Cancro del polmone EGFR mutato, parere positivo del Chmp per dacomitinib

Parere positivo del Chmp per dacomitinib nel trattamento di pazienti con cancro polmonare non a piccole localmente avanzate o metastatico, con mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR). Sviluppato da Pfizer, una volta approvato in via definitiva sarą messo in commercio col marchio Vizimpro.

Il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) ha adottato un parere positivo, raccomandando il rilascio di un'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale anti cancro dacomitinib destinato al trattamento di pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule, localmente avanzate o metastatico, con mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR).

Sviluppato da Pfizer, una volta approvato in via definitiva sarà messo in commercio col marchio Vizimpro. Sarà disponibile in compresse rivestite con film (15, 30 e 45 mg).

Dacomitinib è un inibitore pantirosinchinasico del recettore del fattore di crescita epidermico (HER) attivo per via orale. Il farmaco blocca l’EGFR in modo più efficace rispetto agli inibitori di prima generazione, il che gli conferisce la capacità di mantenere inibita la crescita del tumore per un periodo di tempo più lungo. È un TKI irreversibile dell’EGFR, in grado di inibire tre membri della famiglia di proteine ErbB, tra cui l’EGFR/HER1, l’HER2 e l’HER4.

I benefici del farmaco sono la sua capacità di aumentare la sopravvivenza libera da progressione rispetto al gefitinib.  Gli effetti collaterali più comuni sono diarrea, eruzione cutanea, stomatite, disturbi delle unghie, pelle secca, diminuzione dell'appetito, congiuntivite, perdita di peso, alopecia, prurito, aumento delle transaminasi e nausea.

L'indicazione completa del farmaco è: "Vizimpro, come monoterapia, è indicato per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con carcinoma polmonare a cellule non piccole (NSCLC) localmente avanzato o metastatico e con recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) che attiva mutazioni".

La domanda di autorizzazione all'immissione in commercio del farmaco si basava sui risultati di ARCHER 1050, uno studio di fase 3 randomizzato, multicentrico, multinazionale, open-label, condotto in pazienti con mutazioni sostitutive localmente avanzate non resecabili, o metastatiche NSCLC con delezione dell'esone 19 EGFR o esone 21 L858R, un performance status di 0 o 1 del Gruppo Oncologia Cooperativa Orientale (ECOG); senza precedente terapia per malattia metastatica o malattia ricorrente con un minimo di 12 mesi di assenza di malattia dopo il completamento della terapia sistemica.

Un totale di 452 pazienti sono stati randomizzati 1:1 a Vizimpro 45 mg (n=227) o gefitinib 250 mg (n=225). Nello studio, presentato all’Asco del 2017 e poi pubblicato su The Lancet, dacomitinib ha prolungato di 5,5 mesi la sopravvivenza libera da progressione (PFS), ridotto il rischio di decesso o progressione della malattia e portato a un miglioramento medio nella durata della risposta rispetto a gefitinib. Diversi vantaggi, ma al prezzo di un aumento delle tossicità.

Presentando i dati, il primo autore dello studio, Tony Mok, del dipartimento di Oncologia Clinica della Chinese University di Hong Kong, AVEVA sottolineato che la PFS osservata nel gruppo trattato con dacomitinib nello studio ARCHER 1050 è tra le più alte osservate negli studi clinici effettuati con inibitori delle tirosin chinasi (TKI) dell’EGFR nel tumore al polmone, tra cui gefitinib, erlotinib e afatinib, i tre agenti approvati per il carcinoma polmonare non a piccole cellule negli Stati Uniti e in Europa.