Cancro al seno, Ema e Fda valuteranno talazoparib, nuovo PARP inibitore di Pfizer

L'Fda ha concesso la revisione prioritaria ("priority review") alla domanda di registrazione per l'approvazione di talazoparib per le pazienti con carcinoma mammario metastatico con una mutazione BRCA ereditaria. Grazie all'accorciamento dei tempi previsto dalla priority review, la valutazione dovrebbe arrivare nel mese di dicembre.

L’Fda ha concesso la revisione prioritaria (“priority review”) alla domanda di registrazione per l'approvazione di talazoparib per le pazienti con carcinoma mammario metastatico con una mutazione BRCA ereditaria. Grazie  all’accorciamento dei tempi previsto dalla priority review, la valutazione dovrebbe arrivare nel mese di dicembre.

Anche l'Agenzia europea per i medicinali ha accettato il deposito della domanda di commercializzazione per il talazoparib in questa popolazione di pazienti.

L'azienda americana aveva ottenuto i diritti per il talazoparib lo scorso anno attraverso l’acquisizione di Medivation pagata 14 miliardi di dollari.

Pfizer ha osservato che la domanda di registrazione per il talazoparib è corroborata dai risultati dello studio di Fase III EMBRACA. Nello studio, i cui risultati sono stati annunciati lo scorso dicembre, il talazoparib è stato associato a una sopravvivenza libera da progressione superiore (PFS) più elevata rispetto al placebo, con un risultato coerente in sottogruppi predefiniti. In particolare, il PFS mediano è stato di 8,6 mesi per i pazienti trattati con talazoparib e di 5,6 mesi per quelli sottoposti a chemioterapia, rappresentando una riduzione del 46% del rischio di progressione della malattia.

Pfizer sta inoltre sviluppando il talazoparib nel cancro al seno avanzato e controllato da BRCA, nel cancro al seno negativo triplo precoce e nel cancro alla prostata riparatore dei danni al DNA, nonché in combinazione con altri farmaci, nell'ambito di una collaborazione con Array BioPharma.

Come funzionano i PARP inibitori
Assieme agli antiangiogenici, i Parp-inibitori (l’acronimo deriva da poli-ADP ribosio polimerasi) rappresentano l’altra categoria di farmaci che in futuro potrebbe acquisire lo stesso rilievo della chemioterapia finora il cardine del trattamento del carcinoma ovarico, dopo la chirurgia. La loro azione consiste nell’annullamento dei meccanismi di riparazione del Dna nelle cellule neoplastiche dell’ovaio, con la conseguente morte delle cellule malate. Ecco spiegata la particolare efficacia nei casi in cui la malattia risulta provocata da una mutazione di uno o entrambi i geni Brca, pari al venti per cento delle nuove diagnosi. E dal momento che queste alterazioni del Dna non sono presenti nelle cellule sane, la loro azione nei tumori epiteliali dell’ovaio è molto più selettiva rispetto a quella dei chemioterapici.

Una classe già affollata
Nel gennaio 2018, olaparib (Lynparza) è diventato il primo PARP inibitore approvato per il cancro al seno (l’approvazione inziale era per il cancro dell’ovaio). L'agenzia americano ha approvato il farmaco per il trattamento delle pazienti con tumore al seno metastatico germinale BRCA-positivo, HER2-negativo che hanno precedentemente ricevuto chemioterapia. Inoltre, le pazienti HR-positive devono avere ricevuto una precedente terapia endocrina oppure non devono essere considerati appropriati per tale trattamento.

All'epoca delle trattative tra Pfizer e Medivation, David Hung, CEO di quest'ultima, insisteva sul fatto che il talazoparib sarebbe stato il best in class di una categoria di farmaci che include i prodotti sviluppati da AstraZeneca, Tesaro e Clovis. Talazoparib, aveva detto il manager americano agli analisti, è un'opportunità da "miliardi di dollari". Ma è improbabile che sia così. La perfomance del farmaco è sostanzialmente sovrapponibile a quella di olaparib, il pioniere della classe e anche quello ampiamente più venduto. Sarà difficile per Pfizer scalzarlo, anche tenendo conto che adesso Lynparza viene commercializzato congiuntamente da AstraZeneca e MSD, grazie a un recente accordo di collaborazione.

Litton JK, Rugo HS, Ettl J, et al. A phase 3 trial comparing talazoparib, an oral PARP inhibitor, to physician’s choice of therapy in patients with advanced breast cancer and a germline BRCA-mutation. Presented at: 2017 San Antonio Breast Cancer Symposium; December 5-9, 2017; San Antonio, TX. Abstract GS6-07.