Il National Institute for Health and Clinical Excellence ha reso nota una valutazione preliminare nella quale non ha approvato l'impiego di bevacizumab nella cura del tumore alla mammella metastatico a causa di evidenze cliniche non certe.

Il Direttore esecutivo del Nice, Andrew Dillon, ha spiegato che i dati finora disponibili non dimostrerebbero in maniera certa la capacità del farmaco di aumentare la sopravvivenza di queste pazienti in maniera superiore alle terapie finora disponibili. Il farmaco ha dimostrato un buon effetto sull'aumento della PFS (oltre 5 mesi e mezzo) ma lo stesso effetto non si è tradotto in maniera conseguente sulla sopravvivenza globale, aumentata in modo più limitato (7 settimane).

Un portavoce di Roche ha spiegato che l'azienda ha proposto uno schema di accesso al farmaco che prevede una spesa massima che il servizio sanitario britannico dovrà affrontare per ogni paziente curato con bevacizumab.
Tale schema di accesso non è però ancora stato valutato dal Nice in quanto deve prima ottenere l'approvazione del  Department of Health britannico.

Il prossimo 20 luglio, un panel di esperti dell'Fda si riunirà per esaminare i dati del farmaco in questo setting di pazienti. Anche in Usa bevacizumab è approvato per il tumore alla mammella oltreché in altre indicazioni.

Documento del Nice