Vitrectomia, con ropivacaina minor dolore post operatorio e minor rischio emorragia

Dolore

Il miglior anestetico peribulbare intraoperatorio da usare durante interventi di vitrectomia è la ropivacaina (1%). Questo anestetico si è mostrato superiore in termini di efficacia contro il dolore rispetto a bupivacaina, lidocaina, e una soluzione di bupivacaina e lidocaina, come mostrato da uno studio randomizzato in doppio cieco pubblicato sul British Journal of Ophthalmology.

Il miglior anestetico peribulbare intraoperatorio da usare durante interventi di vitrectomia è la ropivacaina (1%). Questo anestetico si è mostrato superiore in termini di efficacia contro il dolore rispetto a bupivacaina, lidocaina, e una soluzione di bupivacaina e lidocaina, come mostrato da uno studio randomizzato in doppio cieco pubblicato sul British Journal of Ophthalmology.
La vitrectomia (nota anche come rimozione dell’umor vitreo) è una tecnica microchirurgica utilizzata in ambito oculistico. Gli interventi di vitrectomia sono mirati alla risoluzione di condizioni patologiche oculistiche relative alla retina e al corpo vitreo.
Può essere di tipo anteriore quindi con accesso dalla cornea, utilizzata a volte negli interventi di cataratta, e posteriore con accesso chirurgico più indietro e in cui vengono fatte tre piccole incisioni in corrispondenza della par plana che è una regione oculare intermedia tra cristallino e retina.
Da qualche anno è sempre più utilizzata l’anestesia locale; tra gli agenti anestetici locali, i più  utilizzati sono ropivacaina, bupivacaina, lidocaina e una miscela di bupivacaina e lidocaina.
Questo studio ha evidenziato l’efficacia anestetica della ropivacaina che oltre a produrre meno dolore post-operatorio, è collegata a minor rischio di emorragia e pari efficacia rispetto agli altri analgesici.
Inoltre, il tempo medio di analgesia e di acinesia per ropivacaina è risultato simile a quello degli altri analgesici testati.
Nonostante la breve durata degli interventi chirurgici in questo studio (media, 80 minuti), gli autori dello stesso hanno evidenziato di essere fermamente convinti che ropivacaina è in grado di sostenere l'analgesia durante il tempo di utilizzo nel blocco peribulbare. Inoltre, ropivacaina è associata a minore neurotossicità e cardiotossicità rispetto a bupivacaina.
I ricercatori hanno assegnato in modo casuale 140 pazienti, che si sottoponevano per la prima volta a vitrectomia con anestesia peribulbare, a ricevere uno dei seguenti quattro analgesici: ropivacaina all’1%, bupivacaina allo 0,75%, lidocaina al 2%, o una miscela di  bupivacaina 0,75%e il  lidocaina 2% (lido + bupi).
Indicazioni per l'intervento chirurgico comprendevano retinopatia proliferante diabetica, emorragia del vitreo, distacco della retina, occlusione venosa retinica, degenerazione maculare, foro maculare idiopatico, pucker maculare e alta maculopatia miopica.
Non ci sono state differenze significative tra i quattro gruppi (35 pazienti ciascuno), in termini di caratteristiche del paziente, tipologia di malattie, durata della chirurgia, o pazienti con miopia elevata o la ricezione di un vitrectomia posteriore via pars plana.
I pazienti hanno riportato il dolore su una scala da 0 (nessun dolore) a 4 (dolore insopportabile) il primo giorno post-operatorio.
Il tempo medio di insorgenza dell'analgesia era 90.46 secondi per ropivacaina, 94.83 secondi per bupivacaina, 78.31 secondi per lidocaina, e 101.51 secondi per lido + bupi (p=0.087).
Il tempo medio di acinesia era 138.89 secondi per ropivacaina, 151.86 secondi per bupivacaina, 122.66 secondi per lidocaina, e 141.54 secondi per lido + bupi (p=0.323).
I quattro gruppi non avevano differenze significative nel raggiungere grado 5 di anestesia, e nessuno ha sperimentato dolore postoperatorio insopportabile. Inoltre, nessuno dei pazienti nel gruppo ropivacaina ha riportato dolore durante l'intervento chirurgico rispetto al 11,4% nel gruppo bupivacaina e il 14,3% ciascuno sia nella lidocaina e lido + bupi gruppi (p=0,931).
I pazienti trattati con 1% di ropivacaina hanno evidenziato dolore post-operatorio significativamente inferiore rispetto ai pazienti che avevano ricevuto gli altri tre analgesici, che hanno mostrato differenze di segnalazione del dolore post-operatorio in mezzo a loro.
I pazienti che avevano ricevuto ropivacaina hanno anche sperimentato un tasso più basso di emorragia post-operatoria subcongiuntivale rispetto a quelli degli altri gruppi (p=0.001).
Non sono state evidenziate altre differenze tra i gruppi per quanto concerne gli eventi avversi, che hanno incluso nausea, vomito, mal di testa, vertigini, e anestesia del cuoio capelluto.
In conclusione, questo studio suggerisce che la ropivacaina all’1% da sola è una scelta adatta quando si somministra un’anestesia peribulbare in pazienti sottoposti a vitrectomia pars plana perché produce una adeguata qualità di anestesia intraoperatoria e una migliore anestesia postoperatoria e migliora anche il comfort del paziente rispetto agli altri agenti valutati nello studio. La lunga durata d’azione e la minore tossicità di ropivacaina la rendono una scelta migliore rispetto a bupivacaina nella chirurgia della retina.
Zhou YL. Et al. A prospective, randomised, double-masked comparison of local anaesthetic agents for vitrectomy. Br J Ophthalmol. 2017 Feb 7. pii: bjophthalmol-2016-309780. doi: 10.1136/bjophthalmol-2016-309780. leggi




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