Distrofia di Duchenne, no del Chmp per ataluren

Ema
Il Chmp dell’Ema ha deciso di non approvare il farmaco sperimentale di PTC Therapeutics ataluren sviluppato per la terapia della distrofia muscolare di Duchenne.

Ataluren è una terapia di ripristino proteico ideata per permettere la produzione della proteina funzionante in pazienti con difetti genetici causati da una mutazione nonsenso. Una mutazione nonsenso è un'alterazione nel codice genetico che arresta prematuramente la sintesi di una proteina fondamentale.

La patologia risultante è determinata dal fatto che la proteina non può essere più espressa interamente e/o non è più funzionante, come nel caso della distrofina nelle Distrofie di Duchenne/Becker.

Per la richiesta di approvazione da parte dell’Ema, l’azienda ha presentato i dati di uno studio condotto in 174 pazienti con distrofia muscolare di Duchenne. Lo studio ha confrontato l’efficacia del farmaco rispetto al placebo nel cambiamento della distanza percorsa dai pazienti in un periodo di sei minuti, dopo 48 settimane di terapia.

In base ai dati dello studio, il Chmp ha stabilito che le prove a favore del farmaco non erano sufficienti per l’approvazione e che i benefici del medicinale non superano i rischi associati al trattamento.
Il trial pilota di fase 2b con ataluren è stato completato alla fine del 2009. Erano stati arruolati 174 pazienti, in 37 centri di 11 Paesi, in quattro continenti.

Il trial prevedeva che 3 diverse coorti di pazienti ricevessero rispettivamente basse dosi di ataluren, alte dosi ataluren o il placebo.

Il criterio principale, o endpoint, utilizzato per determinare le differenze nei risultati delle le tre coorti è stato il Six Minute Walk Test, che ha misurato ogni sei settimane la distanza che i partecipanti erano in grado di percorrere in 6 minuti (6MWD). Questo end point non è stato tuttavia raggiunto.

I partecipanti che hanno ricevuto basse dosi di ataluren (10, 10, 20 mg/kg) hanno mostrato una differenza clinicamente significativa (circa 30 metri) nel cambiamento nei loro risultati nel 6MWD rispetto al gruppo-placebo.

I risultati del 6MWD nei pazienti che avevano ricevuto un alto dosaggio (20, 20, 40 mg / kg) erano simili a quelli del gruppo placebo.

Anche i test sulla qualità di vita hanno dimostrato modesti benefici pe ril farmaco sperimentale.

Sebbene l’azienda abbia condotto analisi successive, il Chmp ha considerate che i dati disponibili non fossero sufficienti a dare evidenza di efficacia.
Inoltre, il Chmp ha ritenuto insufficienti I dati disponibili per determinare il meccanismo di azione del farmaco e come gli effetti cambino con le variazioni di dosaggio.

La distrofia muscolare di Duchenne è una malattia rara ed è la forma più grave delle distrofie muscolari che si manifesta in età pediatrica. Comporta una progressiva la degenerazione muscolare fino alla compromissione del muscolo cardiaco, del diaframma e dei muscoli intercostali fino a rendere necessaria l'assistenza respiratoria.
Si stima che in Italia ci siano 5.000 persone affette dalla patologia. Attualmente non esiste una cura specifica, ma un trattamento da parte di una equipe multidisciplinare che ha permesso di migliorare le condizioni generali e raddoppiare le aspettative di vita.

La distrofia di Becker ne è una variante meno aggressiva, il cui decorso, però, varia da paziente a paziente.

Per saperne di più sullo studio registrativo
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Comunicato Ema