Nell’immagine, un quadro del pittore fiammingo Vincent van Gogh affetto da una epilessia del lobo temporale.

L’azienda farmaceutica belga UCB ha reso noto che l’Ema (e anche l’Fda) hanno accettato il deposito della domanda di registrazione (Marketing Authorization Application, MAA)  per il farmaco antiepilettico brivaracetam utilizzato come terapia aggiuntiva per il trattamento delle crisi parziali nei pazienti con epilessia di oltre 16 anni di età.

L'accettazione della MAA è uno dei primi passi formali dell’iter regolatorio ce in Europa richiede circa 9-12 mesi per poi arrivare alla decisione finale se registrare o meno il farmaco.

Il dossier registrativo è supportato da dati provenienti da tre studi di fase III, che hanno valutato l'efficacia e la sicurezza di brivaracetam quale terapia aggiuntiva a un dosaggio giornaliero 5-200mg nei pazienti con crisi epilettiche parziali non controllate.

Un quarto studio di fase III ha valutato la sicurezza e la tollerabilità di brivaracetam quale trattamneto aggiuntivo dato a dosi su misura e personalizzati comprese tra 20 e 150 mg / die in pazienti adulti con crisi parziali.

Il deposito è una pietra miliare per Ucb che sta perseguendo l’obiettivo di controbilanciare la perdita del brevetto per Keppra negli Stati Uniti e nell’Unione europea scaduto alcuni anni fa..
L'azienda ha da allora ha aggiunto al proprio portfolio  un altro farmaco antiepilettico, lacosamide(Vimpat). Alla fine dello scorso anno UCB ha annunciato una partnership con Daiichi Sankyo per portare Vimpat in Giappone.

Brivaracetam è un farmaco appartenente alla famiglia dei racetam, il cui precursore è il piracetam. A differenza di altri suoi congeneri strutturali, però, non possiede proprietà nootropiche, bensì antiepilettiche. Tuttavia non è attivo in manifestazioni acute (da elettroshock o pentametilentetrazolo) ma protegge dalle manifestazioni motorie secondarie.

Chimicamente è il derivato n-propilico del levetiracetam ed è dotato di buone proprietà idrofobe, tali da consentirgli un rapido passaggio attraverso la barriera ematoencefalica.
Il suo meccanismo d'azione sembra multiplo. Può bloccare infatti le correnti del sodio voltaggio-dipendenti, facilitare la correnti del potassio attraverso i canali KCNQ ed interagire con la proteina SV2 delle vescicole sinaptiche neuronali.

Una volta somministrato, il farmaco è assorbito completamente entro 2 ore e soltanto un 20% di esso è trovato legato alle proteine plasmatiche. La sua emivita è di 7-8 ore, viene metabolizzato a livello epatico dal citocromo P450 2C8 e la sua clearance renale è bassa. Entro 72 ore dalla somministrazione, il 95% del farmaco si ritrova nelle urine.

Nel complesso, il programma di sviluppo clinico di brivaracetam ha arruolato  oltre 3000 pazisnti, alcuni dei quali tratti per 8 anni. Ci sono sei studi in corso su brivaracetam. Si tratta prevalentemente di trial in aperto, il follow-up di studi registrativi condotti per valutare la sicurezza a lungo termine e l'efficacia di brivaracetam.