Il Chmp dell’Ema ha concluso la revisione dei dati clinici sulle fratture atipiche da bisfosfonati e ha concluso che si tratta di un effetto di classe e che il beneficio di questi farmaci supera i possibili rischi. Nell’Rcp dei farmaci appartenenti a questa classe verrà inclusa un’avvertenza su questo tipo di rischio. Si estende così a tutta la classe il warning inizialmente inserito nel 2008 solo per i farmaci a base di alendronato.

Secondo uno studio pubblicato su Jama il 22 febbraio, le donne con osteoporosi che ricevono un trattamento a lungo termine con bifosfonati mostrano un rischio superiore di presentare fratture atipiche femorali. Tale rischio è però ridotto (circa 1 caso su 1.000 pazienti/anno) e ampiamente controbilanciato dai benefici mostrati da questi farmaci nella maggior parte dei pazienti che soffrono di questa patologia.

In generale, i bisfosfonati hanno un buon profilo di sicurezza. Tuttavia, una serie di potenziali effetti collaterali sono stati identificati. Tra questi ci sono i casi di frattura “atipica” sottotrocanterica e diafisaria del femore che si verificano dopo traumi minimi o anche senza traumi apparenti. Queste fratture generalmente influenzano il terzo prossimale della diafisi, ma possono verificarsi ovunque lungo la diafisi femorale. La maggioranza di questi casi riguarda pazienti anziani che ricevono terapia a lungo termine.