Everolimus ok europeo per i tumori SEGA

Ema
La Commissione europea ha approvato in via definitiva everolimus per la terapia dell'astrocitoma subependimale a cellule giganti (SEGA), un tumore cerebrale benigno associato alla sclerosi tuberosa (ST), nei pazienti di età da 3 anni in su che richiedono un intervento terapeutico ma che non sono eligibili al trattamento chirurgico. Per questa indicazione, il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Votubia.

Lo studio che ha determinato l'approvazione del farmaco per la terapia del SEGA è un trial di fase II in aperto e con un solo braccio di trattamento che ha coinvolto 28 pazienti con questo tipo di tumore. I dati mostrano che everolimus riduce in modo significativo le dimensioni dei SEGA, che in nessun paziente è stato necessario intervenire chirurgicamente e che nessuno ha sviluppato nuovi SEGA mentre era in cura con everolimus.

E' attualmente in corso uno studio di fase III che confronta l'efficacia di everolimus verso placebo in pazienti con tumore SEGA.

Nello studio di fase II, 28 pazienti dai tre anni in su (età media=11, range da 3 a 34) nei quali è stata riscontrata una crescita del SEGA hanno ricevuto Everolimus per via orale nel dosaggio giornaliero di 3 mg/m2 (una volta al giorno oppure in regime di giorni alterni), che è stato successivamente adattato in base alla tollerabilità per ottenere una concentrazione minima nel sangue di 5-15 ng/mL.

La durata media del trattamento è stata di 21,5 mesi. Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario relativo alla modifica del volume della lesione principale del SEGA a 6 mesi (o all'ultima valutazione disponibile se un paziente ha sospeso il trattamento prima del sesto mese). I risultati di una valutazione indipendente a livello centrale hanno mostrato che nel 78% (21 pazienti su 27) è stata registrata una riduzione di almeno il 30% nel volume del SEGA a 6 mesi (p<0,001).
I risultati dello studio hanno dimostrato anche che il trattamento con everolimus è stato associato a una riduzione clinicamente rilevante nella frequenza complessiva di attacchi epilettici (p=0,022).

Dei 16 pazienti con attacchi all'inizio dello studio per i quali era disponibile il video-EEG (video-elettroencefalogramma), 9 hanno mostrato una riduzione nella frequenza degli attacchi, 6 non hanno registrato alcun cambiamento e 1 ha mostrato un incremento (variazione media -1,0; p=0,022). Una riduzione è stata anche evidente nella proporzione di pazienti con attacchi quotidiani: da 7 su 26 pazienti all'inizio a 2 su 25 pazienti a distanza di 6 mesi (in base all'osservazione dei caregiver).

I tumori SEGA
La sclerosi tuberosa è una malattia genetica che causa la crescita di tumori benigni, definiti amartomi, in molti organi vitali. Si stima colpisca da 25mila a 40mila persone negli Stati Uniti e da 1 a 2 milioni nel mondo. Questi tumori possono formarsi in qualsiasi organo, ma le sedi più comuni sono: cervello, reni, cuore, occhi, polmoni e cute. I sintomi più comuni comprendono: attacchi epilettici, ritardo mentale, autismo, problemi comportamentali e anomalie a livello renale e cutaneo.
I SEGA, presenti nel 5-20% dei pazienti con ST, colpiscono principalmente bambini e adolescenti e possono causare gravi rigonfiamenti cerebrali o idrocefalo. Attualmente, l'unica opzione di trattamento per i pazienti con SEGA in crescita è la neurochirurgia. Nei pazienti coinvolti nello studio e trattati con everolimus, si è osservato che la crescita del SEGA si stabilizza.
La sclerosi tuberosa è causata da una mutazione nei geni TSC1 e TSC2 che controllano in modo negativo mTOR, proteina che agisce come regolatore centrale della divisone cellulare nei tumori, della crescita dei vasi sanguigni, metabolismo cellulare e dell'orientamento cellulare nei neuroni. Inibendo l'attività di mTOR in questa via proteica, everolimus può inibire la crescita del tumore e i sintomi correlati, causati dalla crescita del tumore nel cervello, compreso l'idrocefalo.

Everolimus
Nell’Unione Europea (Ue), everolimus è approvato con il nome commerciale di Afinitor (everolimus), in compresse, per il trattamento di pazienti con carcinoma renale (RCC) avanzato, nei quali la malattia è progredita durante o dopo il trattamento con la terapia mirata contro il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF). Negli Stati Uniti, everolimus è approvato per il trattamento dei pazienti con RCC avanzato dopo il fallimento del trattamento con sunitinib o sorafenib.
Nell’Ue, everolimus è disponibile in diversi dosaggi con il nome commerciale di Certican per la prevenzione del rigetto d’organo in coloro che vengono sottoposti a un trapianto di cuore o di rene. Negli USA, everolimus è disponibile in diversi dosaggi con il nome commerciale di Zortress per la profilassi del rigetto d’organo nei pazienti adulti a basso o moderato rischio immunologico che hanno subito un trapianto di rene.
Con una somministrazione giornaliera, everolimus agisce nelle cellule cancerose su mTOR, una proteina che funziona come regolatore centrale della divisione delle cellule tumorali, della crescita dei vasi sanguigni e del metabolismo cellulare.