La Commissione Europea ha ampliato le indicazioni di panitumumab includendo anche la terapia di prima linea dei pazienti con cancro del colon retto in fase metastatica e con K-RAS non mutato in combinazione con il regime chemioterapico FOLFIRI. Lo schema di cura FOLFIRI impiega i seguenti farmaci: fluorouracile, acido folinico, irinotecano.

In precedenza, panitumunab aveva già ricevuto l’approvazione in prima linea con il regime FOLFOX.

La nuova indicazione è basata su  diversi studi, che hanno valutato l’associazione di panitumumab in aggiunta a FOLFIRI nella prima linea di trattamento. Panitumumab adesso è approvato nell’Unione Europea per il trattamento di pazienti adulti con mCRC RAS wild-type: in prima linea in associazione con FOLFOX o FOLFIRI; in seconda linea in associazione con FOLFIRI in pazienti che hanno ricevuto in prima linea una chemioterapia a base di fluoropirimidine (escluso l’irinotecan); come monoterapia dopo fallimento di regimi chemioterapici contenenti fluoropirimidine, oxaliplatino, e irinotecan.

Circa la metà dei pazienti con tumore del colon retto metastatico hanno il gene KRAS non mutato. Nel caso di tumore del colon-retto esiste un importante biomarcatore predittivo, il gene RAS (che include il KRAS e NRAS). Ne troviamo di due tipi: i geni RAS normali, detti “wild-type” (non mutati) e i geni RAS mutati

RAS è una famiglia di proteine correlate tra loro, presenti all'interno delle cellule. Sono coinvolte nella trasmissione di importanti segnali all'interno delle cellule. RAS è il membro prototipo della superfamiglia delle proteine RAS, che regolano diversi comportamenti cellulari.

Panitumumab è un anticorpo monoclonale ricombinante completamente umano del tipo IgG2, che si lega con elevata affinità e specificità all’EGFR umano.

Panitumumab è il primo e unico biologico a offrire un vantaggio significativo di sopravvivenza come trattamento di prima linea con FOLFOX, uno dei regimi chemioterapici più comunemente usati nel setting di prima linea per i pazienti con mCRC e KRAS wild-type.

In quasi tutti i pazienti (90% circa) trattati con panitumumab si sono verificate reazioni dermatologiche, effetto farmacologico osservato con gli inibitori del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR). La maggior parte delle reazioni dermatologiche vanno dal grado lieve a quello moderato. Negli studi clinici, che hanno  evidenziato   reazioni dermatologiche (inclusa la stomatite) di tipo severo, sono state riportate complicanze infettive quali la sepsi, che in rari casi ha portato alla morte, e ascessi locali, che hanno richiesto incisioni e drenaggi. I pazienti che manifestano durante la somministrazione Vectibix reazioni dermatologiche severe  o reazioni che peggiorano devono essere monitorati per lo sviluppo di sequele infiammatorie o infettive, e deve essere prontamente avviato un trattamento appropriato