Il Chmp dell’Ema ha dato parere positivo all’approvazione del nuovo anticoagulante apixaban per la prevenzione del tromboembolismo venoso in pazienti adulti che devono essere sottoporsi a interventi di protesizzazione di anca o ginocchio. Sviluppato da Bristol-Myers Squibb e Pfizer il farmaco verrà messo in commercio con il marchio Eliquis.

Si tratta della prima indicazione richiesta per il farmaco che è già stato ampiamente studiato anche per la prevenzione dello stroke in pazienti con fibrillazione atriale. Per questa indicazione, apixaban è ancora in attesa di approvazione.

Apixaban è un inibitore orale diretto del fattore Xa della coagulazione e appartiene a una nuova classe di farmaci in fase di sperimentazione per la prevenzione e il trattamento della trombosi. Alla stessa classe appartengono anche rivaroxaban ed edoxaban.

Apixaban inibisce direttamente il fattore Xa, quindi interferisce con la conversione della protrombina a trombina è previene la formazione dell'aggregazione della fibrina. Oltre all'efficacia in questa tipologia di pazienti e alla sua sicurezza, va sottolineata la maneggevolezza di apixaban che non richiede continui dosaggi della coagulazione, a differenza delle attuali terapie anticoagulanti orali.

Tromboembolismo venoso
Il tromboembolismo venoso (TEV) è una patologia che deriva dalla formazione di coaguli (trombi) nelle vene, e comprende la trombosi venosa profonda (TVP) e la sua complicanza acuta potenzialmente fatale, l’embolia polmonare (EP). Si stima che il TEV sia la terza malattia cardiovascolare più diffusa dopo la malattia coronarica e l’ictus.

Ogni anno il TEV colpisce circa 1,5 mllioni di europei e 3 milioni di americani  e uccide più del doppio delle persone rispetto a AIDS, carcinoma mammario, tumore della prostata e incidenti automobilistici messi assieme, in Europa. L’embolia polmonare è la principale causa di morte nosocomiale con una percentuale di circa il 10% di tutti i decessi in ospedale (benché sia pari solo all’ 1% di tutti i ricoveri). Sino al 50% dei soggetti con trombosi venosa profonda può sviluppare sindrome post-trombotica che è una condizione cronica, e il 4% può sviluppare ipertensione polmonare tromboembolica cronica, entrambe possono causare notevole infermità e costituiscono un elevato peso economico.