La Commissione europea ha approvato in via definitiva l’estensione delle indicazioni di everolimus per comprendere anche i tumori neuroendocrini pancreatici (in inglese noti con la sigla pNET)  in pazienti adulti con malattia in progressione

Lo scorso mese di maggio l’Fda ha approvato il farmaco in questa stessa indicazione. I pazienti con tumori NET hanno poche opzioni terapeutiche e nessun nuovo farmaco è stato approvato negli ultimi 30 anni. Sviluppato da Novartis, il farmaco è già disponibile in commercio con il marchio Afinitor.

L’approvazione europea si basa sui risultati dello studio RADIANT-3 (RAD001 In Advanced Neuroendocrine Tumors) che hanno dimostrato che rispetto al placebo everolimus ha incrementato il periodo medio senza la crescita del tumore (PFS) da 4,6 a 11,0 mesi. I dati hanno inoltre mostrato che everolimus riduce il rischio di progressione del tumore del 65% (hazard ratio=0.35 [95% confidence interval, 0.27 a 0.45]; p<0.0001).

RADIANT-3 è uno studio di fase III prospettico, in doppio cieco, randomizzato, con gruppo parallelo, placebo-controllato, multicentrico. Il trial ha esaminato l’efficacia e la sicurezza di everolimus associato a BSC rispetto al placebo associato a BSC, in 410 pazienti affetti da NET pancreatico in fase avanzata, conosciuto anche come tumore delle isole pancreatiche. I pazienti che rispondevano ai criteri di ingresso nello studio sono stati randomizzati 1:1 per ricevere ogni giorno, in forma orale, everolimus (10 mg) o il placebo.

L’endpoint primario di RADIANT-3 è la sopravvivenza libera da progressione della malattia. Gli endpoint secondari includono sicurezza, tasso di risposta obiettiva e sopravvivenza globale.

Everolimus
Nell’Unione Europea (UE), everolimus è approvato con il nome commerciale di Afinitor (everolimus), in compresse, per il trattamento di pazienti con carcinoma renale (RCC) avanzato, nei quali la malattia è progredita durante o dopo il trattamento con la terapia mirata contro il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF). Negli Stati Uniti, everolimus è approvato per il trattamento dei pazienti con RCC avanzato dopo il fallimento del trattamento con sunitinib o sorafenib.

Nell’Ue, everolimus è disponibile in diversi dosaggi con il nome commerciale di Certican per la prevenzione del rigetto d’organo in coloro che vengono sottoposti a un trapianto di cuore o di rene. Negli USA, everolimus è disponibile in diversi dosaggi con il nome commerciale di Zortress per la profilassi del rigetto d’organo nei pazienti adulti a basso o moderato rischio immunologico che hanno subito un trapianto di rene.

Con una somministrazione giornaliera, everolimus agisce nelle cellule cancerose su mTOR, una proteina che funziona come regolatore centrale della divisione delle cellule tumorali, della crescita dei vasi sanguigni e del metabolismo cellulare.

I tumori neuroendocrini pancreatici (NET)
I tumori neuroendocrini sono neoplasie ormonali a bassa incidenza (mediamente 5 casi/100.000). Nel corso degli ultimi 30 anni la loro incidenza è però aumentata di circa 5 volte.

Si tratta di neoplasie molto rare che originano in ghiandole endocrine o in cellule endocrine disperse nel sistema gastrointestinale. Le cellule endocrine intestinali, regolano le attività secretorie e motorie dell'apparato digerente, sotto l'influenza di stimoli locali di natura chimica (acidità-pH) o meccanica (distensioni viscerali) e di stimoli trasmessi per via ematica e nervosa, producendo sostanze per via paracrina (locale) o endocrina (nel sangue).

I pNET possono crescere in modo aggressivo e, al momento della diagnosi, quasi il 60% dei pazienti ha la malattia già in fase avanzata, il che significa che il cancro si è diffuso ad altre parti del corpo ed è diventato più difficile da curare. Generalmente, la sopravvivenza media dei pazienti con NET pancreatico avanzato è di 24 mesi. Attualmente, l'intervento chirurgico e la chemioterapia sono le uniche opzioni di trattamento disponibili per i pazienti con NET pancreatico in fase avanzata.