Artrite reumatoide, ok preliminare europeo per formulazione sottocutanea di tocilizumab

Ema
Il Chmp ha dato parere positivo all’approvazione della formulazione sottocutanea di tocilizumab per il trattamento dell’artrite reumatoide (AR) da moderatamente a gravemente attiva, in pazienti adulti che non abbiamo risposto o che siano intolleranti a uno o più farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARD) o a farmaci anti TNF.

Quando sarà approvato dall’Ema sarà il primo anti IL-6 ad avere la doppia via di somministrazione, endovena e sottocute.

Come la formulazione endovenosa (EV), quella sottocutanea (SC) può essere utilizzata come monoterapia e in combinazione con il metotrexato o altri DMARD non-biologici. La formulazione iniettabile di tocilizumab in siringhe preriempite sarà disponibile ai primi di novembre.

Tocilizumab, approvato inizialmente dalla FDA come farmaco EV nel 2010, è il primo e solo anticorpo monoclonale umanizzato antagonista del recettore dell’interleuchina-6 approvato dalla FDA per la somministrazione sottocutanea e endovenosa.

Il parere positivo degli esperti europei si basa su dati degli studi clinici di fase III SUMMACTA e BREVACTA.

Per tocilizumab SC, la dose raccomandata è di 162 mg somministrati per via sottocutanea ogni settimana, indipendentemente dal peso corporeo del paziente.

Studio SUMMACTA
SUMMACTA è uno studio multicentrico randomizzato in doppio cieco, con controllo attivo, a gruppi paralleli, con un periodo in doppio cieco  di 24 settimane che ha coinvolto 1.262 pazienti affetti da RA da moderatamente a gravemente attiva. SUMMACTA ha dimostrato un’efficacia comparabile (non-inferiorità) della formulazione sottocutanea di tocilizumab 162 mg somministrata settimanalmente più DMARD rispetto a 8 mg/kg di tocilizumab somministrato per via endovenosa ogni quattro settimane più DMARD in pazienti con AR da moderatamente a gravemente attiva nella popolazione con risposta inadeguata ai DMARD  (il 20 percento della quale ha avuto una risposta inadeguata alla terapia anti fattore di necrosi tumorale [anti-TNF]).

Una percentuale analoga di pazienti con AR in ogni gruppo ha ottenuto almeno un miglioramento del 20 percento nelle articolazioni dolenti e tumefatte (risposta American College of Rheumatology [ACR] 20) alla Settimana 24 (69 percento con tocilizumab in formulazione sottocutanea contro il 73 percento con tocilizumab EV).

L’analisi della sicurezza alla settimana 24 ha riscontrato che il profilo di eventi avversi dei gruppi con somministrazione sottocutanea ed endovenosa era comparabile, tranne per reazioni locali all’iniezione sottocutanea.

Studio BREVACTA
BREVACTA è uno studio randomizzato in doppio cieco, a gruppi paralleli, di tocilizumab SC contro placebo SC in combinazione con DMARD tradizionali in pazienti affetti da AR da moderatamente a gravemente attiva, che hanno avuto una risposta inadeguata alla terapia con DMARD.

Nello studio, 656 pazienti sono stati destinati casualmente sulla base di un rapporto 2:1 a due gruppi di trattamento, a cui è stato somministrato tocilizumab SC ogni due settimane con siringa preriempita e un placebo SC ogni due settimane con siringa pre-riempita. Tutti i pazienti hanno continuato la terapia di base con DMARD.

I risultati di BREVACTA hanno dimostrato che i pazienti affetti da AR a cui è stata somministrata la formulazione SC di tocilizumab ogni due settimane in aggiunta ai DMARD avevano  significativamente più probabilità di ottenere una risposta ACR20 rispetto a quelli trattati con placebo SC più DMARD in 24 settimane (61 percento contro 32 percento, rispettivamente).

Alla Settimana 24, è stata osservata una progressione del danno strutturale alle articolazione notevolmente inferiore nei pazienti trattati con tocilizumab SC più DMARD rispetto a placebo più DMARD, valutata con radiografia ed espressa sotto forma di variazione dalla linea base nel punteggio totale di Sharp modificato da van der Heijde (mTSS) (variazione media dal valore basale nel mTSS pari a 0.62 rispetto a 1.23, rispettivamente, con una differenza media rettificata di -0.60 [-1.1, -0.1]). In questo studio non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza clinicamente significativi per tocilizumab, tranne reazioni locali all’iniezione sottocutanea.

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