Il Chmp dell’Ema ha dato parere favorevole all’estensione delle indicazioni di zonisamide per la monoterapia nei pazienti con epilessia di nuova diagnosi con crisi epilettiche parziali, con o senza generalizzazione secondaria.

Il farmaco è già indicato come terapia aggiuntiva nel trattamento di pazienti adulti con crisi epilettiche parziali, cioè caratterizzate da una scarica neuronale anomala nella corteccia cerebrale, la parte esterna del cervello conosciuta anche come sostanza grigia.

La zonisamide è un derivato benzisossazolico, chimicamente non correlato ad altri farmaci antiepilettici. Il suo meccanismo d'azione non è del tutto noto, ma sembra agire sui canali del sodio e del calcio voltaggio-dipendenti, ostacolando l'attivazione neuronale sincronizzata e riducendo la diffusione delle scariche epilettiche. Il farmaco ha, inoltre, un effetto modulatorio sulla inibizione neuronale mediata dal GABA e in vitro inibisce l'anidrasi carbonica.

Dopo somministrazione orale, la zonisamide viene ben assorbita e raggiunge il picco delle concentrazioni plasmatiche dopo 2-5 ore1-3, con livelli di steady-state entro 14 giorni. Si lega estesamente agli eritrociti; l'emivita è di circa 60 ore1-3. Viene metabolizzata tramite scissione dell'anello benzisossazolico da parte del citocromo P450 (isoenzima CYP3A4) e tramite acetilazione. L'eliminazione della zonisamide è prevalentemente renale, sotto forma di farmaco immodificato (35%), acetilato (15%) o di metaboliti glucuronidati (50%).

Comunicato Ema