La Corte di giustizia europea del Lussemburgo ha stabilito che gli stati membri dell'Unione europea possono ridurre i prezzi dei farmaci anche più volte l'anno nell'interesse dell'equilibrio finanziario dei loro sistemi sanitari e senza infrangere le leggi comunitarie.
E' quanto afferma una sentenza emanata nei giorni scorsi in risposta alla richiesta inoltrata dal Tar del Lazio di pronunciarsi sulla conformità alla direttiva 89/105/EEC del sistema italiano di fissazione dei prezzi dei farmaci. 

La direttiva 89/105/CEE del 21 dicembre 1988  ha lo scopo di garantire la trasparenza delle misure che disciplinano la fissazione dei prezzi delle specialità medicinali per uso umano e la loro inclusione nel campo di applicazione dei sistemi di assicurazione malattia.
Alcune aziende, tra le quali Menarini, Sanofi-aventis e Schering-Plough, avevano agito in giudizio contro il ministero della Salute e l'Aifa dinanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, in merito alle misure di riduzione del prezzo dei farmaci stabilite dall'Aifa nel corso degli anni 2005 e 2006 con l'obiettivo di garantire il rispetto del tetto di spesa farmaceutica a carico del Ssn.
Il Tar del Lazio aveva poi chiesto il pronunciamento della Corte di giustizia europea che è stato appena rilasciato e, come detto, è a favore dell'agenzia italiana del farmaco.

Nel rispetto del diritto comunitario, la Corte ha stabilito che ogni stato è libero di impostare i propri sistemi di previdenza sociale e di adottare, in particolare, norme miranti a disciplinare il consumo di prodotti farmaceutici nell'interesse dell'equilibrio finanziario dei propri sistemi sanitari, quindi è possibile adottare misure di portata generale consistenti nella riduzione dei prezzi di tutte le specialità medicinali o di certe loro categorie, anche qualora l'adozione di simili misure non sia preceduta da un blocco di tali prezzi.
Qualora invece lo stato decidesse di bloccare i prezzi dei farmaci la normativa Ue prescrive come condizione minima che almeno una volta all'anno si accerti se le condizioni macroeconomiche giustifichino la continuazione del blocco stesso. A questo punto la scelta è tra decidere la prosecuzione del blocco dei prezzi, o decidere se aumentarli o ridurli, senza limiti di volte nel corso di uno stesso anno o su anni diversi.

La Corte di giustizia è composta da 27 giudici e da 8 avvocati generali. I giudici e gli avvocati generali sono designati di comune accordo dai governi degli Stati membri per un mandato di sei anni rinnovabile. Essi vengono scelti tra giuristi che offrano tutte le garanzie di indipendenza e che soddisfino le condizioni richieste per l'esercizio, nei rispettivi paesi, delle più elevate funzioni giurisdizionali, o siano in possesso di competenze notorie. La Corte di giustizia ha sede in Lussemburgo.

Comunicato stampa della Corte di Giustizia europea


Membri della Corte di Giustizia europea