Ema

Atrofia vaginale, parere europeo positivo per il prasterone

Il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell' Agenzia europea per i medicinali ha raccomandato l' autorizzazione all'immissione in commercio del prasterone per il trattamento delle donne in postmenopausa con atrofia vulvare e vaginale e sintomi da moderati a gravi. Sviluppato dalla societą farmaceutica canadese Endoceutics, una volta approvato sarą posto in commercio con il marchio Intarosa.

Il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell' Agenzia europea per i medicinali ha raccomandato l' autorizzazione all'immissione in commercio del prasterone per il trattamento delle donne in postmenopausa con atrofia vulvare e vaginale e sintomi da moderati a gravi. Sviluppato dalla società farmaceutica canadese Endoceutics, una volta approvato sarà posto in commercio con il marchio Intarosa.

Noto anche come deidroepiandrosetrone (DHEA), il prasterone è uno steroide naturale che agisce attraverso un meccanismo mediato dagli estrogeni per costruire il numero di cellule superficiali e intermedie nella mucosa vaginale e ridurre il numero di cellule parabasali. Facilita inoltre la crescita della flora batterica normale abbassando il pH vaginale per renderlo più vicino a quello fisiologico. Si somministra posizionando il farmaco all’interno della vagina.

In menopausa uno dei disturbi più lamentati è il dolore durante i rapporti sessuali, dovuto alla condizione di atrofia vulvovaginale che si verifica a causa della carenza di estrogeni:
L’efficacia del prasterone intravaginale è stata verificata in due studi clinici su 406 donne di età compresa tra i 40 e gli 80 anni che hanno assunto prasterone vaginale una volta al giorno per 12 settimane.
La sicurezza è stata verificata in 4 studi clinici, e gli effetti collaterali più comuni osservati sono stati perdite vaginali e alterazioni del pap test.

Il prasterone viene convertito, essendo un loro precursore, in estrogeni ed androgeni, ma solo a livello locale nelle cellule e in tutti gli strati della parete vaginale, senza causare alcun aumento significativo di estrogeni o androgeni circolanti.

Gli effetti positivi, oltre che sul dolore sessuale, sono stati osservati anche sul desiderio sessuale, l’eccitazione e l’orgasmo.