Amiloidosi ereditaria da transtiretina, via libera del Chmp a patisiran. Agisce con la RNA interference

Per il trattamento dell'amiloidosi ereditaria da transtiretina (hATTR), il Chmp dell'Ema ha dato il via libera all'approvazione di patisiran, una terapia sperimentale che agisce attraverso il meccanismo della RNA interference. Il farmaco ha ricevuto il parere positivo per l'uso in pazienti adulti con polineuropatia di grado 1 e 2.

Per il trattamento dell’amiloidosi ereditaria da transtiretina (hATTR), il Chmp dell’Ema ha dato il via libera all’approvazione di patisiran, una terapia sperimentale che agisce attraverso il meccanismo della RNA interference. Il farmaco ha ricevuto il parere positivo per l’uso in pazienti adulti con polineuropatia di grado 1 e 2.

A patisiran era stata precedentemente concessa una valutazione accelerata da parte dell'Ema, il che ha ridotto il tempo di valutazione dell'agenzia europea da 210 a 150 giorni.

Sviluppato dalla biotech americana Alnylam, il farmaco una vota approvato in via definitiva sarà messo in commercio con il marchio Onpattro.

Il parere positivo del CHMP si basa sui dati dello studio di Fase 3 di APOLLO pubblicati lo scorso 5 luglio sul New England Journal of Medicine.

«Nonostante anche in Italia ci sia, dal 2012, un farmaco autorizzato per il trattamento dei pazienti con amiloidosi hATTR, permangono molti bisogni insoddisfatti di questi pazienti, dovuti soprattutto al ritardo della diagnosi che si ripercuote sull’inizio della terapia. Nel nostro Paese, infatti, registriamo un ritardo diagnostico anche di 4-5 anni, dovuto al fenotipo clinico della malattia che è molto variegato. L’inizio precoce della terapia, soprattutto se con farmaci innovativi quali quelli sviluppati con la tecnologia RNAi, può invece condizionare positivamente il trattamento del paziente con amiliodosi hATTR e la gestione stessa della patologia. Come dimostrato anche dai risultati dello studio clinico di Fase III APOLLO, al quale abbiamo preso parte come centro italiano con il maggior numero di pazienti», ha precisato il Prof. Giuseppe Vita, Direttore della Unità Operativa Complessa di Neurologia del Policlinico Universitario di Messina.

Lo studio clinico APOLLO su sui si basa la registrazione del farmaco
Nello studio clinico APOLLO sono state valutate la sicurezza e l’efficacia di patisiran in una popolazione arruolata a livello globale e di pazienti affetti da amiloidosi hATTR.

I pazienti sono stati randomizzati in un rapporto di 2:1 per ricevere la terapia endovenosa (0,3 mg per chilogrammo di peso corporeo) o il placebo una volta ogni 3 settimane per 18 mesi.

Lo studio ha dimostrato la superiorità di patisiran, rispetto al placebo nel miglioramento dei parametri relativi a polineuropatia, qualità della vita, attività quotidiane, deambulazione, stato nutrizionale e sintomatologia autonomica in pazienti adulti con amiloidosi hATTR. Per valutare funzionalità motoria, sensoriale e nervosa, riflessi e pressione posturale è stata utilizzata la scala modificata del Neuropathy Impairment Score (mNIS+7).

•    A 18 mesi, il trattamento con patisiran ha determinato una variazione media di 6,0 punti (miglioramento) nel punteggio mNIS+7 ottenuto al basale, rispetto a un aumento medio di 28,0 punti (peggioramento) segnalato per il gruppo placebo. Con una differenza media complessiva di 34,0 punti del braccio patisiran rispetto al placebo.
•    Mentre quasi tutti i pazienti trattati con patisiran nno avuto un beneficio terapeutico rispetto al placebo, il 56% dei pazienti trattati con patisiran ha ottenuto un notevole miglioramento nei parametri di valutazione della polineuropatia (punteggio mNIS+7 migliorato) rispetto al proprio livello basale dopo 18 mesi di terapia, rispetto al 4% dei pazienti ai quali era stato somministrato il placebo.
•    A 18 mesi, il 51% dei pazienti patisiran ha ottenuto un miglioramento nella qualità della vita misurato in base al punteggio Norfolk QOL-DN, rispetto al 10% dei pazienti placebo.
•    Nel corso dei 18 mesi di terapia, i pazienti trattati con patisiran, hanno ottenuto un notevole beneficio in tutti gli altri endpoint di efficacia, tra cui attività quotidiane, deambulazione, stato nutrizionale e sintomatologia autonomica.
•    Patisiran ha ottenuto dati favorevoli sugli endpoint esplorativi relativi a struttura cardiaca e parametri funzionali nei pazienti con interessamento cardiaco.
•    L’incidenza e la gravità degli eventi avversi sono stati simili nei pazienti trattati con patisiran e con placebo. Gli eventi avversi più comuni segnalati nei pazienti trattati con patisiran, con una frequenza almeno del 3% superiore a quella registrata nei pazienti trattati con placebo, sono stati l’edema periferico e le reazioni correlate all’infusione.

Come funziona patisiran
Patisiran è una terapia basata sull’RNAi mirata alla transtiretina (TTR), somministrata per via endovenosa. È studiato per prendere di mira e silenziare l’RNA messaggero specifico, bloccando la produzione di proteina TTR prima che si formi. Ciò può aiutare ad eliminare i depositi di amiloide TTR nei tessuti periferici e a ripristinare potenzialmente la funzione di questi tessuti.

Cos’è l’amiloidosi ereditaria da accumulo di transtiretina
L’amiloidosi ereditaria mediata dalla TTR (hATTR) è una malattia ereditaria, progressivamente debilitante e spesso fatale, causata da mutazioni nel gene TTR. La proteina TTR viene prodotta principalmente nel fegato ed è normalmente un trasportatore della vitamina A. Le mutazioni nel gene TTR causano un accumulo anormale di proteine amiloidi che danneggiano gli organi e i tessuti del corpo, quali i nervi periferici e il cuore, determinando una neuropatia sensoriale periferica, una neuropatia autonomica e/o una cardiomiopatia incurabili.

L’amiloidosi hATTR rappresenta un’esigenza clinica importante non soddisfatta, con morbilità e mortalità significative, che colpisce circa 50.000 persone in tutto il mondo. L’aspettativa di vita dei pazienti affetti da amiloidosi hATTR varia da 2,5 a 15 anni dall’esordio della sintomatologia e le uniche opzioni di trattamento approvate per la malattia allo stadio iniziale sono il trapianto di fegato e tafamidis (approvato in Europa, Giappone e alcuni Paesi dell’America Latina, l’indicazione specifica varia a seconda delle regioni). Pertanto, esiste una significativa necessità di nuove terapie per aiutare a trattare i pazienti affetti da amiloidosi hATTR.