Ca al polmone, parere positivo Ue per afatinib

Ema
Il Chmp dell’Ema ha dato parere positivo per l’approvazione di afatinib, il primo inibitore irreversibile dei recettori della famiglia ErbB, come terapia di prima linea per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), positivo per mutazioni di EGFR (ErbB1). Sviluppato da Boehringer Ingelheim  verrà messo in commercio con il marchio Giotrif. La decisione arriva pochi giorni dopo l’ok dell’Fda.

Il dossier registrativo dal quale è scaturita l’approvazione dell’agenzia americana  è basato sui risultati emersi dall’esteso programma di studi clinici LUX-Lung.

I dati dello studio cardine LUX-Lung 3, che ha messo a confronto afatinib con il gold standard della chemioterapia (pemetrexato e cisplatino) nel NSCLC non a cellule squamose, hanno dimostrato la superiorità di afatinib nei pazienti con adenocarcinoma polmonare di stadio IIIb o IV positivo per mutazione di EGFR. 

I pazienti che hanno assunto afatinib, come terapia di prima linea, hanno avuto una sopravvivenza senza progressione di malattia (PFS) di quasi un anno (11,1 mesi) rispetto ai poco più di sei mesi (6,9 mesi) di coloro che sono stati sottoposti a chemioterapia (pemetrexato / cisplatino) (P=0,001).

Inoltre, i pazienti con NSCLC con due delle mutazioni di EGFR più comuni (delezione dell’esone 19 e mutazione L858R, riscontrate nel 90% dei tumori con mutazioni di EGFR) in terapia con afatinib hanno avuto una sopravvivenza senza progressione della malattia superiore a un anno (PFS di 13,6 mesi) rispetto ai poco più di sei mesi (PFS di 6,9 mesi) dei pazienti del braccio di confronto (P=0,004).
L’azienda ha avviato due studi di confronto diretto (LUX-Lung 7 e 8) fra afatinib e gli inibitori della tirosin chinasi (TKI) attualmente disponibili, rispettivamente, gefitinib ed erlotinib. L’arruolamento dei pazienti è in corso per entrambi gli studi.  

Afatinib
Afatinib è un farmaco sperimentale che inibisce in maniera irreversibile i recettori  della famiglia ErbB, inibendo la trasduzione del segnale di tutti i recettori tirosin chinasici della famiglia ErbB2 che svolge un ruolo centrale nello sviluppo e nella diffusione dei tumori più pervasivi e a mortalità elevata (carcinoma polmonare, carcinoma mammario, tumore della testa e del collo). Afatinib* è attualmente in fase di sviluppo clinico di Fase III, anche come terapia del carcinoma mammario e del tumore della testa e del collo.

Il carcinoma polmonare
Il carcinoma polmonare è il tumore più diffuso e il più letale al mondo.  In Europa si contano ogni anno 391.000 nuovi casi e 342.000 morti (19,9% di tutti i decessi per cancro). Il 13% di tutti i nuovi casi di tumore sono carcinomi polmonari, correlabili principalmente al tabagismo.

Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) costituisce più dell’85% dei tumori del polmone.
A livello mondiale circa il 20-30% di tutti gli adenocarcinomi polmonari presentano mutazioni di EGFR. A causa della sua prognosi infausta, il carcinoma polmonare è causa di  circa 340.000 decessi ogni anno in Europa ed è il primo tumore per mortalità.

Nei pazienti colpiti da carcinoma polmonare la valutazione precoce della mutazione dei geni dei recettori EGFR è cruciale per migliorare l’esito. La mutazione dei geni dei recettori EGFR si riscontra nel 10-15% dei pazienti caucasici e nel 40% di quelli asiatici con carcinoma polmonare non a piccole cellule, e le due  mutazioni del gene codificante per EGFR (la delezione dell’esone 19 e mutazione  L858R) si riscontrano nel 90% dei casi.

Comunicato stampa Ema




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