Il Comitato di valutazione dei Farmaci per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha espresso parere positivo all’approvazione di nintedanib in associazione a docetaxel, come terapia per pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), ad istologia adenocarcinoma, localmente avanzato, metastatico o localmente ricorrente, dopo chemioterapia di prima linea.

L’adenocarcinoma è la forma più diffusa di tumore polmonare rappresentando circa la metà di tutti i carcinomi polmonari non a piccole cellule. Per la maggior parte dei pazienti con malattia  avanzata la prognosi è infausta e si osserva una progressione di malattia dopo la chemioterapia di prima linea, pertanto vi è ancora un forte bisogno di nuove terapie di seconda linea efficaci per questi pazienti. ,

L’opinione del CHMP si è basata sui dati dello studio clinico LUME-Lung 1. I risultati dimostrano che nintedanib* in associazione a docetaxel prolunga in maniera significativa la sopravvivenza globale mediana da 10,3 mesi a 12,6 mesi, in pazienti con adenocarcinoma avanzato, dopo chemioterapia di prima linea (p=0,0359; HR: 0,83), rispetto alla monoterapia con docetaxel.

Tale beneficio osservato nei pazienti con adenocarcinoma è stato determinato senza un impatto  sulla qualità di vita. Gli eventi avversi più comuni nei pazienti che hanno assunto nintedanib e docetaxel sono stati: effetti collaterali gastrointestinali e innalzamento reversibile dei livelli degli enzimi epatici, che sono risultati gestiti con terapia di supporto o riduzione del dosaggio.

“I pazienti con NSCLC avanzato a istologia adenocarcinoma dopo chemioterapia di prima linea hanno di solito una prognosi particolarmente infausta. Pertanto il prolungamento della sopravvivenza globale, mantenendo la qualità di vita, resta il principale obiettivo” ha commentato il Dr. Martin Reck, Responsabile della Divisione di Oncologia Toracica della Clinica Polmonare di Grosshansdorf. “Nintedanib ha mostrato risultati promettenti nel raggiungere questo scopo, con il prolungamento della sopravvivenza globale oltre la barriera dell’anno, come terapia di seconda linea del NSCLC ad istologia adenocarcinoma”.

Nintedanib è un triplo inibitore di angiochinasi,  somministrato per via orale, che inibisce contemporaneamente le vie di segnalazione cellulare mediate dai recettori del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGFR), del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGFR) e del fattore di crescita dei fibroblasti (FGFR).  Nuove evidenze scientifiche indicano che questi tre tipi di recettori  angiochinasici svolgono un ruolo cruciale non solo nella regolazione dell’angiogenesi, ma anche nella crescita e metastatizzazione del tumore.

Nintedanib è una molecola attualmente in  studio in diversi tipi di tumori solidi: sono in corso studi clinici  di Fase III nel NSCLC1 avanzato, nel tumore del colon retto (refrattario a terapia standard)  e nel carcinoma ovarico , e studi di Fase II nel mesotelioma , nel carcinoma renale (carcinoma a cellule renali)  e nel carcinoma epatico (carcinoma epatocellulare) .

Lo Studio LUME-Lung 1
LUME-Lung 1 è uno studio di fase III, randomizzato, in doppio cieco, che ha confrontato nintedanib* più docetaxel verso placebo più docetaxel in pazienti con NSCLC localmente avanzato/metastatico, dopo terapia di prima linea.1  Nello studio sono stati arruolati 1.314 pazienti in Europa, Asia e Sudafrica,  randomizzati a ricevere nintedanib 200 mg due volte/die più docetaxel 75mg/m2 una volta/die, per 3 settimane (n=655) o placebo più docetaxel (n=659).