Diabete, approvazione europea per semaglutide, GLP-1 agonista once a week che fa bene al cuore

L'antidiabetico semaglutide ha ricevuto il via libera definitivo della Commissione europea come aggiunta alla dieta e all'esercizio fisico per il trattamento del diabete di tipo 2 negli adulti. Potrą essere utilizzato sia in monoterapia quando la metformina risulti mal tollerata oppure in aggiunta ad altri farmaci antidiabetici. Sviluppato da Novo Nordisk sarą messo in commercio con il marchio Ozempic.

L’antidiabetico semaglutide ha ricevuto il via libera definitivo della Commissione europea come aggiunta alla dieta e all'esercizio fisico per il trattamento del diabete di tipo 2 negli adulti. Potrà essere utilizzato sia in monoterapia quando la metformina risulti mal tollerata oppure in aggiunta ad altri farmaci antidiabetici. Sviluppato da Novo Nordisk sarà messo in commercio con il marchio Ozempic.

Semaglutide è un nuovo agonista del recettore per il GLP-1. Si configura come una decisa innovazione nella sua classe di appartenenza per i dati di superiorità con altri esponenti della stessa classe (dulaglutide, exenatide). Anche i dati di safety cardiovascolare e quelli relativi alla perdita di peso sono positivi.

Nello studio SUSTAIN 6 condotto su 3297 pazienti e pubblicato nel 2016 sul  New England Journal of Medicine semaglutide ha ridotto del 26% un end point composito che consisteva in morte cardiovascolare, infarto del miocardio non fatale, e stroke non fatale.

Il farmaco sarà disponibile in mono somministrazione settimanale, analogamente ad altri esponenti della classe (exenatide LAR e dulaglutide).

Secondo quanto riporta Thomson Reuters, gli analisti prevedono che le vendite annue di Ozempic entro il 2023 possano raggiungere i 3,17 miliardi di dollari.

Gli otto studi di fase 3 completati dall'azienda hanno coinvolto oltre 8mila soggetti adulti con diabete di tipo 2, tra cui individui ad alto rischio cardiovascolare e con malattie renali.

Nei cinque studi registrativi del programma SUSTAIN, semaglutide ha ridotto l'emoglobina A1c da 1,5 a 1,8 punti percentuali, più di quanto non abbiano fatto i comparatori attivi (exenatide, dulaglutide, sitagliptin, insulina glargine).

Semaglutide è stato anche associato con una perdita di peso da 4,5 a 6,4 kg. L' effetto collaterale più comune è stato la nausea da lieve a moderata, che però è diminuita nel tempo.

Il parere dell'esperto
Abbiamo chiesto un commento a un esperto, il dott Carlo Giorda, responsabile della Diabetologia territoriale dell’Asl TO5, coordinatore della rete endocrino - diabetologica del Piemonte e past president dell’Associazione Medici Diabetologi.

Vorrei avere il suo punto di vista sul semaglutide che è stato appena approvato dall’EMA. Cosa porterà di nuovo quando sarà disponibile anche in Italia?
Ha una peculiarità che lo pone in risalto, non dico nella storia della medicina ma quasi. E’ il primo farmaco di cui si abbia conoscenza che ha dimostrato l’efficacia nel ridurre gli eventi cardiovascolari prima ancora di essere registrato.Non è mai successo. In genere, l’iter classico, non solo in diabetologia, è che si fanno gli studi registrativi, si registra il farmaco e nel frattempo va avanti lo studio di outcome.
La semaglutide è talmente potente ed efficace, forse la ragione è questa, che già nello studio registrativo SUSTAIN 6 ha dimostrato di essere efficace sugli end point cardiovascolari, prima ancora che venisse approvato dall’EMA o dall’FDA. Questa è una caratteristica unica e dimostra che è un farmaco che ha un’efficacia notevole sugli end point cardiovascolari.

Le altre caratteristiche, per esempio la somministrazione una volta alla settimana?
Questo è ormai un must perchè è talmente vantaggioso sul piano della compliance del paziente che i GLP1 che si danno una volta alla settimana hanno un vantaggio enorme.

Quali sono gli altri?
Sono l’exenatide LAR e il dulaglutide che si danno una volta alla settimana. Non è il primo la semaglutide ma ha dei dati di superiorità, innanzitutto come già detto, ancora nello studio registrativo dimostra che i pazienti trattati con questo farmaco hanno meno eventi cardiovascolari  e poi ha anche dati di efficacia sul controllo dell’emoglobina glicata che sono superiori ai dati che abbiamo con altri farmaci che abbiamo a disposizione.

Come mai? C’è una struttura chimica particolare?
Probabilmente sì, non si sa ancora bene. La casa produttrice sta facendo degli studi ad hoc per capire come mai questa molecola è ancora più efficace ma al momento non ci sono ancora delle spiegazioni.

Che posto dovrebbe occupare nella pratica clinica della terapia del diabete? Dopo la metformina sicuramente ma in quali situazioni?
Continua a essere, come tutta la classe, un farmaco particolarmente attraente per i soggetti sovrappeso/obesi, perché ha questo effetto sul peso che è sicuramente vantaggioso. Quindi il paziente con diabete di tipo 2, obeso e con fattore di rischio cardiovascolare è il candidato ideale. Questi pazienti sono un’ampia maggioranza, circa 2 su 3.

Sul versante tollerabilità?
Il farmaco è sicuro, anche in questa molecola ci sono effetti gastroenterici già visti negli altri componenti della stessa famiglia. Ha gli stessi effetti gastrointestinali iniziali degli altri farmaci della stessa classe, come nausea evomito. Anche qui una buona percentuale di pazienti regredisce dopo le prime settimane.

Sviluppo clinico: formulazione orale e nuove indicazioni
Insieme alla società Emisphere, Novo sta sviluppando la versione orale di semaglutide, nota per ora con la sigla OG217SC.  Il farmaco ha superato la fase II e viene attualmente studiato in un poderoso programma clinico che comprende 10 studi di Fase III e i cui primi dati saranno resi noti nel corso del 2018.

Un altro ambito di sviluppo di semaglutide è il trattamento dell’obesità. Nella prima metà del 2018, Novo prevede di iniziare un programma di sperimentazione clinica di fase III con semaglutide per via sottocutanea una volta alla settimana in pazienti obesi. La fase III coinvolgerà circa 4.500 pazienti.

Dal 1975, l'obesità in tutto il mondo è quasi triplicata e l' Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel 2016 più di 650 milioni di adulti erano obesi - con un indice di massa corporea (BMI) di 30 o più. Tuttavia, solo il 2 per cento assumono farmaci anti obesità.

Oltre che nell'obesità, il farmaco viene testato anche sulla steatoepatite non alcolica (NASH), nota come fegato grasso, e sulle malattie croniche renali e cardiovascolari.

Novo Nordisk a novembre ha detto che con i farmaci in sviluppo che combinano semaglutide con i nuovi farmaci biologici spera di raggiungere una perdita di peso che possa competere con la chirurgia.