Alirocumab approvato nell'Unione Europea per la riduzione del rischio cardiovascolare

La Commissione europea ha approvato una nuova indicazione per alirocumab: la riduzione del rischio cardiovascolare in pazienti adulti con malattia aterosclerotica accertata (ASCVD) mediante la riduzione del colesterolo LDL in associazione alla correzione di altri fattori di rischio.

La Commissione europea ha approvato una nuova indicazione per alirocumab: la riduzione del rischio cardiovascolare in pazienti adulti con malattia aterosclerotica accertata (ASCVD) mediante la riduzione del colesterolo LDL in associazione alla correzione di altri fattori di rischio.

Le malattie aterosclerotiche (ASCVD) sono condizioni gravi dovute ad accumuli di placche arteriosclerotiche nelle arterie che determinano una riduzione del flusso sanguigno possono causare ictus, malattie delle arterie periferiche e sindrome coronarica acuta (ACS), infarto e angina instabile.

Il farmaco è già indicato per il trattamento dell'ipercolesterolemia primaria o della dislipidemia mista (malattia caratterizzata da elevati livelli di alcuni lipidi nel sangue - come colesterolo totale, LDL, VLDL, trigliceridi), in associazione alla massima dose tollerata di statine oppure in monoterapia in pazienti intolleranti alle statine. Inoltre, da marzo 2019 è approvato in Europa per la riduzione del rischio cardiovascolare in pazienti adulti con malattia aterosclerotica accertata mediante la riduzione del colesterolo LDL in associazione alla correzione di altri fattori di rischio.

L'approvazione di questa nuova indicazione europea si basa sui dati dell'ODYSSEY OUTCOMES, uno studio di fase 3 che ha valutato l'effetto dell'aggiunta di alirocumab al trattamento intensivo con statine al livello di massima tollerabilità in 18.924 pazienti con pregressa sindrome coronarica acuta verificatasi nei 12 mesi precedenti (mediana 2,6 mesi).

I risultati dello studio ODYSSEY OUTCOMES sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine nel novembre 2018. Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario, dimostrando che alirocumab riduce in modo significativo (del 15%) il rischio di eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE) in pazienti con recente sindrome coronarica acuta. Un evento avverso cardiovascolare maggiore si è verificato in 903 pazienti (9,5%) nel gruppo alirocumab e in 1.052 pazienti (vale a dire nell'11,1% dei pazienti) nel gruppo placebo (HR 0,85, IC 95%, 0,78-0,93, p <0,001).

Inoltre, alirocumab ha dimostrato di essere associato a un rischio di morte per qualsiasi causa inferiore del 15%; evento che si è verificato in 334 pazienti (vale a dire il 3,5% dei pazienti) nel gruppo alirocumab e in 392 pazienti (vale a dire nel 4,1% dei pazienti) nel gruppo placebo (HR 0,85, IC 95%, 0,73-0,98, valore nominale). Gli eventi avversi erano simili tra i gruppi alirocumab e placebo, ad eccezione delle reazioni al sito di iniezione (alirocumab 3,8%, placebo 2,1%).

Alirocumab è l'unico inibitore PCSK9 disponibile in due dosi iniziali come un'iniezione singola da 1 millilitro (ml) (75 mg e 150 mg) una volta ogni due settimane che può anche essere somministrato come 300 mg una volta ogni quattro settimane (vale a dire in somministrazione mensile), che consente ai medici di personalizzare il trattamento in base alle esigenze di riduzione del LDL-C di un paziente. I dati ODYSSEY OUTCOMES sono stati anche presentati alla Food and Drug Administration americana, che dovrebbe esprimersi il prossimo 28 aprile.

ODYSSEY OUTCOMES
Lo studio ODYSSEY OTUCOMES (n=18.924) ha valutato l'effetto di Alirocumab sugli eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE) in pazienti che avevano avuto una sindrome coronarica acuta (SCA) tra 1-12 mesi (mediana 2,6 mesi) prima di essere arruolati nello studio e che erano già in trattamento intensivo o con la massima dose tollerata di statine. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere Alirocumab (n = 9.462) o placebo (n = 9.462) e sono stati valutati per una mediana di 2,8 anni, con alcuni pazienti trattati per un massimo di cinque anni. Circa il 90% dei pazienti era in una statina ad alta intensità.

Lo studio è stato disegnato per mantenere i livelli di LDL-C dei pazienti tra 25-50 mg/dL, utilizzando due diversi dosaggi di alirocumab (75 mg e 150 mg). I pazienti trattati con alirocumab hanno iniziato con il dosaggio di 75 mg ogni 2 settimane e sono passati poi a 150 mg ogni 2 settimane nel caso in cui i loro livelli di LDL-C fossero rimasti  superiori a 50 mg/dL (n = 2,615). Alcuni pazienti trattati con il dosaggio di 150 mg sono ritornati a un trattamento con il 75 mg perché i loro livelli di LDL-C è sceso al di sotto di 25 mg/dl (n = 805). I pazienti trattati con il 75 mg (n = 730) che hanno raggiunto in due misurazioni consecutive livelli di LDL-C inferiori a 15 mg/dL hanno interrotto la terapia con alirocumab per il resto della durata della sperimentazione.