La Commissione Europea ha approvato una nuova terapia antimalarica combinata, in dose fissa,  che associa diidroartemisinina e piperachina, due sostanze derivate dalla Artemisinina annua, un’erba a lungo usata nella medicina naturale cinese. Frutto della ricerca di Sigma Tau, una volta in commercio il farmaco prenderà il nome di Eurartesim. L’indicazione approvata è per il trattamento della malaria non complicata sostenuta da Plasmodium falciparum in adulti e bambini e neonati di 6 mesi di età e oltre e di peso pari o superiore a 5 kg.

Il farmaco si è dimostrato efficace nel trattamento della malaria non complicata negli adulti e nei bambini, con un facile regime di somministrazione (deve essere somministrato nell’arco di tre giorni consecutivi, per un totale di tre dosi, assunte ogni giorno alla stessa ora) e una protezione significativa da nuove infezioni, migliore di altri antimalarici a base di artemisina. Il farmaco ha dimostrato tassi di cura superiori al 95% e una riduzione delle re-infezioni rispetto ai farmaci antimalarici più utilizzati.

I trial condotti sui pazienti trattati "hanno confermato l'alta percentuale di guarigione, superiore al 95% - spiega Marco Corsi, direttore medico Sigma-Tau - Inoltre, rispetto ai farmaci usati come confronto, il numero di nuove infezioni nei due mesi dopo il trattamento si è significativamente ridotto di circa il 50%. Nei Paesi dove la malaria è altamente endemica, i pazienti curati possono essere nuovamente infettati. L'azione di profilassi secondaria potrà quindi avere un forte impatto dal punto di vista socio-sanitario"

Nel 2008 la malaria è stata endemica in 109 Paesi, 45 dei quali nell'area africana. Ogni anno colpisce più di 250 milioni di persone in tutto il mondo e causa circa 880mila morti, principalmente nell'Africa sub-Sahariana, l'85% delle quali è rappresentato da bambini di età inferiore ai 5 anni.

Questa nuovo farmaco è il primo prodotto dalla collaborazione tra Sigma-tau e Medicine for Malaria Venture (MMV), un'organizzazione no-profit internazionale. Sviluppato da Sigma-tau, il farmaco risponde alla strategia terapeutica raccomandata dall'OMS sulla base dell'evidenza clinica che dimostra l'efficacia dei farmaci che associano nella stessa compressa due principi attivi: il derivato dell'artemisinina ad altissima attività antimalarica (diidroartemisinina) con un secondo antimalarico (piperachina) che garantisce la protezione da eventuali resistenze.

La domanda di autorizzazione è supportata dai risultati di alcuni studi clinici su larga scala che hanno coinvolto più di 2.700 pazienti in Africa (Burkina Faso, Zambia, Kenya, Mozambico e Uganda) e Asia (Thailandia, India and Laos). 1.600 di questi erano bambini sotto i 5 anni, tutti con malaria non complicata causata da Plasmodium falciparum, la specie di parassita della malaria più diffusa e pericolosa.

Gli studi sono stati disegnati per confrontare sicurezza ed efficacia dell'associazione diidroartemisinina e piperachina (DHA/PQP) rispetto alle ATCs artemether/lumefantrina (in Africa) e artesunate+meflochina (in Asia).

I risultati registrati dai due studi mostrano che la nuova associazione è rapida ed efficace nella cura della malaria al pari della altre ACTs, ed è, allo stesso tempo, particolarmente efficace nella prevenzione di nuove infezioni per un periodo di oltre 2 mesi a partire dall'inizio del trattamento.
Inoltre ha uno schema terapeutico semplice: un paziente del peso di 60 kg dovrà assumere un totale di 9 compresse suddivise in 3 giorni, rispetto alle 14-24 compresse degli altri trattamenti. Febbre e parassiti scompaiono dopo soli 2-3 giorni dall'inizio della somministrazione.

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in alcune zone dell’Europa Occidentale, e precisamente in Francia, Regno Unito, Germania, Italia e Spagna tra il 2000 e il 2010 si sono registrati circa 93.000 casi di malaria, la maggior parte dei quali causati da P. falciparum, la specie più mortale tra le cinque che causano la malaria.
Nello specifico, la Francia è la nazione più colpita con 56.638 casi, seguita dal Regno Unito con 19.132, dalla Germania con 7.581, dall’Italia con 5.881 (dati disponibili solo fino al 2007) e dalla Spagna con 3.755 casi.

La combinazione diidroartemisinina e piperachina
La diidroartemisinina è un derivato dell`artemisinina, un principio attivo estratto dall`Artemisia annua, un`erba medicinale della medicina tradizionale cinese per il trattamento delle “febbri”, in grado di agire molto rapidamente contro il parassita della malaria, verso il quale, al momento, non sono state descritte forme di resistenza e che viene inoltre rapidamente eliminato dall`organismo.
La piperachina, una molecola dall`emivita molto più lunga rispetto agli altri antimalarici messi in commercio finora, si caratterizza per una maggiore permanenza nell`organismo e garantisce la completa eradicazione dell`eventuale residuo d`infezione. Dimostra dunque un’efficacia rilevante in quei pazienti affetti da malaria da Plasmodium falciparum, resistenti ad altri farmaci.