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Ibrutinib, approvazione europea per i pazienti con leucemia linfocitica cronica di nuova diagnosi

La Commissione europea ha approvato l'uso di ibrutinib per il trattamento dei pazienti adulti affetti da leucemia linfocitica cronica (LLC) non trattati in precedenza. Ciò rappresenta un'estensione dell'indicazione che amplia l'approvazione iniziale per il trattamento della LLC, espressa nel mese di ottobre 2014. Ibrutinib ha ora ricevuto l'approvazione come trattamento destinato a tutti i pazienti affetti da CLL.

La Commissione europea ha approvato l’uso di ibrutinib per il trattamento dei pazienti adulti affetti da leucemia linfocitica cronica (LLC) non trattati in precedenza. Ciò rappresenta un’estensione dell’indicazione che amplia l’approvazione iniziale per il trattamento della LLC, espressa nel mese di ottobre 2014. Ibrutinib ha ora ricevuto l’approvazione come trattamento destinato a tutti i pazienti affetti da CLL.

L’indicazione ampliata per ibrutinib si basa sui dati dello studio clinico di fase 3 randomizzato e in aperto RESONATE-2, riportati nel New England Journal of Medicine (NEJM) nel 2015.

“Ibrutinib ha dimostrato notevoli miglioramenti nei tassi di sopravvivenza globale e libera da progressione e nei tassi di risposta rispetto al clorambucile”, ha dichiarato il Professor Paolo Ghia, Professore Associato di Medicina Interna all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. “I dati dello studio clinico RESONATE-2 indicano che per molti pazienti ibrutinib può rappresentare un’auspicata terapia alternativa di prima linea”.

I risultati dello studio clinico RESONATE-2 hanno dimostrato che ibrutinib ha prolungato in modo significativo la sopravvivenza globale (OS) (HR=0,16, 95% CI 0,05 vs. 0,56; P=0,001), con una sopravvivenza a 2 anni pari al 98% rispetto all’85% per i pazienti nel braccio trattato con clorambucile.

La sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) non è stata raggiunta per i pazienti trattati con ibrutinib rispetto ai 18,9 mesi nel braccio trattato con clorambucile, con una riduzione statisticamente significativa dell’84% nel rischio di morte o di progressione nel braccio trattato con ibrutinib (HR=0,16, 95% CI 0,09 vs. 0,28; P<0,001).2 La sicurezza globale di ibrutinib nella popolazione di pazienti LLC non trattati in precedenza risultava in linea con gli studi precedentemente riportati.3 Le reazioni avverse più comuni (RA) (≥ 20%) di qualsiasi grado nello studio clinico RESONATE-2 per ibrutinib sono state diarrea (42%), affaticamento (30%), tosse (22%) e nausea (22%).

“La disponibilità di una terapia mirata come trattamento iniziale rappresenta un enorme passo in avanti per le persone affette da LLC ed era attesa da tempo nella comunità dei malati”, ha commentato Nick York, difensore dei diritti dei pazienti per la CLL Advocates Network (CLLAN). “Molti pazienti sono considerati inadatti alle attuali terapie standard di prima linea, quindi per loro vi è una reale esigenza di opzioni di trattamento nuove ed efficaci”.

Nonostante la disponibilità di efficaci regimi di chemio-immunoterapia di prima linea per la LLC, sono molti i pazienti che non ne tollerano gli effetti avversi, in particolare i più anziani.
Nella maggior parte dei casi la LLC è una neoplasia ematologica generalmente a lenta crescita che colpisce i globuli bianchi. I tassi di incidenza della LLC per uomini e donne in Europa è rispettivamente di circa 5,87 e 4,01 casi per 100.000 persone all’anno.5,6 La LLC colpisce prevalentemente gli anziani, con un’età mediana di 72 anni al momento della diagnosi.

Informazioni su ibrutinib
Ibrutinib è un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton (BTK) di prima classe che agisce formando un forte legame covalente con la BTK per bloccare la trasmissione dei segnali di sopravvivenza cellulare all'interno delle cellule B maligne.8 Bloccando la proteina BTK, ibrutinib causa la morte delle cellule tumorali, riducendone il numero, dimostrando anche di rallentare l’aggravarsi della neoplasia.

Attualmente ibrutinib è approvato per il trattamento di pazienti adulti con linfoma mantellare (MCL) recidivato o refrattario; dei pazienti adulti con leucemia linfocitica cronica (LLC) non trattati o che hanno ricevuto almeno una precedente terapia; e nei pazienti adulti con macroglobulinemia di Waldenström (WM) che hanno ricevuto almeno una precedente terapia, o in prima linea per i pazienti per i quali una chemio-immunoterapia non è appropriata.

Burger JA, Tedeschi A, Barr PM, et al. Ibrutinib vs chlorambucil in treatment-naïve chronic lymphocytic leukemia. N Engl J Med. 2015;373:2425-37.