Carcinoma polmonare non a piccole cellule, parere positivo del Chmp per l'uso di dabrafenib e trametinib in presenza di mutazione BRAF

Ema

Il Comitato per i medicinali per uso umano dell'Agenzia Europea dei Medicinali ha espresso parere positivo, raccomandando l'approvazione di dabrafenib in combinazione con trametinib per il trattamento dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in fase avanzata o metastatico con espressione della mutazione BRAF V600.

Il Comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia Europea dei Medicinali ha espresso parere positivo, raccomandando l’approvazione di dabrafenib in combinazione con trametinib per il trattamento dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in fase avanzata o metastatico con espressione della mutazione BRAF V600.

Se approvata, la combinazione dabrafenib + trametinib costituirà il primo trattamento mirato disponibile per i pazienti con NSCLC positivi per la mutazione BRAF V600. Dei circa 1,8 milioni di nuovi casi di carcinoma polmonare diagnosticati in tutto il mondo ogni anno, l’1-3% potrebbe avere come driver la mutazione BRAF.

In Europa, la combinazione dabrafenib + trametinib è già approvata per il trattamento di pazienti con melanoma non resecabile o metastatico in presenza di una mutazione BRAF V600.
Il parere positivo del Chmp si basa sui dati di sicurezza ed efficacia di uno studio di Fase II condotto con dabrafenib + trametinib in pazienti con NSCLC BRAF V600-positivi (36 naïve al trattamento e 57 trattati in precedenza con chemioterapia).

I 57 pazienti che presentavano progressione del tumore dopo almeno una chemioterapia a base di cisplatino hanno ricevuto 150 mg di dabrafenib due volte al giorno e 2 mg di trametinib una volta al giorno, dimostrando un tasso di risposta globale (ORR, overall response rate) del 63,2% ( intervallo di confidenza [IC] al 95%, 49,3%, 75,6%) e una durata della risposta di 9,0 mesi (IC 95%, 6,9, 18,3 mesi). Gli eventi avversi più comuni (incidenza >20%) sono stati piressia, nausea, vomito, diarrea, astenia, diminuzione dell’appetito, secchezza cutanea, brividi, edema periferico, tosse e rash.

I dati aggiornati provenienti dalle coorti trattate in precedenza e da quelle naïve al trattamento sono stati inclusi nel pacchetto complessivo di dati da sottoporre alla revisione dell’Ema, e saranno anche presentati in occasione di imminenti congressi medici.

A livello globale, il carcinoma polmonare provoca più morti dei tumori del colon, della mammella e della prostata insieme: si stima infatti che ogni anno vengano diagnosticati 1,8 milioni di nuovi casi di carcinoma polmonare. Tra i pazienti con NSCLC, circa il 30% presenta una mutazione, alla quale si può mirare con le terapie disponibili. Per determinare il trattamento più adatto, le organizzazioni mediche raccomandano ai pazienti con carcinoma polmonare di effettuare test genetici.

La combinazione dabrafenib + trametinib
Dabrafenib e trametinib hanno come bersaglio chinasi diverse nell’ambito della famiglia della serina/treonina chinasi – rispettivamente BRAF e MEK1/2 – nella via metabolica RAS/RAF/MEK/ERK, che è coinvolta nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC, non-small cell lung cancer) e nel melanoma, tra gli altri tipi di tumore.

Quando dabrafenib viene utilizzato con trametinib, la combinazione ha dimostrato di rallentare la crescita del tumore in modo più efficace rispetto a entrambi i trattamenti in monoterapia. La combinazione dabrafenib e trametinib è attualmente in fase di sperimentazione nell’ambito di un programma di studi clinici condotto su diverse tipologie di tumore presso centri di tutto il mondo.