Il sintomo dolore è estremamente comune negli individui affetti da Aids. In un recente studio osservazionale, gli operatori sanitari che avevano in cura pazienti affetti da questa condizione hanno riportato che circa il 28% dei loro pazienti era colpito da dolore cronico. Inoltre, la prescrizione di oppiodi in questa categoria di pazienti è persino più alta di quella rilevata nella popolazione generale.

Nei pazienti affetti da AIDS è frequente il riscontro di un utilizzo problematico di oppioidi (ovvero di un utilizzo improprio di queste sostanze rispetto alla loro prescrizione da parte dei medici nel dolore cronico non oncologico associato a questa condizione). Ciò nonostante, questa condizione non può essere predetta in base alle caratteristiche del paziente né tantomeno in base alla sua affidabilità nel renderne conto, per cui i medici prescrittori, nel monitorare l’abuso farmacologico, dovrebbero basarsi di più sull’impiego dei test di tossicologia delle urine (all’inizio e durante il periodo di trattamento da loro prescritto) piuttosto che sulla valutazione a priori del profilo di rischio.

Queste le conclusioni di uno studio che ha esaminato l’impatto dei fattori di rischio sopra citati in soggetti infetti da HIV, utilizzando dati provenienti dal Manhattan HIV Brain Bank (MHBB), uno studio prospettico partito nel 1998 e ancora in corso avente lo scopo di formare una banca di tessuto del sistema nervoso alimentata da donatori sieropositivi sottoposti periodicamente a valutazione clinica completa ogni 3-6 mesi fino al decesso. Questa comprendeva la raccolta dei dati demografici, una visita medica standard, una valutazione fisica e neurologica nonché la diagnosi secondo il DSM-IV di disturbo psichiatrico o da abuso di sostanze mediante intervista strutturata (Psychiatric Research Interview for Substance and Mental Disorders - PRISM).

La condizione di utilizzo problematico di oppioidi era accertata mediante positività al test tossicologico delle urine per sostanze non prescritte dal medico (amfetamine, benzodiazepine, barbiturici, cannabinoidi, cocaina, metadone, oppiacei…) e mediante PRISM per abuso o diagnosi di dipendenza per una o più sostanze (alcol, cannabis, cocaina, allucinogeni, oppiacei, sedativi, stimolanti).  Modelli di analisi statistica sono stati impiegati per saggiare la forza dell’associazione tra l’utilizzo improprio di sostanze oppiodi ed alcuni potenziali fattori di rischio quali età, sesso, etnia, istruzione, abuso o dipendenza pregressa da sostanze illecite, presenza di disturbo psichiatrico in corso o passa non legato ad abuso di sostanze (con particolare attenzione al disturbo depressivo maggiore, al disturbo d’ansia generalizzato e al disturbo da stress posta-traumatico), compliance agli antiretrovirali, il peso delle comorbilità sulla sopravvivenza. Tutte le diagnosi psichiatriche e da abuso di sostanze erano determinate mediante intervista strutturata PRISM.

Su un totale di 173 pazienti affetti da AIDS ai quali erano prescritti oppiodi, nel 62% dei casi si è rilevato un utilizzo problematico di queste sostanze mediante test tossicologico delle urine o intervista strutturata (PRISM). La più comune sostanza di abuso era la cocaina (42%), seguita dalla cannabis (26%), da oppiacei non prescritti (26%), dall’alcol (11%) e dai sedativi (11%). E’ stata altresì rilevata una discordanza significativa tra i risultati ottenuti mediante test tossicologico o mediante intervista strutturata: solo il 26% dei pazienti nelle urine dei quali erano state trovate tracce di utilizzo di sostanze illecite avevano dichiarato di averne fatto uso.

L’utilizzo improprio di oppiodi risultava più strettamente associato ad un’anamnesi positiva per uso pregresso di sostanze illecite, a comorbidità psichiatriche oppure ad una scarsa compliance dei pazienti al trattamento con antiretrovirali. Quando, però, i pazienti che non sperimentavano un utilizzo problematico di oppioidi all’inizio dell’osservazione venivano seguiti nel tempo, i fattori sopra citati non risultavano più predittivi dell’insorgenza di questa condizione. Inoltre, l’incidenza cumulativa di comportamenti da uso improprio di queste sostanze non era maggiore di quella riscontrata in un gruppo analogo di partecipanti allo studio ai quali non erano prescritti oppioidi.

Fonte: Robinson-Papp J, Elliott K, Simpson DM et al. Problematic Prescription Opioid Use in an HIV-Infected Cohort. J Acquir Immune Defic Syndr. 2012;61(2):187-193