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Dermatite atopica, approvazione europea per upadacitinib

La Commissione europea ha approvato l'impiego di upadacitinib- inibitore orale selettivo e reversibile di JAK - per il trattamento di adulti (15 mg o 30 mg, una volta al giorno) e adolescenti a partire dai 12 anni di etÓ (15 mg, una volta al giorno) con dermatite atopica da moderata a severa candidati alla terapia sistemica.

La Commissione europea ha approvato l’impiego di upadacitinib– inibitore orale selettivo e reversibile di JAK – per il trattamento di adulti (15 mg o 30 mg, una volta al giorno) e adolescenti a partire dai 12 anni di età (15 mg, una volta al giorno) con dermatite atopica da moderata a severa candidati alla terapia sistemica.

Scoperto e sviluppato da AbbVie, upadacitinib è un inibitore selettivo e reversibile di JAK attualmente studiato in diverse patologie infiammatorie immunomediate. Nei campioni cellulari umani, upadacitinib inibisce preferenzialmente il segnale JAK1 o JAK1/3 con una selettività funzionale verso i recettori delle citochine che segnalano tramite coppie di JAK2.

Il farmaco ha ricevuto l’approvazione della FDA per l’uso nei pazienti adulti con artrite reumatoide da moderata a severa, e dalla Commissione Europea per il trattamento di pazienti adulti con artrite reumatoide attiva da moderata a severa, adulti con artrite psoriasica attiva (PsA), e adulti con spondilite anchilosante attiva (AS). Sono in corso studi di fase 3 con upadacitinib nelle seguenti patologie: artrite reumatoide, dermatite atopica, artrite psoriasica, spondiloartrite assiale, malattia di Crohn, colite ulcerosa, arterite a cellule giganti e arterite diTakayasu.

“Accogliamo con favore l’approvazione europea di upadacitinib, che rappresenta un ulteriore importante passo in avanti per la comunità scientifica - dichiara Ketty Peris, presidente SIDEMAST, Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse - I medici hanno bisogno di queste terapie innovative per aiutare i pazienti a trattare e gestire meglio una malattia così complessa e multifattoriale come la dermatite atopica. Ci auguriamo che questa nuova e promettente opzione terapeutica sia resa presto disponibile in Italia.”

“La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle molto frequente che colpisce circa il 10% degli adulti e il 25% dei bambini - afferma Monica Corazza, presidente SIDAPA, Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale - Si manifesta con arrossamenti e prurito, spesso intenso e a volte incontrollabile. Nei casi più gravi, l’infiammazione e il prurito possono avere un impatto dirompente sulla qualità di vita. Esiste un evidente bisogno clinico ancora insoddisfatto per i pazienti con tale patologia ma scienza e ricerca negli ultimi anni hanno fatto grandi progressi consentendo di sviluppare soluzioni terapeutiche più mirate e selettive.”

“Si tratta di un farmaco orale dotato di una notevole rapidità di azione sia sul prurito che sulle lesioni cutanee - spiega Francesco Cusano, presidente ADOI, Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani - Con upadacitinib il sollievo dal prurito si ha già dopo pochi giorni dall’inizio del trattamento e i risultati si mantengono costanti nel tempo. I dati degli studi clinici sono molto incoraggianti, upadacitinib si candida ad essere un trattamento capace di modificare in parte o del tutto il decorso della dermatite atopica attraverso un nuovo meccanismo d’azione.”

“La dermatite atopica ha un grande impatto fisico, sociale e psico-emotivo. Prurito, dolore, autoisolamento, insonnia, depressione, stress e stigma sociale sono solo alcune delle conseguenze che le persone con dermatite atopica vivono quotidianamente - dichiara Mario Picozza, presidente ANDeA, Associazione Nazionale Dermatite Atopica - La qualità della loro vita oggi può migliorare sensibilmente grazie alle nuove soluzioni terapeutiche. Il nostro appello è che le Istituzioni favoriscano un rapido ed equo accesso a upadacitinib in Italia, una nuova possibilità di cura per la dermatite atopica.”

Studi clinici che supportano la registrazione
L’approvazione europea è supportata dai risultati di uno dei più ampi programmi di sviluppo di Fase 3 nella dermatite atopica che ha coinvolto oltre 2.500 adulti e adolescenti con malattia di grado da moderato a severo.

Gli studi Measure Up 1 e Measure Up 2 hanno valutato la monoterapia una volta al giorno con upadacitinib rispetto al placebo, mentre lo studio AD Up ha testato come il farmaco orale si è comportato rispetto al placebo quando entrambi sono stati dati con corticosteroidi topici. In tutti e tre gli studi, gli endpoint co-primari erano almeno un miglioramento del 75% nell'Eczema Area and Severity Index (EASI 75) e un punteggio validato Investigator's Global Assessment for atopic dermatitis (vIGA-AD) di 0/1, che denota un'area chiara o quasi chiara, alla settimana 16.

Gli eventi avversi più comunemente riportati nei pazienti trattati con upadacitinib sono stati acne, nasofaringite, infezioni del tratto respiratorio superiore, cefalea, aumento della creatinfosfochinasi (CPK) e herpes orale.

Tutti gli endpoint primari e secondari sono stati raggiunti, con un numero significativamente maggiore di pazienti che hanno ottenuto EASI 75 rispetto al placebo. In tutto il programma di Fase III, tra il 60% e il 70% dei pazienti a cui è stata somministrata una dose inferiore di upadacitinib ha raggiunto l'EASI 75.

Questo range è salito tra il 73% e l'80% quando la dose è stata raddoppiata. Tuttavia, i tassi di EASI 75 sono stati molto più bassi tra i pazienti trattati con placebo, cadendo tra il 13% e il 26% in tutto il programma, con la cifra più alta vista in AD Up, dove i pazienti hanno anche ricevuto corticosteroidi topici.

Inoltre, i pazienti trattati con upadacitinib avevano anche una probabilità significativamente maggiore rispetto al placebo di ottenere vIGA-AD 0/1 alla settimana 16, così come una riduzione del prurito clinicamente significativa.

A dicembre, AbbVie ha riferito che upadacitinib ha anche soddisfatto l'endpoint primario dello studio in fase avanzata Heads Up, superando dupilumab. I risultati hanno mostrato che il 71% dei pazienti a cui è stato somministrato upadacitinib ha raggiunto l'EASI 75 alla settimana 16, rispetto al 61% nel braccio di dupilumab.