L'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha approvato l'autorizzazione all'immissione in commercio per Coagadex (fattore di coagulazione umano X) per il trattamento del deficit di fattore X, una rara patologia emorragica ereditaria. Sviluppato dalla società britannica Bio Products Laboratory, il farmaco è il primo e unico trattamento sviluppato specificamente per trattare questa condizione patologica.

Coagadex è indicato per il trattamento e la gestione di prevenzione di episodi emorragici ed il controllo del sanguinamento durante le procedure chirurgiche in pazienti con deficit ereditario fattore X. Il principio attivo del farmaco è lo stesso fattore di coagulazione umano X, una proteina derivata dal plasma umano.

Il deficit di fattore X
Questo disturbo è causato da una insufficiente produzione di fattore X, che è necessario per il processo di coagulazione del sangue. I pazienti affetti da questa condizione sono più inclini a sanguinamento rispetto alle altre persone e mostrano sanguinamento prolungato dopo infortuni o interventi chirurgici. Il sanguinamento può verificarsi anche all'interno di muscoli o di spazi nelle articolazioni, come i gomiti, ginocchia e caviglie, e ciò può portare a lesioni permanenti se succede ripetutamente.

Il deficit del fattore X è una malattia debilitante e può essere pericolosa per la vita se il sanguinamento si verifica nel cervello, nel midollo spinale o nell'intestino. La malattia può variare in gravità (da lieve a grave) e colpisce uomini e donne allo stesso modo.

Cosa dicono gli esperti
La prof.ssa Flora Peyvandi, Direttrice del Centro Emofilia e Trombosi Angelo Bianchi Bonomi, Professore di Medicina Interna presso l'Ospedale Maggiore IRCCS dell'Università di Milano, ha così commentato: “Fino ad oggi, abbiamo trattato il deficit del fattore X con infusioni di plasma o di un concentrato di fattori di coagulazione. Volevamo una terapia specifica per il fattore X per trattare questi pazienti così vulnerabili. Pertanto, l'approvazione di Coagadex nell'UE costituisce oggi un grande passo avanti per i pazienti”.

Il dott. Steve Austin, Direttore del Centro per l'emofilia del St George University Hospitals NHS Foundation Trust di Londra, ha così commentato: “Essendo stati coinvolti nel programma di sviluppo clinico di Coagadex, sono lieto che questa terapia sia stata finalmente approvata. Per la prima volta, i pazienti affetti da questa rara malattia emorragica possono ricevere una terapia specifica che si è dimostrata sicura ed efficace negli studi clinici".

Gli studi che hanno portato all’approvazione del farmaco
Coagadex è stato approvato sulla base dei dati generati da due studi prospettici, multicentrici in aperto. Il primo studio ha coinvolto pazienti affetti da un deficit congenito del fattore X da moderato a grave che si sono sottoposti volontariamente al trattamento per episodi di emorragia spontanea o di natura traumatica. Gli endpoint primari di efficacia sono stati valori farmacocinetici, tra cui il tasso di recupero ed emivita, mentre gli endpoint secondari hanno incluso la valutazione complessiva dell'efficacia e il numero di infusioni necessarie per trattare un'emorragia.

I criteri per il successo del trattamento sono stati soddisfatti nello studio e i parametri farmacocinetici sono stati coerenti con i dati in precedenza pubblicati. Il tasso medio complessivo di recupero è stato 2,0 UI/dl per UI/kg e l'emivita è stata di circa 30 ore. Nello studio si sono verificati 187 casi di emorragia valutabile, con pazienti che hanno giudicato il trattamento “ottimo” in 170 casi (91%), “buono” in 14 casi (7,5%) e “scarso” in 2 casi (1,1%).
Inoltre, la maggior parte degli episodi emorragici (155/187 [82,9%]) è stata trattata con successo con una singola infusione di Coagadex.

Due pazienti nello studio hanno riscontrato sei effetti collaterali considerati possibilmente associati al farmaco: due casi di spossatezza in un paziente, due casi di eritema nel punto d’infusione in un paziente, un caso di dolore nel punto d’infusione e uno di dolore alla schiena in due pazienti, rispettivamente.3 Non sono stati riscontrati altri effetti collaterali o effetti collaterali gravi associati al farmaco e nessun paziente è stato sospeso dallo studio a causa di effetti collaterali.

Il secondo studio ha raccolto dati su due pazienti chirurgici che hanno ricevuto Coagadex in fase perioperatoria. Sono stati aggiunti i dati chirurgici relativi a tre pazienti partecipanti al primo studio, per un totale di cinque pazienti sottoposti a un totale di sette interventi chirurgici.4 In tutti gli interventi chirurgici, Coagadex è stato valutato dall'investigatore come eccellente per il controllo dell'emorragia durante e dopo l'intervento.

Tutti i pazienti sottoposti ad interventi importanti presentavano una diagnosi di lieve deficit del fattore X (ossia livello di fattore X >5 UI/dl e < 20 UI/dl). Un paziente con deficit moderato e due con deficit grave sono stati sottoposti a interventi minori. Pazienti affetti da una patologia moderata o grave non sono stati sottoposti ad interventi importanti.4 Nel secondo studio, non si sono verificati effetti collaterali associati al trattamento nei pazienti chirurgici.

Fattore X
Il fattore X, conosciuto anche con l'eponimo fattore di Stuart-Prower o come protrombinasi, è un enzima della cascata della coagulazione. Si tratta di una endopeptidasi, ovvero di una serin proteasi (proteasi di gruppo S1). Il fattore è presente nel plasma ad una concentrazione di norma compresa tra 0,8 e 1,2 mg/dl e rappresenta il proenzima essenziale per la protrombinasi nella via comune.

Il fattore X è un fattore della coagulazione sintetizzato da parte della ghiandola epatica. Per la sua sintesi è necessaria la presenza, come cofattore, di vitamina K. Il fattore X può essere convertito nella forma attiva (Xa, dove "a" sta per "attivato") sia dal fattore IX, in un complesso con il fattore VIII, fosfolipidi di membrana e calcio (ovvero tramite la via intrinseca), sia dal fattore VII in presenza di fattore tissutale (attraverso la via estrinseca). È quindi il primo membro della via comune o via della trombina.

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