Epatite C, il regime triplice di AbbVie riceve l'approvazione finale europea

Ema
La Commissione Europea ha approvato l’impiego  del regime terapeutico per l’epatite C costituito dalla combinazione di tre farmaci in una sola compressa: 12,5 mg di ombitasvir, 75 mg di paritaprevir e 50 mg di ritonavir. Sviluppato da AbbVie, sarà messo in commercio con il marchio Viekirax. La Commissione Europea ha approvato anche dasabuvir per l’impiego in associazione ad altri farmaci anti epatite C. Il dasabuvir sarà messo in commercio con il marchio Exviera.

Il regime anti Hcv completo prevede l’associazione di Viekirax e Exviera ed è stato approvato, con o senza ribavirina, per i pazienti con genotipo 1 dell’epatite C, compresi coloro che si trovano in fase di cirroosi compensata, che hanno co-infezione con il virus dell’Hiv, i trapiantati e in terapia con oppioidi per la disassuefazione dalla tossicodipendenza. Il solo Viekirax potrà essere utilizzato per la cura dell’epatite C di genotipo 4, che in Italia ha una prevalenza intorno al 4%.

L’approvazione è stata ottenuta con procedura centralizzata, il che comporta che l’autorizzazione all'immissione in commercio è valida in tutti i 28 stati membri dell'Unione europea, nonché l'Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia.

Il regime terapeutico tutto in uno messo a punto da AbbVie (detto anche 3D) è completamente orale, senza interferone, ed è il solo che preveda la combinazione di tre agenti antivirali ad azione diretta, ciascuno caratterizzato da un diverso meccanismo d’azione e da profili di resistenza non sovrapposti, diretti contro l’epatite C nelle varie fasi del ciclo vitale del virus.

Viekirax consiste della combinazione a dose fissa di paritaprevir 150mg (inibitore della proteasi NS3/4A) e ritonavir 100mg in associazione a ombitasvir 25mg (inibitore del NS5A), somministrato una volta al giorno, mentre Exviera consiste di  dasabuvir 250mg (inibitore non nucleosidico della polimerasi NS5B) somministrato due volte al giorno, con o senza ribavirina (quest’ultima somministrata due volte al giorno. Il trattamento Viekirax + Exviera con o senza RBV dura 12 settimane per tutti i pazienti, ad eccezione dei soggetti con infezione HCV di genotipo 1a e cirrosi, il cui trattamento ha una durata di 24 settimane.  

Sono circa nove milioni le persone che in Europa sono affette da epatite C cronica, patologia che rappresenta una delle principali cause di carcinoma epatico e trapianto epatico.4  Il genotipo 1 è la forma più prevalente dell’epatite C in Europa, ed è osservato nel 60% dei casi a livello mondiale.5    Il sottogenotipo 1b è il più prevalente in Europa (47% dei pazienti).   Per quanto riguarda il genotipo 4, nonostante sia il genotipo più comune nel Medioriente,  nelle regioni sub-sahariane dell’Africa ed in Egitto, si registra un aumento della sua prevalenza in diverse nazioni europee, fra cui Italia, Francia, Grecia e Spagna.

Cosa ne pensano gli esperti? Abbiamo intervistato il prof. Antonio Craxi
Abbiamo chiesto un commento sull’approvazione del farmaco e sul suoi significato clinico al Prof. Antonio Craxi, Ordinario di Gastroenterologia - Direttore dell’Unità Operativa di Gastroenterologia all’Università di Palermo,  epatologo di fama internazionale e sperimentatore del farmaco. Ecco cosa ha dichiarato ai microfoni di PharmaStar: «Il vantaggio della combinazione 3D appena approvata è che si tratta della prima combinazione a dose fissa in cui si combinano insieme più molecole per ottenere un’efficacia terapeutica globale.

Perché,  per esempio, il sofosbuvir  da solo, tranne che per l’epatite da genotipo 2, non funziona ; ha bisogno comunque di appoggiarsi a un’altra molecola.
Nei Paesi in cui sono già stati approvati per la prescrizione il simeprevir, che è un inibitore di proteasi, e il daclatasvir, che è un inibitore di NS5A, allora sofosbuviur può essere associato a questi due farmaci ottenendo efficacia e sicurezza ottime.  Meglio ancora laddove è stato già registrato l’Harvoni cioè la combinazione di sofosbuvir e ledipasvir  per cui in una sola pillola c’è tutto i regime terapeutico. In Italia però, per ora, l’unica molecola che è stata registrata con decreto del 5 di dicembre del 2014 è il sofosbuvir .»

«Il regime 3D è stato approvato nella tarda giornata di ieri dall’Ema  e dalla prossima settimana va in discussione in AIFA – prosegue Craxi - e probabilmente nel giro di 3 mesi arriverà sul mercato italiano.E’ la prima combinazione che in un solo farmaco contiene tre molecole diverse quindi ovvia all’esigenza di fare combinazioni esterne. Si tratta di un eccellente farmaco anche per i cirrotici anche in caso di malattia avanzata quindi è un farmaco che rappresenta dal punto di vista pratico un avanzamento importante per il medico prescrittore.  Il regime prevede una compressa che contiene un farmaco, dasabuvir, e una compressa che coniuga altri due farmaci ombitasvir e  paritaprevir (insieme al ritonavir).

Per quanto riguarda i genotipi, i pazienti con genotipo 1b non cirrotici hanno indicazione d’uso senza la ribavirina, i genotipi 1b cirrotici e tutti i genotipi 1a hanno indicazione con la ribavirina.
Una cosa importante è che la sperimentazione di queste combinazioni è stata condotta non solo negli Stati Uniti (come per altre combinazioni) ma anche in Europa e quindi su pazienti che rispondono a caratteristiche più simili a quelle del paziente italiano: molti genotipi 1b, molti pazienti non obesi quindi è una combinazione di farmaci che arriva sul mercato con una eccellente esperienza sul campo già praticamente acquisita. »

In questa sperimentazione sono stati coinvolti una serie di centri italiani tra cui quello del prof. Antonio Craxì.

Programma clinico di sviluppo
L’approvazione di Viekirax + Exviera è il risultato di un solido programma di sviluppo clinico disegnato per studiare la sicurezza l’efficacia del regime inoltre 2300 pazienti arruolati in 25 paesi.
Composto da sei studi pivotal di Fase 3, il programma dimostrato la capacità del regime 3D di curare il 95%-100% dei pazienti affetti da epatite C con infezione da HCV di genotipo 1 che hanno ricevuto il regime raccomandato, riscontrando il fallimento virologico in una percentuale di pazienti inferiore al 2%.

Inoltre, il ciclo intero di terapia è stato portato a termine da oltre il 98% dei pazienti (n=2.011/2.053) arruolati nelle sperimentazioni cliniche.3  Le reazioni avverse più comuni (che si sono manifestati in oltre il 20% dei soggetti) associate al trattamento con il regime 3D in associazione a RBV sono state affaticabilità e nausea.

Sono stati determinanti per l’approvazione concessa al regime di AbbVie anche i risultati generati da sperimentazioni cliniche di Fase 2 condotte su pazienti con infezione cronica da HCV di genotipo 1, che hanno dimostrato che la combinazxione ha ottenuto la guarigione del 97% dei pazienti sottoposti a trapianto epatico (n=33/34), nel 92% dei pazienti con co-infezione HIV-1  (n=58/63) e nel 97% dei pazienti che ricevono terapia sostitutiva con oppioidi (n=37/38).   Si definisce guarigione dall’epatite C la presenza di una risposta virologica sostenuta  (SVR12).

L’approvazione di Viekirax per il trattamento dei pazienti affetti da epatite C cronica di genotipo 4 è stata supportata dai risultati di una sperimentazione di Fase 2 in cui la risposta SVR12 è stata ottenuta dal 100% de pazienti trattati con VIEKIRAX in associazione a RBV.

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