Dasatinib, molecola già approvata per il trattamento dei pazienti con leucemia mieloide cronica (LMC) resistenti o intolleranti ad altre terapie, ha ricevuto il parere positivo del Chmp anche in fase iniziale di malattia.
Il farmaco, sviluppato da Bristol-Myers Squibb e disponibile in commercio son il marchio Sprycel, ha infatti dimostrato una migliore efficacia rispetto alla attuale terapia standard con imatinib nel trattamento della LMC Philadephia+.
Nello studio DASISION nel 77% dei pazienti la risposta citogenetica completa è stata confermata al 12mo mese di trattamento, rispetto al 66% di quelli in terapia con imatinib. "Le attuali linee guida - afferma Hagop Kantarjian, professore all'MD Anderson Cancer Center dell'Università del Texas e primo autore dello studio pubblicato sul New England Journal of Medicine - indicano che raggiungere una risposta citogenetica completa entro 12 mesi è importante perché il rischio di progressione della malattia è maggiore in quei pazienti in cui il trattamento non è così efficace".

La LMC è una malattia rara: in Italia si registrano circa 1000 nuove diagnosi ogni anno. L'incidenza della malattia aumenta con l'età (solo nel 2% dei casi si manifesta sotto i 20 anni d'età), rappresenta il 15% di tutte le leucemie degli adulti e il 4% di quelle dell'infanzia. Le cellule leucemiche sono caratterizzate dalla presenza nel nucleo di un cromosoma anomalo, chiamato cromosoma Philadelphia dalla città dove è stato isolato la prima volta, nel 95% dei casi. Questo cromosoma si forma per fusione di due geni in due cromosomi diversi: il gene BCR del cromosoma 9 e il gene ABL del cromosoma 22. Il gene ibrido risultante (BCR-ABL) stimola la proliferazione delle cellule leucemiche. Lo studio DASISION è stato condotto su 519 pazienti, in 26 Paesi inclusa l'Italia.