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Colangite biliare primaria, approvazione europea per l'acido obeticolico

Importante novità per i pazienti colpiti da colangite biliare primaria (CBP) grazie all'approvazione europea per l'acido obeticolico. Dopo quasi 20 anni di assenza di novità, si tratta del primo nuovo trattamento disponibile per i pazienti con questa patologia. Sviluppato dalla biotech americana Intercept, il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Ocaliva.

Importante novità per i pazienti colpiti da colangite biliare primaria (CBP) grazie all’approvazione europea per l’acido obeticolico. Dopo quasi 20 anni di assenza di novità, si tratta del primo nuovo trattamento disponibile per i pazienti con questa patologia.

Sviluppato dalla biotech americana Intercept, il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Ocaliva. Intercept ha presentato all'Agenzia Italiana del Farmaco la richiesta di rimborsabilità al fine di favorire un rapido e adeguato accesso ai pazienti italiani.

L’indicazione approvata si riferisce all’uso in combinazione con l’acido ursodesossicolico (Udca) in pazienti con inadeguata risposta al trattamento in monoterapia con UDCA o intolleranti a questo farmaco.
L’acido obeticolico è un analogo degli acidi biliari e un agonista di FXR (Farnesoid X Receptor). FXR è un recettore nucleare che regola la sintesi degli acidi biliari e la loro clearance epatica, prevenendone in tal modo l’accumulo che può risultare tossico.

Il farmaco è in sviluppo anche per la steatoepatite non alcoolica (NASH), patologia molto più frequente e quindi di maggiore rilevanza clinica. La NASH è una malattia epatica grave causata dall’eccessivo accumulo di grasso nel fegato che causa infiammazione cronica e, successivamente, fibrosi progressive (scarring) che può condurre a cirrosi ed infine ad insufficienza epatica, cancro e morte. Non vi sono al momento opzioni terapeutiche approvate per questa malattia.

Cos’è la colangite biliare primaria
In precedenza denominata cirrosi biliare primaria, la PBC è una malattia rara del fegato che origina primariamente dalla distruzione su base autoimmune dei dotti biliari con conseguente colestasi.  La malattia colpisce soprattutto il sesso femminile,  interessando circa 1 donna su 1000 dopo i 40 anni di età. In Europa, la malattia è causa di circa la metà dei trapianti di fegato a seguito di malattie colestatiche a del 6% di tutti i trapianti di fegato. Nessuna nuova opzione terapeutica per questa malattia è stata introdotta negli ultimi 20 anni.

Sviluppo clinico dell’acido obeticolico nella PBC
La sottomissione del dossier registrativo all’Ema si è basata sui dati dello studio registrativo di fase 3 POISE, che ha valutato la sicurezza e l'efficacia di acido obeticolico in 216 pazienti affetti da CBP con risposta terapeutica inadeguata ad UDCA o che non erano in grado di tollerare quest’ultimo farmaco.
L'endpoint primario nello studio POISE era rappresentato dal raggiungimento di un livello di fosfatasi alcalina inferiore o uguale a 1,67 volte il limite superiore della norma, con una riduzione di almeno il 15% rispetto al basale, e un normale livello di bilirubina totale.

Il 46% dei pazienti nel braccio di trattamento con titolazione di OCA da 5-10 mg ed il 47% dei pazienti nel braccio di trattamento con OCA 10 mg ha raggiunto l’endpoint primario dello studio, rispetto al 10% dei pazienti trattati con placebo.

Oltre a POISE, OCA è stato studiato in due trial di fase 2. L’efficacia e la sicurezza del farmaco nel lungo termine sono state valutate nel corso di estensioni in aperto degli studi di fase 2 e 3. Tutti gli studi hanno raggiunto i loro endpoint primari, dimostrando una significativa riduzione nei livelli di ALP rispetto al placebo.
Attualmente l’azienda sta arruolando i pazienti per lo studio di Fase IV denominato COBALT, un trial a lungo termine che studierà circa 350 pazienti con CBP.   

Nevens, F. et al. (2016). A Placebo-Controlled Trial of Obeticholic Acid in Primary Biliary Cholangitis. New England Journal of Medicine, 375(7), pp. 631-687.

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