Dolore

Valutazione del dolore in ambito medico-legale, come effettuarla?

In ambito medico-legale esistono delle difficoltà nella valutazione del dolore come malattia, quando non si abbiano evidenze tangibili e concrete, al contrario di quanto avviene nelle altre condizioni di malattia con diagnosi e stadiazione confermate da indagini di laboratorio e strumentali, che ne permettono una sostanziale valutazione oggettiva.

Gli aspetti medico-legali della valutazione del dolore come malattia sono temi molto discussi e sono stati affrontati anche durante la 38° edizione del Congresso AISD, da pochi giorni conclusasi a Bari. Nell’occasione è stata effettuata una vera e propria analisi dello scenario italiano per  far emergere una serie di proposte e di atti migliorativi, per realizzare un percorso di valutazione del dolore in ambito medico-legale nazionale.
Per fare un esempio concreto del problema, le attuali tabelle di invalidità civile prevedono un valore assegnato all’artrite pari al 50%, ma nel contempo non inquadrano per nulla la fibromialgia o il dolore da sensibilizzazione centrale.
La difficoltà di inquadramento tabellare del dolore è un fatto che ancora persiste in Italia, nonostante recenti disposizioni legislative come la legge 38/2010 abbiano previsto atti migliorativi.
“Un dolore di origine oncologica è in un certo senso “giustificato” dal danno anatomico provocato dalla malattia e dunque più facilmente valutabile (con il “rischio”, però, di valutare la malattia-cancro e non direttamente la malattia-dolore)” – ha dichiarato il prof. Stefano Coaccioli, vicepresidente dell’Associazione Italiana per lo Studio del Dolore (AISD) e Direttore della Clinica Medica Generale e Terapia Medica dell’Ospedale di Terni – “al contrario, un’artrite reumatoide all’esordio clinico, una condizione emicranica, un dolore neuropatico, che pure provocano significative alterazioni dell’autonomia e della sfera affettiva-emozionale, sono difficilmente “quantificabili” sul piano medico-legale”.
«Il dolore è un sintomo ma anche una malattia» -ha dichiarato il dr. Marco Massari, dirigente medico-legale presso l’INPS di Bari ai microfoni di Pharmastar- «però il riscontro obiettivo spesso non è facile perché il dolore è spesso un sintomo riferito dal paziente».
«L’interesse del clinico e del paziente sono comuni –ha proseguito il dr. Massari-«e cioè curare ed eventualmente guarire la malattia, mentre quello del medico legale rispetto al paziente da visitare molto spesso non sono interessi comuni, anzi spesso sono in conflitto. Quindi si assiste anche a delle simulazioni per ottenere provvidenze economiche in tema di invalidità o dissimulazioni per ottenere delle idoneità come nel caso della guida o del porto d’armi».
Gli strumenti di valutazione del dolore nella pratica clinica sono rappresentati da test proposti al paziente dal sanitario, o dall’infermiere, e in questo contesto il paziente non è portato ad amplificare la valutazione del dolore. In ambito medico-legale tutto ciò spesso non si verifica, per l’interesse risarcitorio di colui che presenta l’istanza, nel tentativo di aumentare l’intensità del dolore, come per rendere più facile il riconoscimento dell’invalidità o dell’inabilità o di un altro beneficio previsto dalle leggi vigenti.
Per la valutazione dell’invalidità da dolore che appare quindi molto difficile , la società italiana di medicina legale e delle assicurazioni (Simla) ha chiesto all’AISD un tavolo tecnico per un percorso comune per un supporto al medico legale da parte dei clinici sulla storia di malattia del paziente, sulle terapie in atto, comportamenti e centri a cui si è rivolto.
Come ha evidenziato il prof. Coaccioli a Pharmastar: «E’ stato proposto di costituire un tavolo tecnico tra la società italiana di medicina legale e delle assicurazioni e l’AISD per discutere insieme e trovare delle soluzioni condivise. Il tavolo tecnico è stato approvato e quindi a breve ci sarà il primo incontro tra me e il prof. Dell’Erba in cui si cercherà di creare una griglia, un pannello dove si terrà conto di tutta una serie di fattori e problematiche che possano aiutare nella valutazione del dolore».
Emilia Vaccaro

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