Artrite psoriasica attiva: ok europeo per abatacept

La Commissione Europea ha approvato abatacept da solo o in combinazione con metotrexato per il trattamento dell'artrite psoriasica (AP) attiva in pazienti adulti per i quali la risposta alla precedente terapia con farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARD), incluso il metotrexato, si sia dimostrata inadeguata e non fosse richiesta una terapia sistemica addizionale per le lesioni cutanee della psoriasi.

La Commissione Europea ha approvato abatacept da solo o in combinazione con metotrexato per il trattamento dell’artrite psoriasica (AP) attiva in pazienti adulti per i quali la risposta alla precedente terapia con farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARD), incluso il metotrexato, si sia dimostrata inadeguata e non fosse richiesta una terapia sistemica addizionale per le lesioni cutanee della psoriasi.

Questa approvazione, che estende la commercializzazione di abatacept come trattamento per l’artrite psoriasica in tutti i 28 Stati membri dell’Unione Europea, rappresenta la seconda nuova indicazione di abatacept in meno di un anno. A settembre 2016, la Commissione Europea aveva approvato abatacept, in combinazione con metotrexato, per il trattamento della malattia in fase molto attiva e progressiva in pazienti adulti con artrite reumatoide (AR) non trattati precedentemente con metotrexato.

L’artrite psoriasica diventa quindi la terza malattia di natura infiammatoria, con artrite reumatoide e artrite idiopatica giovanile, per cui è stato approvato il trattamento con abatacept in Europa.
L’approvazione si basa sui risultati di due studi randomizzati, in doppio cieco, controllati vs placebo (Studi PSA-I e PSA-II) nei quali una percentuale più alta di pazienti ha ottenuto una risposta ACR20, endpoint primario, dopo trattamento con abatacept (10 mg/kg per via endovenosa [EV] o 125 mg per iniezione sottocutanea [SC]), rispetto al placebo alla settimana 24, rispettivamente del 47,5% vs 19,0% e del 39,4% vs 22,3% (p < 0,05).4-5 Le risposte sono state osservate indipendentemente da un trattamento precedente con un inibitore del fattore di necrosi tumorale (TNFi) in entrambi gli studi.

Nello studio di fase III, PSA-II, la percentuale di pazienti che non mostravano progressione radiografica (non-progressor: variazione rispetto al basale ≤ 0) nell’SHS (Sharp/van der Heijde) score totale, modificato per AP, ai raggi X alla settimana 24, era più elevata con abatacept 125 mg SC (42,7%) rispetto al placebo (32,7%; stima della differenza 10,0; IC 95%: 1,0 - 19,1).4 Non sono state osservate reazioni avverse che si manifestavano in percentuale ≥ 2% in entrambi i gruppi di trattamento durante il periodo di controllo vs placebo di 24 settimane. Il profilo di sicurezza globale era comparabile negli studi PSA-I e PSA-II e in linea con il profilo di sicurezza registrato nell’artrite reumatoide.4-5 Cefalea, infezione del tratto respiratorio superiore, nasofaringite e nausea sono stati gli eventi avversi più frequentemente riportati, con tasso ≥ 10%, nei pazienti che assumevano abatacept negli studi clinici su pazienti adulti con artrite reumatoide.
Nell’artrite psoriasica, il sistema immune attacca le articolazioni sane e la pelle.

L’attivazione delle cellule T è coinvolta nella patogenesi dell’artrite psoriasica. Il blocco della co-stimolazione da parte di abatacept inibisce l’attivazione delle cellule T e la conseguente cascata di eventi che contribuisce alla distruzione delle articolazioni. Entrambe le formulazioni EV e SC di abatacept sono state ora approvate per il trattamento di pazienti adulti con artrite psoriasica attiva.

Studi PSA-I e PSA-II
L’efficacia di abatacept è stata valutata in due studi randomizzati, in doppio cieco, controllati vs placebo (Studi PSA-I e PSA-II) in 594 pazienti adulti,1 con durata della malattia superiore a 7 anni.4,5 I pazienti avevano AP attiva (≥ 3 articolazioni tumefatte e ≥ 3 articolazioni dolenti) malgrado precedente trattamento con terapia DMARD e presentavano una lesione tipica cutanea psoriasica di almeno 2 cm di diametro.1 Negli studi PSA-I e PSA-II, rispettivamente il 37% e 61% dei pazienti erano stati trattati precedentemente con TNFi.1 L’endpoint primario per entrambi gli studi PSA-I e PSA-II era la percentuale di pazienti che raggiungevano una risposta ACR20 alla settimana 24 (giorno 169).

Nello studio PSA-I, 170 pazienti hanno ricevuto placebo o abatacept EV ai giorni 1, 15, 29 e successivamente ogni 28 giorni in doppio cieco per 24 settimane, seguiti da abatacept 10 mg/kg EV in aperto ogni 28 giorni.1 I pazienti sono stati randomizzati a placebo o abatacept 3 mg/kg, 10 mg/kg (dosaggio basato sulla fascia di peso: 500 mg per i pazienti che pesavano meno di 60 kg, 750 mg per quelli che pesavano tra 60 e 100 kg e 1000 mg per i pazienti di peso superiore a 100 kg) oppure due dosi di 30 mg/kg seguite da abatacept 10 mg/kg, dosaggio basato sulla fascia di peso, senza modifiche per 24 settimane, seguito da abatacept 10 mg/kg EV al mese, in aperto, ogni mese.1 Ai pazienti era permesso di assumere dosi stabili concomitanti di metotrexato, corticosteroidi a basso dosaggio (equivalenti a ≤ 10 mg di prednisone) e/o FANS durante lo studio. All’arruolamento, circa il 60% dei pazienti stava ricevendo metotrexato.

Nello studio PSA-II, anche conosciuto come ASTRAEA, 424 pazienti sono stati randomizzati 1:1 a ricevere dosi settimanali SC di placebo o abatacept 125 mg, senza dose di carico, per 24 settimane, seguite da abatacept 125 mg SC alla settimana, in aperto. Ai pazienti era permesso di assumere dosi stabili concomitanti di metotrexato, sulfasalazina, leflunomide, idrossiclorochina, corticosteroidi a basso dosaggio (equivalenti a ≤ 10 mg di prednisone) e/o FANS durante lo studio. Alla randomizzazione, il 60,4% dei pazienti stava ricevendo metotrexato.