Eisai ha comunicato di aver depositato all’Ema la richiesta di estensione delle indicazioni dell’antitumorale eribulina per includere il trattamento di prima e seconda linea del tumore alla mammella metastatico.

Eribulina è una molecola derivata dalle elicondrine, sostanze naturali marine con attività antitumorale, isolate per la prima volta nel 1992 dalla spugna giapponese Halichondria okadai.

Queste molecole sono potenti inibitori della tubulina e causano un arresto del ciclo cellulare nella fase G2-M, provocando nel contempo la distruzione del fuso mitotico. Attualmente eribulina è indicata in Europa per il trattamento delle donne affette da tumore localmente avanzato o metastatico che hanno precedentemente ricevuto almeno due regimi chemioterapici. La terapia precedente deve avere incluso un'antraciclina e un taxano.

Eribulina è la prima e unica terapia ad agente singolo che ha dimostrato di estendere in modo significativo la sopravvivenza media generale dopo due precedenti linee di trattamento per il tumore alla mammella metastatico rispetto ad altre terapie ad agente singolo.

I risultati di uno studio pilota di fase III (EMBRACE) hanno dimostrato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza media generale in pazienti trattate con eribulina rispetto alle terapie con agente singolo. Lo studio EMBRACE è un trial di fase III condotto su 762 donne con cancro al seno localmente avanzato o metastatico, trattate in precedenza con almeno due regimi chemioterapici, comprendenti un'antraciclina e un taxano.

Il farmaco, che richiede somministrazione per via endovenosa, è attualmente studiato anche per il trattamento di altri tumori, tra cui quelli del polmone e della prostata