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Atrofia muscolare spinale, parere positivo del Chmp per nusinersen

Parere positivo del Chmp per Nusinersen, il primo trattamento per la cura dell'atrofia muscolare spinale (SMA). Sviluppato dalla biotech Ionis e da Biogen, una volta approvato in via definitiva sarÓ posto in commercio con il marchio Spinraza. In Italia il prodotto Ŕ giÓ disponibile grazie a un programma di accesso facilitato reso possibile dall'qazienda produttrice, Biogen.

Parere positivo del Chmp per Nusinersen, il primo trattamento per la cura dell’atrofia muscolare spinale (SMA). Sviluppato dalla biotech Ionis e da Biogen, una volta approvato in via definitiva sarà posto in commercio con il marchio Spinraza.

Il farmaco ha già avuto il via libera dell’Fda. In Italia il prodotto è già disponibile grazie a un programma di accesso facilitato reso possibile dall'qazienda produttrice, Biogen.

Nusinersen è un oligonucleotide antisenso, un breve tratto di acido nucleico di sintesi progettato per legarsi in modo specifico all’RNA bersaglio della terapia e a regolarne l’espressione.  Nusinersen consiste di un pezzetto di DNA progettato per promuovere la produzione della proteina SMN dal gene SMN2, direttamente nel fluido spinale dei piccoli pazienti. Nusinersen è somministrato attraverso una iniezione intratecale.

Le conferme cliniche che hanno portato al parere positivo
L’approvazione si basa sui dati di studi di Fase 3 che mostrano un miglioramento statisticamente significativo nella funzione motoria nei pazienti con un forma di SMA caratterizzata da una insorgenza tardiva dell’indebolimento muscolare caratteristico della malattia.

Lo studio ENDEAR ha coinvolto 121 pazienti con la forma infantile della SMA diagnosticata prima dei 6 mesi di età e che avevano meno di 7 mesi di età al momento della prima assunzione del farmaco. In un'analisi intermedia richiesta dalla FDA per valutare i risultati dello studio il più presto possibile, sono stati analizzati 82 dei 121 pazienti. In questo gruppo, il 40 per cento dei pazienti trattati con Nusinersen ha mostrato un marcato miglioramento su alcuni aspetti fondamentali del movimento, come il controllo della testa, la capacità di sedersi, di calciare in posizione supina, la capacità di rotolarsi, strisciare, stare in piedi e camminare. L’analisi ha anche osservato che una maggiore percentuale di partecipanti trattati con Nusinersen erano sopravvissuti rispetto ai pazienti non trattati.

CHERISH è uno studio della durata di quindici mesi che ha analizzato gli effetti di nusinersen in 126 pazienti affetti da SMA 2, una forma della malattia caratterizzata dalla comparsa dei segni e dei sintomi a un'età superiore ai 6 mesi e a un'età compresa tra i 2 e i 12 anni al momento dello screening.
Nello studio CHERISH, i pazienti trattati con il farmaco hanno ottenuto un miglioramento medio di 4 punti in una scala usata per misurare la funzione motoria, mentre in quelli con placebo il punteggio è diminuito mediamente di 1,9 punti. La differenza 5,9 punti nei punteggi della scala motore visto tra i bracci di trattamento e il gruppo placebo dello studio supera ciò che è in genere considerato clinicamente significativo.

La SMA è una patologia causata da mutazioni nel gene SMN1 che compromettono la produzione di SMN (survival motor neuron), una proteina fondamentale per il corretto sviluppo muscolare. Questa malattia è contraddistinta da diverse manifestazioni, più o meno gravi. Generalmente, i pazienti che presentano un maggior numero di copie del gene SMN2, che contribuisce a produrre circa il 10% di SMN, sono affetti dalle forme meno severe di SMA, come la SMA3 o la SMA4.

In base a tali premesse, il prof. Adrian Krainer e colleghi hanno iniziato a studiare l'ipotesi di un farmaco che, ottimizzando l'attività del gene SMN2, fosse in grado di ottenere benefici nei pazienti con SMA.

Già disponibile in Italia
Da un paio di mesi è partito in Italia il progetto di somministrazione di nusinersen, il nuovo farmaco in grado di bloccare la progressione dell’atrofia muscolare spinale (Sma) di tipo 1, con aumento delle aspettative di vita e miglioramento nelle capacità motorie dei pazienti. E la terapia è stata già somministrata a 52 malati.

Il programma di ‘Extended access’, che prevede la distribuzione gratuita del trattamento da parte della società produttrice, l’americana Biogen, in Italia coinvolge cinque ospedali: le tre sedi del Centro clinico Nemo, Milano, Roma e Messina, oltre all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e l’Istituto Giannina Gaslini di Genova. Il trattamento, recentemente approvato dalla Food and Drug administration (Fda) americana, prevede tre infusioni a distanza di circa due settimane l’una dall’altra, che vengono poi diradate nel prosieguo della terapia.

“Per gestire nella maniera più corretta l’accesso al trattamento – sottolinea Luca Binetti, consigliere dell’Associazione Famiglie Sma e responsabile operativo del Comitato extended access program – è stata istituito un comitato che coinvolge le associazioni dei pazienti e i centri clinici. Questo organismo è stato molto efficiente, ha svolto un lavoro di informazione capillare dei pazienti per fare in modo che tutti coloro che avessero le caratteristiche per accedervi ne fossero informati. E’ stata poi stilata una graduatoria nazionale dei pazienti sulla base dell’età e della somiglianza con i casi trattati nelle sperimentazioni cliniche”.

Atrofia muscolare spinale
L’atrofia muscolare spinale (Sma) è una patologia neuromuscolare caratterizzata dalla progressiva morte dei motoneuroni, le cellule nervose del midollo spinale che impartiscono ai muscoli il comando di movimento. La Sma colpisce circa 1 neonato ogni 10.000 e costituisce la più comune causa genetica di morte infantile.
Ne esistono tre forme, di cui la SMA I è la più grave e interessa circa la metà dei pazienti. In questo caso, i bambini mostrano segni della malattia già alla nascita o nei primi mesi; si tratta di segni gravi e progressivi di insufficienza respiratoria. I bambini affetti dalla  forma II, detta anche forma intermedia, acquisiscono la capacità di stare seduti ma non di camminare autonomamente.

Questi bimbi presentano spesso anche complicanze respiratorie e altri segni, quali la scoliosi, ma nel complesso la forma è molto più stabile.
La  forma III  è la meno grave; spesso esordisce dopo i primi anni ed è sempre associata alla capacità di riuscire a camminare, anche se in alcuni casi questa capacità può essere perduta successivamente.

I pazienti affetti da SMA soffrono di progressiva atrofia muscolare e debolezza derivante dalla perdita dei motoneuroni nel midollo spinale e nel tronco cerebrale inferiore. Le forme più gravi forme, che corrispondono a una maggior quantità di motoneuroni persi, possono portare a paralisi e difficoltà di respirazione e deglutizione.