Il Chmp ha dato parere positivo a ramucirumab come terapia ad agente singolo per il trattamento dei pazienti con tumore gastrico localmente avanzato o metastatico o con adenocarcinoma della giunzione gastroesofagea, che presentano una progressione della malattia durante o dopo la chemioterapia a base di fluoropirimidine o platino.

Ramucirumab è anticorpo monoclonale IgG1completamente umanizzato diretto contro il dominio extracellulare del recettore 2 del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF2), considerato il mediatore primario dell’angiogenesi. Se attivato, il recettore promuove la proliferazione e la sopravvivenza cellulare a livello endoteliale, così come la migrazione e la permeabilità vascolari.

Ramucirumab è strutturato per inibire in maniera diretta l’angiogenesi ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni che apportano sangue alle cellule tumorali.

La decisione del Chmp si basa sui risultati dello studio di fase III REGARD, un trial multicentrico, randomizzato, controllato con placebo che ha arruolato pazienti con tumore gastrico localmente avanzato o metastatico, inclusi soggetti con adenocarcinoma della giunzione gastroesofagea, precedentemente trattati con un regime chemioterapico a base di fluoropirimidine o platino.

Lo studio ha mostrato un miglioramento della sopravvivenza generale pari al 37% nei pazienti trattati con ramucirumab (8 mg/kg endovena ogni due settimane) più le cure di supporto migliori (BSC) rispetto al placebo  più BSC. La sopravvivenza generale media era di 5,2 mesi (95% CI 4,4, 5,7) con il farmaco e 3,8 mesi con il placebo (95% CI 2,8, 4,7, P=0,047, hazard ratio 0,78 95% CI 0,60, 0,998). E’ stato osservato anche un miglioramento pari al 62% della sopravvivenza senza progressione della malattia (PFS) con ramucirumab rispetto ai controlli (2,1 mesi 95% CI 1,5, 2,7 vs. 1,3 mesi 95% CI 1,3, 1,4 con il placebo, P<0,001, hazard ratio 0,48 95% CI 0,38, 0.62).

Nello studio REGARD, gli eventi avversi più frequenti erano ipertensione (16% con il farmaco vs 8% con placebo), diarrea (14% vs 9%), emicrania (9% vs 3%) e iponatremia (6% vs 2%). Gli eventi avversi severi più frequenti con ramucirumab erano anemia (3,8%) e ostruzione intestinale (2,1%). L’11% dei partecipanti trattati con il farmaco ha necessitato di trasfusioni, rispetto all’8,7% dei controlli.
Altri eventi avversi associati al farmaco, osservati negli studi clinici condotti sul medicinale erano proteinuria, perforazione gastrointestinale e reazioni associate all’infusione.

Nello studio REGARD, l’(% trattati con ramucirumab ha presentato proteinuria, rispetto al 3% dei controlli. Due partecipanti hanno interrotto lo studio a causa ella proteinuria. L’incidenza di perforazione intestinale era dello 0,8% nello studio REGARD e l’incidenza di reazioni associate all’infusione era dello 0,4%.

Il tumore gastrico origina nel rivestimento interno dello stomaco, ha uno sviluppo lento, di solito nell’arco di diversi anni, e spesso non viene scoperto subito. Il tumore dello stomaco più comune è l’adenocarcinoma che origina nei tipi più comuni di cellule che costituiscono il rivestimento interno dello stomaco.

Il tumore gastrico è il quarto tumore in termini di incidenza e il secondo per mortalità a livello mondiale. Con il 7% di decessi per tumore nei maschi e il 6% nelle femmine, il carcinoma gastrico occupa il quinto posto tra le cause di morte per tumore in entrambi i sessi.

Per l’Italia la stima è di circa 13.200 nuovi casi di carcinoma gastrico ogni anno. Il tumore gastrico è attualmente al quinto posto in ordine di incidenza tra gli uomini e all’ottavo tra le donne (5% di tutti i tumori nei maschi, 3% nelle femmine).

Comunicato stampa Ema