Uso di antinfiammatori non steroidei ed esacerbazioni nelle IBD, smentita l'associazione

Una revisione sistematica della letteratura e meta-analisi pubblicata su Alimentary Pharmacology and Therapeutics ha evidenziato che non esiste alcuna associazione tra utilizzo di antinfiammatori non steroidei (FANS) e il rischio di esacerbazioni di malattia di Crohn (CD) e colite ulcerosa (UC).

Una revisione sistematica della letteratura e meta-analisi pubblicata su Alimentary Pharmacology and Therapeutics ha evidenziato che non esiste alcuna associazione tra utilizzo di antinfiammatori non steroidei (FANS) e il rischio di esacerbazioni di malattia di Crohn (CD) e colite ulcerosa (UC).

A differenza del paracetamolo, i FANS sono stati generalmente ritenuti associati ad un aumentato rischio di esacerbazione delle IBD. Il loro utilizzo è stato spesso collegato all’insorgenza di ulcerse della mucosa intestinale e nella pratica clinica è stato sempre sconsigliato il loro utilizzo ai pazienti con malattie croniche infiammatorie intestinali (IBD) per i potenziali effetti collaterali sull’attività di malattia.

Gli studi che hanno in passato analizzato questa associazione hanno prodotto risultati contrastanti; per tale motivo un gruppo di ricercatori americani ha condotto una revisione sistematica della letteratura e meta analisi per analizzare il possibile collegamento tra uso di paracetamolo, FANS e COX2 inibitori e il rischio di esacerbazioni nelle IBD.
A tale fine sono stati identificati articoli e abstract pubblicati fino al 1° marzo 2017 attraverso i database Medline, Embase, Cochrane e altri registri di studi clinici

La valutazione della qualità è stata effettuata utilizzando la scala di Newcastle-Ottawa e meta analisi a effetto casuale utilizzando i rischi relativi raggruppati (RR) e gli IC al 95%.
Nella meta-analisi sono stati considerati un totale di 13 studi, ma sugli nibitori COX2 (celecoxib, rofecoxib, etoricoxib, nimesulide) è stata condotta solo una revisione della letteratura per mancanza di dati.

I risultati hanno mostrato che sono state identificate diciotto pubblicazioni tra gli anni 1983 e 2016. Da quanto emerge dalla meta-analisi, gli RRs raggruppati relativi alle esacerbazione della malattia con l'uso di FANS erano (1.42, IC 95%, 0,65-3,09), I2=60,3% per CD e (1,52, IC 95%, 0,87-2,63), I2=56,1% per UC.

I valori corrispondenti con l'uso di paracetamolo erano (1,40, IC 95%, 0,96-2.04), I2=45.6% per UC e (1.56, IC 95%, 1.22-1.99), I2=0.0% per le IBD.
Le sensitivity analises limitate agli studi con basso rischio di bias hanno mostrato un aumento significativo del rischio di esacerbazione per i pazienti con Crohn (1,53, IC 95%, 1,08-2,16) ma non per quelli con colite ulcerosa (0,94, IC 95%, 0,36-2.42) con l'uso dei FANS.

Di conseguenza gli autori hanno concluso che contrariamente alla credenza generalmente accettata, non è stata trovata una coerente associazione tra uso di FANS e rischio di esacerbazione di CD e UC. Allo stesso modo non sono state trovate associazioni coerenti con l’uso di paracetamolo anche se sarebbero necessari ulteriori studi.

Moninuola OO et al., Systematic review with meta-analysis: association between acetaminophen and nonsteroidal anti-inflammatory drugs (NSAIDs) and risk of Crohn's disease and ulcerative colitis exacerbation. Aliment Pharmacol Ther. 2018 Apr 5. doi: 10.1111/apt.14606. [Epub ahead of print]

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