Via libera della Commissione Europea per la modifica della licenza di commercializzazione di Cervarix, il vaccino indicato per la protezione contro il  tumore del collo dell'utero. Adesso in scheda tecnica è specificato che, oltre ai due oncogeni presenti nel vaccino ((HPV 16 e 18), la protezione si estende anche ad altri oncogeni, tra cui HPV 31, 33 e 45, che rappresentano i tipi oncogeni più comuni dopo HPV 16 e HPV 18. 
Inoltre, l'oncogeno HPV45 si associa, insieme ai ceppi 16 e 18, alla forma di cancro della cervice uterina considerata più temibile - l'adenocarcinoma -  perchè colpisce le donne di età più giovane ed è rapidamente mortale oltre che difficilmente identificabile con i metodi screening.

Il riassunto delle caratteristiche del prodotto viene quindi aggiornato con l'inclusione nelle indicazioni della specifica: "prevenzione delle lesioni precancerose e del cancro del collo dell'utero connesse a determinati ceppi oncogeni del papillomavirus umano (HPV)".

Questa decisione è supportata dai dati dello studio PATRICIA (Papilloma TRIal Cervical cancer in young Adults), il più grande trial di efficacia mai effettuato finora per lo studio di un vaccino contro il cancro cervicale pubblicato lo scorso anno su The Lancet. Lo studio PATRICIA è un trial di fase III multicentrico, in doppio cieco, randomizzato ha arruolato un totale di 18.644 donne, di età compresa tra i 15 e i 25 anni, di 14 Paesi di Europa, Asia-Pacifico, America latina e America del Nord.
Questo trial ha dimostrato che il vaccino ha un'efficacia maggiore di quella che ci si sarebbe potuti aspettare rispetto alla sola attività verso  HPV 16 e 18, i due tipi di virus oncogeni contenuti nel vaccino.

Disporre di evidenze di efficacia protettiva verso altri ceppi oncogeni e in particolare verso HPV45, come documenta la nuova scheda tecnica, assume un valore sia clinico che farmaco-economico per la prevenzione del cancro del cervice uterina.

Scopri lo studio PATRICIA