Il Chmp dell’Ema ha dato parere positivo per una nuova indicazione di nab paclitaxel (paclitaxel formulato come nanoparticelle legate all'albumina): l’uso in combinazione con carboplatino nel trattamento di prima linea del tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) in pazienti adulti che non sono candidati per una chirurgia potenzialmente curativa e / o radioterapia. Per avere l’approvazione finale dell’Ema in genere sono necessari 60 giorni. Il farmaco è già approvato in Europa per il cancro al seno e il cancro del pancreas.

Il cancro al polmone è il quarto tumore più comunemente diagnosticato negli uomini e nelle donne, ma è la principale causa di mortalità per cancro in Europa. Il cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC) è la forma più comune di cancro al polmone, che rappresenta tra l’85 e il 90% di tutti i casi. La causa predominante di cancro del polmone è il fumo di sigaretta, anche se i fattori ambientali e occupazionali possono anche causare il cancro. Le opzioni di trattamento comprendono generalmente inibitori chemioterapia o proteine chinasi sistemiche. Nei casi più avanzati, solo i sintomi della malattia possono essere gestiti; vi è una chiara necessità di nuovi farmaci innovativi per il trattamento del cancro del polmone.

L’approvazione è stata rilasciata sulla base dei dati dello studio CA-031, un trial di fase III, multicentrico, randomizzato, condotto su 1052 pazienti con NSCLC in stadio IIIb / IV., trattati con nab paclitaxel (100mg/m2 una volta la settimana) più carboplatino ogni tre settimane (n = 521) oppure paclitaxel (200mg/m2) più carboplatino (n=531).

Il tasso di risposta complessivo è stato del 33% nel braccio nab-paclitaxel/carboplatino (nab-PC) contro il 25% nel braccio paclitaxel in solvente/carboplatino (sb-PC), con un rapporto tra i tassi di risposta di 1,313 (P = 0,005).

Nei pazienti con istologia squamosa, il regime nab-PC è risultato ancora più efficace rispetto all’altro, dato che il tasso di risposta complessivo è risultato rispettivamente del 41% contro 24%, con un rapporto tra i tassi di risposta pari a 1,680 (P < 0,001), mentre nei pazienti con istologia non squamosa i due regimi non hanno mostrato differenze significative di efficacia (tasso di risposta complessivo 26% contro 25%; P = 0,808)

Rispetto al regime sb-PC, con il nab-PC si è osservato anche un miglioramento nella sopravvivenza libera da progressione (6,3 contro 5,8 mesi) e nella sopravvivenza globale (12,1 contro 11,2 mesi), anche se le differenze tra i due bracci non sono risultate statisticamente significative.

Le reazioni avverse più comuni (> = 20%), con nab paclitaxel in combinazione con carboplatino per NSCLC sono anemia, neutropenia, trombocitopenia, neuropatia periferica, nausea e stanchezza.

Gli studi preclinici hanno dimostrato che la nuova formulazione di paclitaxel legato all'albumina raggiunge il microambiente tumorale in modo più efficiente rispetto a paclitaxel disciolto in solvente e che l’albumina facilita l’accumulo del chemioterapico nelle cellule tumorali.

Grazie a una tecnologia nota come piattaforma nab, l’albumina facilita innanzitutto il trasporto di paclitaxel attraverso le cellule endoteliali (transcitosi), sulla cui membrana la proteina si lega al suo recettore (gp60), innescando la formazione di cavità (caveole) che racchiudono il complesso recettore-albumina legata a paclitaxel; la successiva apertura delle caveole fa sì che paclitaxel-albumina sia veicolato in modo mirato nell’interstizio tumorale, dove l’albumina si accumula legandosi specificamente a una proteina che abbonda in questo ambiente, denominata SPARC (Secreted Protein Acidic Rich in Cysteine), consentendo così a maggiori quantità di principio attivo di penetrare nel tumore.

Le vendite di nab paclitaxel sono in continua crescita e nel 3 trimestre del 2014, l’ultimo per il quale siano disponibili dati ufficiali, il fatturato del farmaco è stato di $212 milioni, in rialzo del 25% sull’anno precedente.