia sono state introdotte da circa 1 anno. Nel pronto soccorso di Imperia, dove svolge la sua attività il Dr. De Iaco, vengono utilizzate di routine soprattutto per le suture di superficie e il loro utilizzo ha permesso la netta diminuzione del ricorso al midazolam intranasale. La somministrazione è legata ad una valvola on demand che ne permette un controllo accurato della somministrazione.

In conclusione, l’Italia sta lentamente allineandosi a Paesi come USA, Regno Unito e la stessa Francia in cui diverse procedure sono utilizzate nella pratica clinica da anni. E’ da premiare lo sforzo di medici e personale sanitario come gli operatori della SIMEU che in tutta gratuità sono quotidianamente impegnati nella lotta contro il dolore acuto in Pronto Soccorso.


Emilia Vaccaro