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Carcinoma testa collo, ok preliminare del Chmp per nivolumab

Il Chmp ha dato parere favorevole all'impiego di nivolumab in monoterapia per il trattamento del carcinoma a cellule squamose di testa e collo (SCCHN) in pazienti adulti la cui malattia sia progredita nonostante una chemioterapia a base di platino. In Europa, nivolumab ha giÓ ottenuto sei indicazioni in quattro diverse tipologie di tumori.

Il Chmp ha dato parere favorevole all’impiego di nivolumab in monoterapia per il trattamento del carcinoma a cellule squamose di testa e collo (SCCHN) in pazienti adulti la cui malattia sia progredita nonostante una chemioterapia a base di platino. In Europa, nivolumab ha già ottenuto sei indicazioni in quattro diverse tipologie di tumori.

 “Quasi la metà di tutti i pazienti con carcinoma a cellule squamose della testa e del collo presenta una ricaduta entro due anni di trattamento e negli ultimi 10 anni i progressi terapeutici sono stati limitati sottolineando la necessità critica di nuove opzioni di trattamento per i pazienti affetti da questa malattia devastante” ha commentato Emmanuel Blin, senior vice president e chief strategy officer, Bristol-Myers Squibb.

Il CHMP ha adottato un parere positivo sulla base di risultati di CheckMate -141, uno studio registrativo in  aperto di Fase 3, randomizzato, che ha valutato la sopravvivenza globale (OS) di pazienti con SCCHN trattati con nivolumab dopo una precedente terapia a base di platino rispetto alla terapia di scelta dello sperimentatore (metotrexato, docetaxel, o cetuximab) in adiuvante in un setting primario, ricorrente o metastatico.

Sulla base di un'analisi ad interim pianificata, questo studio è stato interrotto precocemente nel gennaio 2016 a causa di una valutazione condotta dal Comitato indipendente di monitoraggio dei dati ha concluso che lo studio aveva raggiunto il suo endpoint primario di OS nei pazienti trattati con nivolumab rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore.

I dati complessivi di sopravvivenza da CheckMate -141 sono stati presentati in occasione della riunione annuale 2016 della American Association for Cancer Research.

Cos'è il tumore testa-collo
I tumori del distretto testa-collo originano prevalentemente dalle cellule squamose, che ricoprono le superfici mucose umide all’interno della testa e del collo, come bocca, naso e gola. Il cancro del distretto testa-collo è il settimo tipo di tumore più frequente al mondo; ogni anno si stima vengano diagnosticati dai 400.000 ai 600.000 nuovi casi e registrati 223.000-300.000 decessi.

Il tasso di sopravvivenza a cinque anni è inferiore al 4% nella malattia metastatica in stadio IV. Il carcinoma di testa e collo a cellule squamose (SCCHN) rappresenta circa il 90% di tutti i tumori del distretto testa-collo e si stima un aumento del 17% dell’incidenza globale tra il 2012 e il 2022.
I fattori di rischio di SCCHN sono il tabagismo ed il consumo di alcool. Anche l’infezione da Papilloma virus umano (HPV) è un fattore di rischio che porta a un rapido incremento dei casi di SCCHN orofaringeo in Europa e nel Nord America.

La qualità di vita nei pazienti con SCCHN è spesso alterata sia in termini di funzioni fisiologiche (respirazione, deglutizione, ingestione di solidi e liquidi), che di caratteristiche personali (aspetto, modo di parlare e tono di voce), funzioni sensoriali (olfatto e udito) e psicologico-sociali.

Ogni anno in Italia circa si scoprono 25.000 nuovi casi di tumore testa e collo (compresi quelli della tiroide). Secondo il rapporto AIRTUM 2013 (Associazione Italia Registri Tumori) questi tumori in Italia sono al quinto posto in ordine di frequenza. Nella maggioranza dei casi (oltre il 90%) si tratta di carcinomi a cellule squamose che si sviluppano dagli epiteli che rivestono le mucose del distretto. Esistono tumori meno frequenti che possono originare da altri tessuti: gli adenocarcinomi dalle ghiandole salivari, dalla tiroide, i melanomi dalle cellule che producono melanina, i linfomi dai tessuti linfatici e così via.