CAR-T cell: approvazione europea di axicabtagene ciloleucel per due gravi forme di linfoma

Il Chmp dell'Ema ha dato il via libera all'approvazione di axicabtagene ciloleucel quale trattamento per il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) recidivante o refrattario e per il linfoma diffuso a grandi cellule B primitivo del mediastino, (PMBCL) dopo due o più linee di terapie sistemiche.

Il Chmp dell’Ema ha dato il via libera all’approvazione di axicabtagene ciloleucel quale trattamento per il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) recidivante o refrattario e per il linfoma diffuso a grandi cellule B primitivo del mediastino, (PMBCL) dopo due o più linee di terapie sistemiche.

Sviluppato dalla biotech Kite Pharma, poi acquisita da Gilead Sciences, una volta approvato in via definitiva il farmaco sarà posto in commercio con il marcio Yescarta.

Nello studio clinico che ha portato all’approvazione del farmaco, noto come ZUMA-1, il trattamento ha determinato una risposta obiettiva  nel 72% dei pazienti e a una remissione completa il 51% di essi, senza alcun segno residuo di cancro.

Axicabtagene ciloleucel è una terapia a base di linfociti CAR-T, cioè linfociti T autologhi ingegnerizzati ex vivo al fine di esprimere in maniera costitutiva un recettore verso un antigene tumorale e poter quindi attaccare le cellule tumorali. Questa terapia ha il potenziale di indurre una risposta completa in una proporzione di pazienti con forme aggressive di linfoma non-Hodgkin (NHL).

Nel maggio 2016, l'Ema ha conferito all'axicabtagene ciloleucel lo status di programma PRIME (PRIority MEdicines scheme).

Il parere positivo del CHMP è stato adottato in seguito all'esame da parte delle autorità di regolamentazione dell'Unione europea (UE), tra cui il comitato per le terapie avanzate e il comitato per i medicinali per uso umano. La raccomandazione sarà ora riesaminata dalla Commissione europea (CE), che ha l'autorità di approvare l'uso di medicinali nei 28 paesi di l'UE, la Norvegia, l'Islanda e il Liechtenstein.

"Questo parere positivo del Chmp è una pietra miliare importante per i pazienti che vivono nell'Unione Europea con DLBCL e PMBCL", ha dichiarato Alessandro Riva, Executive Vice President, Oncology Therapeutics & Head, Cell Therapy. "La raccomandazione avvicina di un ulteriore passo la disponibilità di axicabtagene ciloleucel per i pazienti adulti che attualmente hanno poche o nessuna opzione di trattamento a loro disposizione e ci concentriamo su fornire l'accesso a questo trattamento innovativo il più rapidamente possibile".

La domanda di registrazione è supportata dai dati dello studio ZUMA-1 condotto in pazienti adulti con NHL aggressivo refrattario. Nello studio monobraccio, il 72% dei pazienti (n=73/101) che hanno ricevuto una singola protesi infusione di axicabtagene ciloleucel ha risposto alla terapia con il 51 per cento (n = 52/101) raggiungendo una risposta completa (secondo la valutazione di un comitato di revisione indipendente, follow up mediano di 15,1 mesi). Gli eventi avversi di grado 3 o maggiori segnalati durante lo ZUMA-1, comprendevano la sindrome da rilascio delle citochine (CRS), eventi neurologici e citopenia.

Il DLBCL è la forma più comune di NHL e rappresenta un'area con un significativo bisogno terapeutico non soddisfatto. La prognosi per i pazienti con DLBCL recidivante o refrattario è molto scarsa, con una sopravvivenza mediana di soli sei mesi. Si stima che nel 2018 in tutta l'UE ci siano circa 7.700 pazienti affetti da DLBCL siano refrattari o abbiano recidiva dopo due o più linee di terapia e possono essere idonei alla terapia con CAR-T.

Axicabtagene ciloleucel è stato approvato dall’Fda degli Stati Uniti il 18 ottobre 2017.

Produzione europea
Tra non molto il farmaco verrà prodotto in Europa, nelle vicinanze di Amsterdam. L’impianto avrà una estensione di quasi 11mila mq, e – una volta entrato a regime, nel 2020 – garantirà 500 nuovi posti di lavoro.

La velocità del processo produttivo è un fattore chiave nel successo di queste terapie che si ottengono partendo dai linfociti del paziente che dopo essere stati reingegnerizzati sono reinfusi nel paziente. Trattandosi di pazienti in fase molto avanzata di malattia poter disporre del farmaco qualche giorno prima può fare la differenza. Non a caso quindi il centro produttivo sarà costruito all’interno del SEGRO Park Amsterdam Airport in modo da garantire collegamenti veloci con tutta Europa.